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APPROFONDIMENTO 16 Ottobre Ott 2015 1400 16 ottobre 2015

Legge di Stabilità, i provvedimenti in bilico

Dall'Ires alla No tax area per i pensionati: le misure in cerca d'autore. In attesa che Bruxelles sciolga il rebus della clausola migranti. Ma 3,3 mld restano una coperta corta.

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Il ministro del Lavoro e Politiche Sociali Giuliano Poletti.

Provvedimenti in bilico sul filo della Stabilità. Non è un caso se il premier Matteo Renzi, il giorno dopo la presentazione delle 32 slide riassuntive della legge finanziaria a Palazzo Chigi, abbia tuonato contro Bruxelles ai microfoni di Radio24: «Bruxelles non è il nostro maestro che fa l’esame. Non ha titolo per entrare nel merito delle misure. Può dare suggerimenti, ma basta con la sudditanza psicologica».
CLAUSOLA MIGRANTI, L'OGGETTO DEL CONTENDERE. L'oggetto del contendere è sempre lo stesso: quello 0,2% di flessibilità aggiuntiva nel rapporto deficit/Pil (la cosiddetta “clausola migranti”) che, se concesso all'Italia dalla Commissione europea, consentirebbe di sbloccare altri 3,3 miliardi da mettere sul piatto della manovra.
«L’Italia dà molti soldi all’Europa e anche sul rispetto dei parametri inviterei a guardare i dati del deficit di altri paesi», ha detto ancora Renzi. Nel mirino del premier ci sono la Spagna, «che sfora il 3%», e la Gran Bretagna, «che ha fatto il 5% del deficit», approvando una riduzione delle tasse «da 20 miliardi finanziata in gran parte con il deficit».
UNA COPERTA CORTA DA 3,3 MLD. Se anche la flessibilità aggiuntiva dovesse ottenere il via libera europeo (e la cosa non sembra affatto scontata, tutt'altro), si aprirebbe subito un nuovo dilemma: su cosa puntare le risorse?
Le idee abbondano: dall'anticipo del taglio sull'Ires all'estensione della no tax area per i pensionati. Fino agli investimenti aggiuntivi per l'edilizia scolastica. Ma la coperta (di spesa) resterebbe comunque corta.

Taglio dell'Ires, un nodo da 4 miliardi

Nei piani del governo c'è una manovra in due tappe - per un valore complessivo di poco meno di 4 miliardi di euro - per anticipare la riduzione dell'Ires (l'imposta sul reddito delle società).
Nel 2016 l'attuale aliquota scenderebbe dal 27,5% al 26% con un taglio di 1,5 punti e nel 2017 si completerebbe l’operazione on un’ulteriore riduzione di 2 punti percentuali per l’approdo finale di un prelievo sulle imprese del 24 per cento.
TAGLIO IN DUE FASI. L’ultima ipotesi tecnica è una manovra in due tappe per un valore complessivo di poco meno di 4 miliardi di euro. Nel 2016 l’attuale aliquota Ires del 27,5% scenderebbe al 26% con un taglio di 1,5 punti e nel 2017 si completerebbe l’operazione on un’ulteriore riduzione di 2 punti percentuali per l’approdo finale di un prelievo sulle imprese del 24 per cento.
Il via libera di Bruxelles alla clausola migranti permetterebbe al governo di rinunciare all’ipotesi iniziale, ovvero blocco degli acconti Ires di novembre 2016 per coprire i costi iniziali della riduzione dell’imposta traslandone l’effetto finanziario tutto sul 2017.

L'estensione della no Tax area sulle pensioni vale 200 mln

In bilico è anche l'estensione della cosiddetta 'no tax area' per i pensionati fin dal 2016, cioè la misura che eleva l'esenzione dal pagamento delle imposte a 8mila euro per gli over 75 e a 7.750 euro per quelli sotto (dagli attuali 7.500 euro). Frenando l'annuncite di Renzi il ministro Poletti ha spiegato che senza il via libera di Bruxelles sulla clausola migranti, come per il taglio dell'Ires, scatterà dal 2017.
UN BENEFICIO PER 2 MLN DI PENSIONATI. Secondo le stime di sindacati vale all’incirca 200 milioni di euro. Ne beneficerebbero circa 2 milioni di pensionati. In pratica si tratta in media di 100 euro a testa di tasse in meno da pagare (In sostanza un primo abbozzo degli 80 euro al mese riconosciuti ai pensionati poveri che il Governo aveva promesso). L'intervento resta importante, ma la cifra che entrerà nelle tasche dei pensionati meno abbienti (comunque solo dal 2017) è poco più che simbolica.

Un miliardo per l'edilizia scolastica

Tra gli interventi subordinati alla clausola migranti anche i fondi destinati all'edilizia scolastica. All'apertura dell'anno scolastico Renzi aveva spiegato: «Abbiamo bussato alla porta della Banca Europea degli Investimenti (circa un miliardo di finanziamento), abbiamo destinato all’edilizia scolastica fondi di programmazione nazionale e alla fine abbiamo stanziato 3,7 miliardi per le scuole, per realizzare un totale di seimila interventi nel prossimo triennio».
Se Bruxelles concedesse quel 0,2% di flessibilità aggiuntiva nel rapporto deficit/Pil «saremo ben felici di usarlo per l’Ires e per ulteriori interventi sull’edilizia scolastica», ha aggiunto il premier commentando la bozza della Finanziaria approvata dal Consiglio di ministri e svelato un investimento totale previsto di 3,1 miliardi dei quali poco più di un terzo sarebbe destinanto agli interventi sugli istituti scolastici.

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