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STUDIO 19 Ottobre Ott 2015 1914 19 ottobre 2015

Cancellazione Tasi, Cgia: «Rispetto al reddito vincono i meno abbienti»

I calcoli della Cgia: dall'abolizione dell'imposta, in proporzione al reddito disponibile, a guadagnarci sono soprattutto le famiglie più povere.

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La sede della Cgia di Mestre.

Chi beneficerà della cancellazione della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili introdotta dalla legge di Stabilità 2014 e abolita dal governo Renzi?
A guadagnarci saranno gli italiani più o meno abbienti?
Mentre il dibattito politico imperversa con la minoranza del Partito democratico che, per bocca dell'onorevole Bersani, accusa il provvedimento di incostituzionalità («Chi ha più paga meno»), si moltiplicano gli studi, gli approfondimenti e i conteggi finalizzati a valutare l'impatto della misura.
Ci ha provato anche la Cgia di Mestre, andando controcorrente.
L'associazione degli artigiani e delle piccole imprese sotiene infatti che, se si guarda al risparmio percentuale che ottengono le famiglie rispetto al reddito, ad ottenere i maggiori vantaggi sono proprio quelle meno abbienti.
L'INCIDENZA DIMINUISCE QUANDO IL REDDITO AUMENTA. Una volta chiarito che la Tasi sull'abitazione principale sarebbe stata eliminata per tutti, a prescindere dal valore catastale degli immobili, i primi a fare due conti sono stati gli uffici della Uil servizi territoriali, che hanno stimato un risparmio medio per le case 'di lusso' - quelle signorili (A/1), ville (A/8) e castelli e palazzi storici (A/9) - di 2.778 euro, contro i 180-230 euro massimi di media per le altre categorie.
IN VALORE ASSOLUTO VINCONO I RICCHI. Ma, è il ragionamento portato avanti dalla Cgia di Mestre, se è chiaro che in valore assoluto il risparmio è più alto per chi ha case di un certo pregio, con le ville che avranno in media uno sconto di 1.830 euro e i castelli di 2.280, se si guarda alla proporzione rispetto al reddito disponibile «il raffronto si capovolge».
L'ABOLIZIONE HA UN PESO DEL 3% PER CHI GUADAGNA FINO A 10 MILA EURO. Secondo la Cgia infatti, dai dati sulla distribuzione dei proprietari di prima casa sia per fasce di reddito, sia per imposta pagata, discende che: per coloro che presentano un reddito fino a 10 mila euro, l'abolizione delle tasse sulla prima casa garantirà un risparmio medio di 152 euro, pari al 3% sul reddito disponibile; mentre per la fascia di reddito successiva, da 10 mila a 28 mila euro, invece, il risparmio medio sale fino a 161 euro, ma l'incidenza sul reddito scende all'1%.
«In buona sostanza al crescere del reddito aumenta il vantaggio fiscale, ma si riduce progressivamente l'incidenza sul reddito», puntualizza l'associazione.
Per coloro che presentano un reddito medio disponibile di 100 mila euro, lo sgravio è di 362 euro, ma l'incidenza si abbassa allo 0,58%.

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