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FACCIAMOCI SENTIRE 19 Ottobre Ott 2015 1309 19 ottobre 2015

Ma l'Imu tolta ai ricchi è davvero uno scandalo?

Chi si crea con merito il proprio benessere ha diritto agli stessi vantaggi di tutti.

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Recentemente il governo Renzi ha previsto l’aumento dell’utilizzo di denaro contante fino a 3 mila euro dai mille fissati in precedenza e vorrebbe abolire l’Imu sulla prima casa a prescindere dal valore di riferimento.
Le opposizioni, anche quella interna al suo partito, si sono scatenate dicendo che tali decisioni faciliterebbero l’evasione fiscale e ovviamente nel caso dell’Imu faciliterebbe le classi più agiate rispetto a quelle meno benestanti.
In linea di principio 'ci sta', ma vorrei prendere spunto da queste ultime iniziative per lanciare una provocazione.
ANCHE CHI HA IL BENESSERE PUÒ AVERE VANTAGGI. In Italia coloro che si elevano socialmente e riescono a costruirsi il proprio benessere con impegno, sacrificio e determinazione devono essere messi tutti alla gogna? Per esempio e sulla base del principio di diritto chi si è costruito una (bella) casa pagando tutte le tasse in modo progressivo, come dettato dalla nostra Costituzione, perché non dovrebbe avere un vantaggio fiscale confrontabile proporzionalmente a quello degli altri?
Nessuno vuole sottovalutare l’importanza della equità, ci mancherebbe altro, ma questa va vista anche nella direzione dell’impegno rispetto a chi crede che tutto gli sia dovuto.
La questione del contante, poi, è una vecchia storia: chi si lamenta giustamente dell’aumento della soglia perché non si lamenta anche della mancata installazione dei Pos prevista dal giugno 2014? Il Ddl n.1747 prevede una sanzione di 500 euro nell’ipotesi della sua omessa installazione e si può anche arrivare alla sospensione dell’attività in caso di recidiva.
Posso essermi distratto ma allo stato attuale non ricordo decisioni simili da parte delle competenti autorità. A suo tempo si disse che tale provvedimento era un regalo ai produttori “di macchinette” (i Pos).
La decisione di oggi è invece un regalo agli evasori e di “regalo in regalo” il tema non viene affrontato in modo organico e quindi non risolto.
È chiaro che se si vogliono sviluppare le carte di credito, che hanno l’indubbio vantaggio di garantire la tracciabilità della spesa, cosa indispensabile per combattere l’evasione, occorre renderle competitive ovvero economicamente vantaggiose sia per l’utilizzatore finale che per l’esercente.
Non dovrebbe essere difficile confrontare le condizioni praticate nei Paesi simili al nostro e fissare un tetto al loro costo. Ma lo si vuole veramente? Io ho i miei dubbi.
IN FRANCIA LO STATO CONTROLLA I CONTI CORRENTI. In Italia ogni volta che si parla di Fisco ci sono sempre mille ragioni per non fare niente. Tra problemi di privacy (spesso pretestuosi) una equità che non potrà mai essere perfetta etc. i risultati della lotta alla evasione non raggiungono mai i risultati sperati.
Nel caso della privacy vorrei portare un esempio personale: tra il 2000 e il 2004 ho vissuto a Parigi per ragioni professionali. Naturalmente in questo periodo ho avuto la residenza fiscale in Francia dove ho pagato le tasse dovute attraverso il mio conto corrente bancario (per inciso aperto presso il Credit Lyonnais). Bene, ricevendo l’estratto conto ogni trimestre in calce al documento trovavo scritto che una copia dell’estratto conto sarebbe stata inviata al ministero delle Finanze per gli accertamenti del caso.
Parliamo già di 15 anni fa ma la regola era naturalmente in vigore da molti anni prima della mia esperienza francese. Pagare le tasse dovute, in un Paese evoluto, dovrebbe essere una cosa normale, un fatto che fa parte della cultura, oserei dire del Dna di ogni cittadino.
SERVONO PARI OPPURTUNITÀ PER FAR EMERGERE IL MERITO. In Italia non è così e inoltre siamo molto appassionati a tifare l’uno contro l’altro, senza avere per di più l’abitudine di riconoscere il merito a chi lo ha. Se uno emerge deve aver combinato qualcosa, altrimenti non esiste che possa avercela fatta.
Nonostante l'Italia sia il Paese dei Del Vecchio (che da Martinitt è diventato leader mondiale nel settore degli occhiali con Luxottica), di Ferrero (Nutella) e di tanti sciur Brambilla che con dedizione sacrificio hanno costruito realtà imprenditoriali importanti, da noi chi arriva è soprattutto un “mariuolo”.
Coloro invece che interrompono gli studi, non si impegnano per un progetto di vita che non solo non hanno ma non hanno mai neanche lontanamente immaginato, dovrebbero avere gli stessi diritti degli altri. Provengo da una modesta famiglia della provincia di Viterbo. Nessuno più di me crede che tutti nella vita dobbiamo avere le stesse opportunità ma poi a parità di opportunità deve emergere il merito.
L’equità non si raggiunge distruggendo la ricchezza di coloro che l’hanno accumulata onestamente ma, come ho già accennato, dando a tutti le stesse opportunità per potersi evolvere nella scala sociale.
Poi però occorre impegnarsi non dando sempre ad altri la responsabilità di quello che ci succede intorno.
Naturalmente ci sono classi di popolazione per cui quanto detto non può essere né semplice né automatico, in quanto richiederebbe uno sforzo collettivo sociale e culturale molto forte.
Ma almeno auspicarlo credo non guasti.

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