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STABILITÀ 21 Ottobre Ott 2015 1236 21 ottobre 2015

Canone Rai «non obbligatorio per chi ha una connessione Internet»

Fonti del ministero dello Sviluppo a Lettera43.it: «Chi ha una connessione Internet in casa, ma non ha il televisore, potrà dichiararlo e non pagherà». Il sottosegretario Giacomelli conferma: «È il possesso di una tivù il requisito per il pagamento del canone».

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L'evasione del canone Rai è stimata in via cautelativa nell’ordine del 27%.

Sul pagamento del canone Rai in bolletta continuano a rincorrersi voci, anticipazioni, smentite e precisazioni.
Di sicuro c'è che la norma «non è ancora stata scritta», fanno sapere a Lettera43.it fonti interne al ministero dello Sviluppo Economico. Ma l'indiscrezione circolata nelle ultime ore, secondo cui si potrà essere esentati dal pagamento del canone solo qualora non si possieda né un televisore, né una connessione Internet, è stata smentita la mattina del 22 ottobre dal sottosegretario Antonello Giacomelli, come anticipato già mercoledì 21 da Lettera43.it.
«È il possesso di un televisore il requisito per il pagamento del canone, non degli altri device», ha detto Giacomelli ai microfoni di Radio24. «Rimane l'impianto della normativa in vigore, abbiamo solo aggiunto una presunzione del possesso del televisore, che è il contratto di fornitura elettrica».
INTERNAUTI ESENTATI SE NON HANNO LA TIVÙ. La notizia è, quindi, che il ministero dello Sviluppo Economico ha disinnescato l'equazione 'internauta uguale telespettatore del servizio pubblico', che aveva già provocato una levata di scudi da parte di quanti, pur avendo una connessione Internet in casa, affermano di non avere la tivù e di non guardare la Rai in streaming, e ritengono quindi ingiusto il pagamento obbligatorio del canone in bolletta.
TASSA ANCORATA AL POSSESSO DEL TELEVISORE. «Chi ha una connessione Internet in casa, ma non ha il televisore, potrà dichiararlo e non pagherà», avevano anticipato a Lettera43.it fonti interne al Mise. In ogni caso, secondo l'Istat, il 97% degli italiani possiede un apparecchio televisivo: «Stiamo quindi parlando di un'esigua minoranza». Tutto dipenderà da come verrà scritta la norma. «Oggi la televisione non arriva in casa solo attraverso l'antenna. Anche Internet è diventato un mezzo per guardarla. Per non parlare poi di strumenti come Chromecast e Smart Tv», avevano spiegato le fonti.
Per questo, l'opzione rimasta in campo è quella di ancorare la tassa al possesso «dell'oggetto-televisore anche collegato via Internet».
I FUORI SEDE CHE NON CAMBIANO RESIDENZA «NON PAGHERANNO». La necessità di adeguare la normativa italiana allo spirito del tempo, al tramonto dell'analogico e all'avvento del digitale, non porterà quindi con sé la spiacevole conseguenza di essere costretti a pagare il canone Rai solo perché si possiede una connessione Internet. Un'altra precisazione riguarda gli studenti fuori sede che vivono in affitto: «Se mantengono la residenza nel nucleo familiare d'origine, non dovranno pagare il canone».
UNA PROVOCAZIONE PER LA FIEG. Dal ministero dello Sviluppo Economico, infine, mercoledì 21 ottobre era partita anche una provocazione: «Siamo sicuri che se abolissimo il canone Rai gli editori sarebbero contenti? Il canone agisce anche da calmiere sul mercato pubblicitario. Se non ci fosse, la Rai raccoglierebbe pubblicità sul mercato senza limiti e senza tetti. La Fieg sarebbe contenta?».

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