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CRISI INFINITA 22 Ottobre Ott 2015 1538 22 ottobre 2015

Draghi esalta i mercati, ma a guardare l'inflazione il Qe non funziona

Riesame del Qe a dicembre. Ma avverte che «da solo non basta». Le cifre lo confermano.

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Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea (Bce).

Tassi di interesse invariati al minimo storico e discussione su un eventuale ampliamento del Quantitative easing rinviata a dicembre.
La Banca centrale europea (Bce) ha deciso di mantenere le bocce ferme, ma le parole del presidente Mario Draghi, dopo il vertice del consiglio di Francoforte, spingono i mercati, euforici perché, come previsto, entro pochi mesi l'Eurotower aumenterà il bazooka per dare una mano alla ripresa con misure ulteriori. Compensando per di più l'atteso rialzo dei tassi americani. Risultato: Borse in rally, l'euro che dall'inizio del programma di Qe ha gudagnato otto punti sul dollaro è sceso sotto quota 1,2. E lo spread italiano è calato sotto i 100 punti.
INFLAZIONE MOLTO BASSA NEL BREVE TERMINE. Al di là delle reazioni immediate dei mercati, tuttavia, l'intervento del presidente della Bce rivela tutta la preoccupazione per le condizioni del Vecchio Continente:« Il quantitative easing sta funzionando e spinge il credito a famiglie e imprese, ma restano rischi sulla crescita e l'inflazione, legati anche ai mercati emergenti e ai prezzi delle materie prime».
La Bce, ha spiegato Draghi, sta «valutando se il ritorno a un'inflazione prossima al 2% dovesse slittare». Draghi prevede un'inflazione ancora «molto bassa» nel breve termine e un graduale rialzo nel corso del 2016-17. La scelta delle parole, per un misuratore al millimetro delle dichiarazioni come SuperMario, è significativa.
LA POLITICA MONETARIA NON BASTA. Quando infatti dice che il Qe sta funzionando bene, aggiunge che «la politica monetaria non può da sola risolvere i problemi economici della Zona Euro». E che tutti i Paesi devono attuare politiche fiscali 'growth-friendly', favorevoli alla crescita, oltre che sforzarsi di «abbattere il debito».
Una piccola ammissione di impotenza che tradotta dal linguaggio felpato di Francoforte ha un peso notevole. «Alcuni membri del consiglio Bce», ha spiegato inoltre Draghi, «si sono espressi a favore dell'ipotesi di intervenire oggi» con ulteriori misure, ma «non era il tema prevalente».
Già il 12 ottobre, il leader dell'Eurotower aveva annunciato che avrebbe preso misure «più estese di quanto preventivamente anticipato per stabilizzare livelli (di inflazione, ndr) sufficientemente vicini al 2%». Cioè al livello di inflazione che per mandato (e mandato unico) la Bce deve garantire. E che finora non sono vicini, ma a una distanza piuttosto siderale.

L'inflazione registrata a settembre nell'Area euro. (Dati Eurostat, Bce)

A settembre 2015 i prezzi sono calati nella maggioranza dei Paesi dell'Area euro e dell'Ue. (Dati Eurostat, Bce)


LA FRENATA DI SETTEMBRE. Gli ultimi dati, pubblicati dalla stessa Banca centrale europea sul suo sito, relativi al mese di settembre, mostrano un'Area Euro con un calo dei prezzi generalizzato, una notizia che non ha fatto notizia.
Il Paese con l'aumento di inflazione più alto, Malta, si ferma a +1,6%. Dal lato opposto c'è Cipro con un -1,9%. Ma in mezzo ci sono i pesi massimi: la Germania ha segnato un -0,2% rispetto al mese precedente, la Francia è perfettamente in linea con la media dell'Unione e dell'Eurozona (-0,1%), la Spagna è scesa a -1,1%.
La Grecia della crisi a -0,8%, esattamente come la rigorista Finlandia (in recessione). E l'inflazione è scesa vistosamente anche nei Paesi baltici e in quelli dell'Europa dell'Est (Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria con la Romania che segna il peggiore risultato a -1,5%). L'Italia ha segnato un aumento dello 0,2 su base mensile, ma su base tendenziale (cioè sull'arco dei 12 mesi) ha rivisto l'inflazione al ribasso a -0,4%, è quindi ancora in deflazione.
FINE DELL'EFFETTO BAZOOKA? Ovviamente un mese non può essere significativo. Ma è la tendenza che preoccupa, e non poco, i piani alti della torre di Francoforte. Nel settembre 2014, l'inflazione dell'intera zona euro era allo 0,3%. A marzo 2015, quando Draghi ha avviato il suo bazooka, era a -0,1%. A quel punto ha riniziato a salire fino al nuovo calo di settembre. Se si dovesse giudicare l'operato della Bce rispetto al suo mandato, cioè la stabilità dei prezzi, il giudizio sarebbe univoco: il quantitative easing non ha funzionato.


  • L'andamento storico dell'inflazione nell'Ue. (Dati Eurostat, Bce)

  • L'inflazione media registrata nell'Unione europea negli ultimi 18 mesi. (Dati Eurostat, Bce)
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