Mansi Rocca Confindustria 151012164849
QUI VIALE DELL'ASTRONOMIA 22 Ottobre Ott 2015 1000 22 ottobre 2015

Per ora il dopo-Squinzi si gioca solo a carte coperte

Solo Regina si fa avanti. Rocca evasivo. Sale la tensione tra chimici e metalmeccanici.

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Antonella Mansi e Gianfelice Rocca.

In queste ore i cinque componenti del Comitato etico di Confindustria, e cioè Roberto Bertazzoni, Katia Da Ros, Michele Matarrese, Mario Mazzoleni e Gennaro Pieralisi, sono riuniti o stanno per riunirsi per individuare i tre saggi che procederanno a sentire i candidati e tutti gli aventi diritto (territoriali, federazioni di categoria, ex presidenti ecc.) per identificare l'imprenditore che succederà a Giorgio Squinzi alla guida di Confindustria.
Sta per partire dunque ufficialmente la grande corsa che si chiuderà con il Consiglio generale della prima settimana del prossimo marzo che designerà il nuovo presidente.
REGINA COMINCIA A MUOVERSI. Questo per l'iter formale. Quello sostanziale invece, cioè le mosse dei candidati, procede ancora a carte quasi coperte. Con molti candidati che né escono allo scoperto né dicono di aver rinunciato alla corsa; con Aurelio Regina, già vicepresidente di Squinzi non confermato nel secondo biennio, che ha cominciato la girandola degli incontri per dare la propria disponibilità a correre e chiedere sostegno e che ha fatto conoscere la sua piattaforma con una intervista al Foglio. Con Gianfelice Rocca che, presentando qualche giorno fa l'assemblea di Assolombarda e la fusione con Monza-Brianza, ha dettato una risposta che va esaminata parola per parola; con il Veneto, che stavolta vuole essere decisivo.
Cosa ha detto Rocca? Ecco il testo, che vale l'esegesi che alcuni colleghi ne hanno fatto: «Ho già escluso di essere candidato e lo confermo, la presidenza di Confindustria è una carica cui si viene chiamati più che candidarsi». E ha aggiunto: «Non si tratta di avere una rappresentanza del territorio in Confindustria, ma di rappresentare tutto il mondo delle imprese in modo influente: nessuno deve rivendicare la presidenza su base territoriale».
TUTTE LE IPOTESI SU ROCCA. Ed ecco cosa ci siamo detti tra colleghi: a) Gianfelice è uomo d'onore, se ha detto che non si candida e lo conferma, non si candida; b) Gianfelice aspetta di venir chiamato, quindi non si candida per quello; c) certo che il nuovo presidente deve rappresentare il mondo delle imprese 'in modo influente' ma se proviene anche da una base territoriale, il che è abbastanza inevitabile, che male c'è? Anche perché, aggiunge il mio vicino di banco al primo piano di viale dell'Astronomia, i tempi in cui il nuovo presidente nasceva solo dalla consultazione della Fiat con i propri amici sono finiti nel 2000 con la vittoria di Antonio D'Amato su Carlo Callieri. d) Gianfelice teme qualche candidato espresso dal territorio, pur essendo anch'egli espressione di un territorio che, parole sue, rappresenta oltre il 10% del Pil italiano? e) Gianfelice, e su questo siamo tutti d'accordo, è un maestro di tattica. Non si candida ma intanto verifica se le truppe che in teoria dovranno acclamarlo sono pronte.
CRESCE LA TENSIONE TRA MECCANICI E CHIMICI. Quindi, mentre sono proprio i grandi elettori (perché ci sono e tutti noi li conosciamo) che aspettano al varco i candidati e non viceversa, tanti di noi davvero reclamano un presidente che rappresenti in modo più che influente il mondo delle imprese, ma in particolare le medie e le piccole, ricordando a noi stessi che esse rappresentano tra il 95 e il 98% delle aziende iscritte a Confindustria.
Fuori da candidati e grandi elettori c'è invece un imprevisto che potrebbe avere conseguenze sulla corsa alla presidenza: l'irritazione dei meccanici per l'accelerazione dei chimici a chiudere i contratti secondo la vecchia linea di accordo con la Cgil è reale, e questo potrebbe spingerli a riconoscersi in un leader neutrale ma con la testa avanti rispetto ai vecchi riti, evitando la guerra all'ultimo voto come quasi quattro anni fa tra il metalmeccanico Bombassei e il chimico Squinzi.

* Dietro lo pseudonimo di Settimo Piano si cela un imprenditore ben inserito ai piani alti di Confindustria che racconta per Lettera43.it la corsa (già iniziata) al rinnovo della presidenza dell'Associazione, previsto per il maggio del 2016.

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