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VEGANI 25 Ottobre Ott 2015 1500 25 ottobre 2015

Vegani, boom dell’economia 'cruelty free'

Il 10% degli italiani bandisce carne e prodotti animali. Così il mercato si adegua: 180 ristoranti, 1.400 negozi, vestiti e cosmetici bio. La rivoluzione in numeri.

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Il sito dell’Associazione Vegetariani Italiani elenca più di 180 ristoranti vegetariani o vegani.

Un miliardo in tutto il mondo.
È la tribù di vegani e vegetariani.
Vanno dal 30% della popolazione dell’India - dove per molti si tratta di una scelta religiosa - alla Germania, che detiene il record europeo di sette milioni.
DAI VEGANI AI CRUDISTI. Secondo una recente ricerca di Gfk-Eurisko in Italia è vegetariano (chi cioè esclude le carni animali dalla dieta) il 6% della popolazione adulta, mentre il 3% è vegano (chi elimina qualsiasi prodotto di origine animale, come uova e latte) e il 2% segue una dieta macrobiotica (niente cibi di lavorazione industriale) o crudista (piatti cotti al bando).
Un altro 18% ha deciso di consumare carne una sola volta alla settimana, per motivi etici o di salute.
ALIMENTARE STRAVOLTO. Una piccola rivoluzione, destinata a colpire molti settori e i cui effetti si sentono già oggi.
Il primo terremoto ha investito ovviamente il settore dell’alimentazione: quattro italiani su 10 consumano abitualmente prodotti a base di soia, il 15% usa panna vegetale e il 14% bevande sostitutive del latte.
PROTEINE VEGETALI +115%. Per avere un’idea di cosa significa, basta dare un’occhiata ai bilanci di Almaverde Bio, una delle più note aziende produttrici di alimenti vegani: nei primi 6 mesi del 2015 ha aumentato il fatturato del 14,5% rispetto al periodo precedente, con un +115% per quanto riguarda le proteine vegetali.
OGNI ANNO 80 NEGOZI NUOVI. Ci sono poi i supermercati e i negozi specializzati in prodotti biologici e bio-veg.
Negli ultimi cinque anni, periodo di recessione economica, il settore è stato protagonista di una crescita invidiabile: dal 2010 i nuovi esercizi aperti sono stati un’ottantina all’anno, per arrivare a quota 1.400.
ALMENO 180 RISTORANTI. A ruota è arrivato il boom dei ristoranti vegetariani e vegani.
Il sito dell’Associazione Vegetariani Italiani ne elenca più di 180, numero approssimato per difetto, visto che riguarda solo i locali che hanno chiesto di essere inseriti.

Anche il vino e la moda si adeguano: sì alla produzione cruelty free

Quasi il 10% degli italiani è vegano o vegetariano.

Inizia a prendere piede anche il franchising: Universo Vegano è ormai è un’istituzione, mentre la catena Veggy Days ha già 12 punti vendita tra pizzerie, fast food e bar a tema.
Anche alcune aziende dei settori tradizionali del made in Italy hanno deciso di innovare le tecniche di produzione per poter essere certificate come vegane.
ELIMINATA LA CASEINA. Tra queste diversi produttori di vino, che hanno eliminato sostanze come l’albumina o la caseina.
Per ora le imprese che possono vantare vini certificati “Qualità Vegetariana Vegan®” sono una decina, molte delle quali esportano all’estero, soprattutto in Germania.
STOP A PELLICCE E PIUME. La moda cerca invece di agganciare il mercato cruelty free, eliminando dai capi d’abbigliamento non solo pelle e pellicce ma anche piume, seta e lana.
Un recente sondaggio Ispo ha rivelato che l’81% degli acquirenti preferisce i vestiti senza tessuti di origine animale.
E così il mercato si adegua: molti grandi marchi tra cui H&M, Oysho, Zalando, Zara e Geox non usano più la vera pelliccia.
Mentre altri, come per esempio Quagga, hanno eliminato qualsiasi derivato animale.

Cosmetici bio: giro d'affari globale da 10 miliardi di dollari

Una farmacia vegana.

Altro settore in ascesa è quello dei cosmetici biologici, spesso certificati anche vegani.
La società inglese Organic Monitor stima in 10 miliardi di dollari il giro d’affari a livello globale, precisando che le donne italiane sono terze in Europa nell’acquisto di trucchi e creme biologici.
BOOM IN UN ANNO. Secondo l’ultimo rapporto Bio Bank relativo al nostro Paese, nel 2014 le aziende del comparto erano 250, contro le 215 dell’anno precedente.
Nello stesso periodo i negozi bio online sono passati da 70 a 104 e le profumerie addirittura da 43 a 105.
Sono comparse anche le prime farmacie specializzate nella consulenza ai vegani.
PROGETTO PHARMAVEGANA. Molti dei medicinali di uso comune, oltre a essere testati su cavie da laboratorio, contengono lattosio, gelatina o tracce di grasso animali, spesso difficili da individuare leggendo l’etichetta.
Così, da alcuni mesi, un centinaio di farmacie in tutta Italia ha aderito al progetto di Pharmavegana, offrendo supporto ai clienti che vogliono evitare il più possibile prodotti di origine animale.

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