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LO STUDIO 27 Ottobre Ott 2015 1312 27 ottobre 2015

I giovani gufi

Lavoro, il 99% dei ragazzi italiani è pessimista, il 55% è pronto a emigrare.

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Giovani disoccupati.

Altro che Jobs act, e soprattutto altro che gufi: i giovani italiani vorrebbero credere in un futuro lavorativo migliore, ma non ci riescono. Il 99% di loro è pessimista sull'andamento del mercato del lavoro, mentre il 55% si dichiara disponibile a emigrare alla ricerca di opportunità.
È quanto risulta da una ricerca Gallup contenuta nel Rapporto Ilo sull'occupazione giovanile presentato il 27 ottobre alla Cgil. «Forse la percezione della carenza di opportunità di lavoro e del deterioramento della qualità del lavoro», dice il direttore dell'Ilo Italia Gianni Rosas, «ha spinto il 99% dei giovani italiani intervistati ad essere pessimisti».
PIÙ PESSIMISTI DI FRANCESI, GRECI E SPAGNOLI. Il dato sul pessimismo dei giovani registrato dal sondaggio Gallup è significativamente più alto di quello francese (82%), greco (78%) e spagnolo (79%), ma soprattutto più alto di quello medio del Nord Africa (58%) e del Medio Oriente (68%).
«Nonostante lievi miglioramenti, alla fine del 2014», dice Rosas, «l'Italia era il quarto paese dell'Unione Europea con il tasso di disoccupazione giovanile più alto (42,7%). Tale tasso era il doppio di quello del periodo pre-crisi. A luglio 2015 il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è sceso al 40,5%, con un ribasso di 2,5 punti percentuali sul mese precedente e di 2,6 punti su base annua, ma rimane comunque una percentuale tra le più alte in tutta l'Unione europea, al quarto posto dopo Spagna (48,8%), Grecia (48,3%), Croazia (43,5%). Nella Ue-28 resta stabile a 20,4%.

Il 60% dei giovani disoccupati è a "lungo termine"

Giovani disoccupati in una manifestazione di protesta.

Difficile quindi avere fiducia in un mercato del lavoro in ripresa, soprattutto se poi è la disoccupazione di lunga durata a colpire circa il 60% dei giovani disoccupati. E quando stai a casa senza far niente per un un anno, è difficile essere ottimisti.
Durante il periodo 2010-14, il lavoro a tempo determinato tra i giovani lavoratori italiani è cresciuto di 9,2 punti percentuali e quello del lavoro a tempo parziale involontario di 13,3 punti. Il rischio di povertà è cresciuto di 5,5 punti nello stesso periodo.
DISOCCUPATI DIVENTANO INATTIVI. L'Italia è inoltre il Paese europeo con il più alto numero di disoccupati passati alla condizione di inattività economica (popolazione che non cerca lavoro) tra il primo e il secondo trimestre 2015, ha rilevato Eurostat, che il 26 ottobre ha pubblicato i dati sui flussi nel mercato del lavoro.
In Italia è diventato inattivo il 35,7% dei disoccupati, più del doppio della media Ue che si ferma a 16,8%.
È forse la percezione della carenza di opportunità di lavoro e del deterioramento della qualità del lavoro che ha spinto il 99% dei giovani italiani intervistati ad essere pessimisti circa l'andamento del mercato del lavoro e al 55% degli stessi intervistati a dichiarare di essere disponibili a emigrare all'estero nella ricerca di migliori opportunità lavorative.
ALTO TASSO DISOCCUPAZIONE MONDIALE. Anche fuori dai confini italiani però, per quanto la situazione sia nettamente migliore, non è certo idilliaca: a livello mondiale il tasso di disoccupazione giovanile (fascia 15-24 anni) nel 2014 si è attestato al 13%, molto superiore all'11,7% del periodo pre crisi.
Per il 2015 si stima che arrivi al 13,1%. A livello globale c'erano 73,3 milioni di giovani disoccupati nel 2014 con un calo di 3,3 milioni rispetto al picco registrato nel 2009. Tra il 1991 e il 2014 la popolazione attiva in questa fascia di età è diminuita di 11,6 punti percentuali passando dal 59% al 47,3%.

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