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FINANZA 27 Ottobre Ott 2015 2100 27 ottobre 2015

Poste Italiane: debutto flop in Borsa

A Piazza Affari il titolo si sgonfia dopo la fiammata in avvio: -0,74%. L'ad Caio: «Investimento solido».

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L'amministratore delegato di Poste Italiane Francesco Caio.

Boom di scambi ma chiusura sotto il prezzo di collocamento per il debutto a Piazza Affari di Poste Italiane. Il titolo ha deluso le aspettative legate ai primi riscontri sul mercato (+9,26% in asta di preapertura, +2,23% ad avvio contrattazioni) ed in linea con una giornata debole per le piazze europee (-1,15% l'Ftse-Mib a Milano) ha toccato il picco negativo a pochi minuti dalla chiusura delle contrattazioni a 6,65 euro (-1,4%) per poi recuperare negli ultimissimi scambi segnando l'ultimo prezzo a 6,7 euro (-0,74%).
L'AD CAIO: «PER NULLA DELUSO». Fitti gli scambi, con il passaggio di mano sul mercato di più dell'8% del capitale. L'amministratore delegato Francesco Caio, che ha sottolineato lo sbarco in Borsa parlando di «passaggio storico», a fine giornata non è per nulla deluso: «Seguiamo l'indice, molto bene», ha commentato. Per l'andamento in Borsa il numero uno del gruppo postale ha previsto un «passo del montanaro»: guardando al lungo periodo «è un investimento solido». Un commento in linea con le valutazioni degli gli analisti che rilevano l'assenza della componente speculativa per un titolo che si presenta più da cassettisti.
QUOTE FRAZIONATE TRA GLI INVESTITORI: NESSUNO PIÙ DEL 2%. Poste è arrivato a Piazza Affari anche per «promuovere un azionariato diffuso, aiutare famiglie e piccoli risparmiatori a investire in Borsa» ha sottolineato Caio ricordando gli incentivi della politica dei dividendi (che garantirà per due esercizi «un rendimento che secondo le prime indicazioni degli analisti sarà tra il 4 ed il 5%») e del premio fedeltà (una bonus share del 5%, una azione gratuita ogni venti per chi le manterrà in portafoglio per 12 mesi dal collocamento). Nessuno degli investitori ha in portafoglio una quota sopra il 2%, ha confermato il direttore finanziario Luigi Ferraris.
BUONA RISPOSTA DEI FONDI STRANIERI. Buona la risposta dei fondi stranieri: le azioni sono state collocate «per l'80% all'estero», ha indicato l'ad. Gli investitori istituzionali stranieri hanno fatto «una scommessa», puntato su un «investimento» che dimostra «un forte interesse verso il nostro Paese». «Abbiamo deciso la collocazione di Poste, d'accordo con il governo, in una fase in cui i mercati internazionali guardano con speranza all'Italia».
Con il primo collocamento sul mercato il Tesoro ha incassato oggi circa 3,4 miliardi, destinati alla riduzione del debito, ed «al momento», ha ricordato ancora Caio, «non esistono progetti a breve di vendita di ulteriori quote».
IL MINISTERO DELL'ECONOMIA: «PRESTO ALTRE OPERAZION SIMILI». Ma il ministero dell'Economia non resterà fermo sul fronte delle privatizzazioni: la quotazione di Poste è «la prima di una serie di operazioni, ce ne saranno altre», ha detto il capo della segreteria tecnica, Fabrizio Pagani. Parla di «grande emozione per una azienda storica» la presidente del gruppo postale, Luisa Todini: «La squadra che porta Poste in Borsa», ha detto, «è quella di 143 mila colleghi che hanno lavorato duramente in questi anni per questo risultato eccezionale».
È soddisfatto anche l'amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi: quella di Poste «è la più grande Ipo d'Europa e una delle più grandi del mondo, varcherà i confini nazionali, è un grande segnale per il Paese considerando che l'ultima privatizzazione è stata 16 anni fa. Eravamo spaventati della complessità dell'operazione ma alla fine è andato tutto bene». Il 2015 «si sta delineando come un anno particolarmente positivo per Borsa Italiana sia per quantità sia per varietà di aziende che hanno scelto di quotarsi sul nostro mercato», ha aggiunto.
Parterre d'eccezione a Palazzo Mezzanotte, con i banchieri in prima fila: dall'ad di Mediobanca Alberto Nagel, all'ex presidente di Mps Alessandro Profumo, al direttore generale di Intesa Sanpaolo Gaetano Miccichè.

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