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ECONOMIA 28 Ottobre Ott 2015 1000 28 ottobre 2015

Saipem, Eni cede il 12,5% al Fondo Strategico

Ceduto il 12,5% al Fondo Strategico. Dal riassetto 6,5 miliardi. E la Borsa brinda.

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Saipem resta italiana e volta pagina.
Dopo mesi di trattative il Fondo Strategico Italiano (Fsi), braccio operativo della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), ha acquistato dall'Eni il 12,5% del capitale della sua controllata dell’ingegneria petrolifera.
Un'operazione strategica per Renzi, grazie alla quale il governo permette alla stessa Eni, il cui rating è sotto osservazione da parte di Standard & Poor’s, di deconsolidare Saipem e sgravarsi del suo (gravoso) debito da oltre 5 miliardi di euro.
Fsi si è inoltre impegnata, insieme a Eni, a sottoscrivere, pro-quota, le azioni Saipem di nuova emissione rivenienti dall'aumento di capitale fino a 3,5 miliardi di euro proposto oggi dal cda Saipem. Tra acquisto delle quote (operazione valutata in 0,4 mld) e quota di ricapitalizzazione l'intera operazione dovrebbe costare all'incirca 1 mld alla Cdp.
PER ENI UN INCASSO COMPLESSIVO DA 6,5 MLD. Il gruppo Eni (la cui quota in Saipem resterà pari al 30%) incasserà complessivamente dal riassetto della partecipazione in Saipem circa 6,5 miliardi di euro, derivanti dal rimborso integrale dei crediti netti vantati verso Saipem, pari a 6,1 miliardi, e dalla cessione del 12,5% a Fsi, per un valore stimato di 0,4 miliardi. Considerato l'esborso ipotizzato per la sottoscrizione della quota parte dell'aumento di capitale - informa una nota - si stima che l'incasso netto per Eni sarà di circa 5,4 miliardi di euro, mentre la riduzione dell'indebitamento finanziario netto sarà pari a 5,1 miliardi.
INVESTIMENTO AD ALTO RISCHIO PER IL GOVERNO. Il senso dell'investimento ad alto rischio varato dall'esecutivo è anche quello di difendere un asset che ritiene di alto valore strategico e che rischiava di finire in mani di investitori esteri. Nata come costola dell’Eni ai tempi di Enrico Mattei, che la usò come grimaldello per far concorrenza alle Sette Sorelle del petrolio, la Saipem ha oggi una capacità ingegneristica così sviluppata che, si racconta, anche Vladimir Putin ci ha messo gli occhi addosso.
Lo stesso amministratore Claudio Descalzi aveva più volte sottolineato l'insostenibilità a lungo termine per Eni del peso dei 5,5 miliardi di debiti della società (al quale si sono aggiunte le perdite degli ultimi anni e la recente cancellazione di una commessa importante come il South Stream, gasdotto pensato dalla Russia per portare altro metano in Europa).
PIAZZA AFFARI REAGISCE POSITIVAMENTE. Piazza Affari ha reagito con favore l'operazione della Cdp e il titolo del gruppo per i servizi al settore petrolifero è arrivato a crescere del 12% (a quota 9 euro). Positivo anche l'avvio del titolo Eni, che cresce dell'1%.
DA METROWEB A GENERALI: GLI INVESTIMENTI DI FSI. Tra le attività attuali del Fondo Strategico ci sono quote di partecipazione in Metroweb (proprietaria della più grande rete di fibra ottiche di Milano e della Lombardia, investimento da 200 milioni di euro per 46,2%), Rocco Forte Hotels (uno dei principali operatori mondiali nella gestione di alberghi a cinque stelle, 151 milioni per il 49,9%) e Sia (tra i leader Europei nella realizzazione di infrastrutture e servizi tecnologici per Istituzioni Finanziarie e Centrali, 242 milioni per il 49,9%).
Fsi mantiene tutt'ora il 44,84% di Ansdaldo Energia (produttore di macchinari per l’energia, da turbine a gas e a vapore e generatori) a seguito della cessione del 40% a Shanghai Electric Corporation nel dicembre 2014. Mentre nel giugno 2015 ha completato la vendita del pacchetto di quote di assicurazioni Generali (pari al 4,5%) cedutole in passato da Banca d'Italia.

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