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RISIKO 29 Ottobre Ott 2015 1658 29 ottobre 2015

Telecom Italia, arrivano i nuovi magnati francesi

Dopo Bolloré, l'ingresso di Niel. E i progetti con Pigasse e Capton. I transalpini si misurano sul boccone appetibile dell'azienda italiana.

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L'ingresso della sede di Telecom Italia in Piazza Affari a Milano.

Telecom Italia al centro e i protagonisti del nuovo risiko delle telecomunicazioni tutti attorno.
L'acquisizione da parte dell'imprenditore del digitale Xavier Niel dell'11,2% della società guidata da Marco Patuano, salito nel giro di 12 ore al 15,14 %, sembra il biglietto da visita di una nuova cordata di magnati dei media che si affaccia sul mercato europeo.
CONSOB IN ALLERTA. L'operazione ha fatto scattare il faro della Consob sui rapporti tra il nuovo socio potenziale e il primo azionista Vivendi del finanziere Vincent Bolloré.
Se i legami fossero provati, infatti, il pacchetto superiore al 30% detenuto in mano francese farebbe scattare automaticamente l'obbligo di un'Opa (offerta pubblica di acquisto).
«Non penso ci sia una liaison», ha commentato l'amministratore delegato Patuano, adeguando il linguaggio alle circostanze.
«INTRUSIONE DA BOLLORÉ». E la stampa d'Oltralpe, dal quotidiano economico Les Echos a Le Figaro, è dello stesso avviso. Altro che operazione concertata, per i francesi si tratta di un'intrusione di Niel nel territorio di Bolloré, di esplicita concorrenza, di miccia capace di dar 'fuoco alle polveri'.

I progetti in grande del trio Niel, Pigasse e Capton

Pierre-Antoine Capton, Xavier Niel e Mathieu Pigasse.

L'avvicinamento a Telecom Italia del gruppo del finanziere Bolloré, controllore di Canal Plus e della casa discografica Universal, è stato preparato a lungo, a partire dal 2014.
Anche se negli ultimi mesi ha subito una fortissima accelerazione, fino a portare Vivendi a diventare primo azionista a inizio ottobre. Bolloré ha dichiarato di avere un interesse di lungo periodo nell'«investimento in Europa del Sud».
Ma a quanto pare non è il solo a voler essere della partita, soprattutto con il piano banda larga dell'esecutivo pronto a vedere la luce, la controllata Tim Brasil avamposto nei Paesi emergenti e nessun imprenditore nostrano a fare da punto di riferimento nel settore.
UNA VISIONE AMPIA. L'acquisizione dei titoli di Telecom Italia da parte di Niel risale al 21 ottobre, secondo la nota informativa pubblicata da Consob.
E non è stata fatta attraverso la sua società di punta, il provider Iliad, ma a titolo personale, attraverso la finanziaria Rock Investment. Dietro, anche qui, c'è una visione ben più ampia.
AMBIZIONI NEI MEDIA. Niel che, sempre attraverso holding finanziarie, ha recentemente acquisito Telecom Monaco trasformandola in un laboratorio di nuove tecnologie e Orange Swisse è coproprietario di Le Monde e Nouvel Observateur con l'attivissimo banchiere Matthieu Pigasse, da sempre vicino al partito socialista. E sempre con Pigasse e con il produttore televisivo Pierre-Antoine Capton sta lavorando alla creazione di «Media One», un fondo specializzato nell'acquisizione di società del settore media.
CAMPAGNA EUROPEA AL VIA. La nuova creatura dovrebbe nascere tra novembre e dicembre.
E raccogliere un capitale iniziale di 300-500 milioni di euro.
L'ambizione, secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano Le Figaro, è competere con i colossi europei del settore: dal tedesco Axel Springer, proprietario tra gli altri della Bild e fresco di acquisizione di Business Insider, a ça va sans dire la Vivendi di Bolloré. L'ingresso di Niel in Telecom, allora, appare un messaggio forte e chiaro, lanciato al connazionale e non solo.
La campagna europea è aperta: la giocano soprattutto i francesi, ma il primo terreno è italiano.

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