Xavier Niel
AZIENDE 29 Ottobre Ott 2015 1202 29 ottobre 2015

Telecom: Xavier Niel ha in mano l'11%, Bolloré il 20%

Dopo Vivendi, entra nella tlc italiana l'imprenditore di Free, Orange Swisse e Le Monde. Ecco chi è il 'Jobs' europeo.

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Telecom parla francese e la Borsa brinda a champagne. Dopo l'avanzata di Vivendi del finanziere Vincent Bolloré che il 6 ottobre è salito al 20% di Telecom Italia, l'imprenditore francese Xavier Niel ha acquisito l'11% della società italiana. Il 6% in azioni e il 5% in derivati. Il mercato ha reagito alla notizia con una forte corrente di acquisti sul titolo che è cresciuto fino all'8% a Piazza Affari.
Xavier Niel, imprenditore del digitale e dell'editoria d'Oltralpe, nono miliardario della République, editore di Le Monde, 'genero' del re del lusso Bernard Arnault (è il compagno della figlia Delphine da cui ha avuto una figlia), si mette così al fianco (e forse a scontarsi) di Bolloré nel nuovo assetto azionario della società guidata da Marco Patuano.
IL PRIMO PROVIDER INTERNET D'OLTRALPE. Di origini popolari, Niel mise in piedi il primo 'provider' d'Oltralpe a 19 anni, nel lontano 1995, precorrendo la diffusione di internet. Ha ottenuto il successo definitivo creando il marchio di servizi internet e di telefonia mobile Free. Prima aveva percorso business alternativi, un sistema di messagistica hot e locali a luci rosse che gli sono costati nel 2004 una condanna per distrazione di fondi.
Oggi è vicepresidente e direttore della società Iliade, gruppo di tlc che controlla Free e Free Mobile. Ha investito in numerose start up digitali e siti di informazione online.
La stampa internazionale, a partire da Forbes, lo ha più volte definito lo Steve Jobs europeo. Stessa capacità di rompere gli schemi, stessa potenza di comunicazione nel lancio dei nuovi prodotti, ma stili opposti.
Niel è divenuto un big della new economy francese offrendo servizi digitali low cost e orientati al vantaggio del consumatore e costringendo i concorrenti a rincorrerlo sui prezzi. Nel 2013 ha sfidato platealmente Google permettendo ai suoi clienti di bloccarne la pubblicità per costringere il colosso a condividere con le società di provider i suoi proventi.
L'AMBIZIONE DI UN IMPERO DELLE TLC EUROPEO. L'uomo pensa in grande. È diventato co-proprietario del primo quotidiano di Francia nel 2010 e del Nouvel Observateur nel 2014, sempre a fianco del banchiere Mathieu Pigasse e di Pierre Bergé, co-fondatore del gruppo Yves-Saint-Laurent. E ha iniziato un aggressivo shopping di società tlc fuori dai confini. Ha acquisito il 55% di Telecom Monaco, ha tentato di strappare a Deutsche Telekom la controllata T-Mobile-Us e a dicembre 2014 ha acquisito attraverso la sua holding finanziaria, Njj Capital, Orange Swisse al prezzo di 2,3 miliardi di euro. «L'ultimo segno», aveva scritto allora il Financial Times «dell'ambizione di costruire un impero mediatico europeo». Ma evidentemente non era l'ultimo.

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