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CRISI 3 Novembre Nov 2015 1730 03 novembre 2015

Istat: in Italia 10% di minori in povertà assoluta

Sono 1 milione e 45 mila. Il triplo del 2008. Save the Children e Unicef lanciano l'allarme.

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Save the Children ha lanciato l'allarme per la povertà assoluta dei minori in Italia.

Un minore su 10 in Italia vive in povertà assoluta.
Il fenomeno coinvolge 571 mila famiglie, per un totale di 1 milione e 45 mila minori residenti nel nostro Paese, di cui 430 mila stranieri.
Una cifra doppia rispetto alla stima 2011 e tripla rispetto al 2008.
Lo rivela il dossier Istat consegnato in Senato sulla legge di Stabilità.
IL PEGGIO CON TRE FIGLI. La maggiore diffusione della povertà assoluta si osserva in presenza di almeno tre figli minori.
In questo caso circa un quinto delle famiglie (18,6%) si trova in tale condizione.
Un'incidenza doppia rispetto a quella registrata nelle famiglie con due minori e tripla rispetto alle situazioni in cui il bambino è solamente uno.
FOCUS TRA I SETTE E I 13 ANNI. La quota di poveri assoluti più elevata (11,2%) si registra tra i 14 e i 17enni (quelli cioè che hanno una maggiore probabilità di avere almeno due fratelli minori), per un totale di 291 mila individui.
Tuttavia, poiché i minori tra i 7 e i 13 anni sono più numerosi, è in questa classe di età che si stima il numero maggiore di ragazzi in povertà assoluta: l'incidenza è al 10,3%, per un totale di 407 mila individui.
Più contenute le incidenze e il numero dei bambini in povertà assoluta tra i più piccoli: 9,6% fino a tre anni, 8,1% tra quattro e sei anni, per un totale di 193 mila e 155 mila rispettivamente.
FAMIGLIE STRANIERE PENALIZZATE. «Decisamente grave» la condizione dei minori che vivono in famiglie composte solamente da stranieri: oltre un terzo è in povertà assoluta (il 37,3%, per un totale di 406 mila minori), ma l'incidenza si mantiene elevata anche tra quelli in famiglie miste (19,8%; 84 mila).
Ne deriva che su 1 milione e 45 mila minori in povertà assoluta, 430 mila sono stranieri.


Save the Children: 25% di minori a rischio povertà, allarme Sud

Secondo i dati di Save the Children, in Italia il 25% dei minori è a rischio povertà: sono circa 2 milioni e mezzo i bambini e gli adolescenti che, soprattutto nelle regioni del Sud, vivono in condizioni di deprivazione materiale e spesso anche culturale, sociale e relazionale.
SERVE UN PIANO DI CONTRASTO. Raffaela Milano, direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, ha sottolineato «la necessità di agire immediatamente con un programma di contrasto alla povertà minorile che sostenga interventi contro la povertà materiale delle famiglie e soprattutto contro la povertà educativa. Questi provvedimenti devono inoltre intervenire anche nell’ambito della povertà alimentare, consentendo ad esempio ai bambini che vivono maggiori difficoltà economiche di poter accedere gratuitamente alle mense scolastiche».
Se questo piano non verrà messo in atto, aggiunge, «rischiamo che le conseguenze che bambini e ragazzi vivranno nei prossimi anni siano difficilmente recuperabili».
UNICEF: IL GOVERNO INTERVENGA. Il tasso di povertà tra i bambini e gli adolescenti è tra i più importanti indicatori di salute e benessere di una società. Per questo il presidente dell'Unicef Italia, Giacomo Guerrera, esorta il governo a valutare «per ogni misura politica considerata o introdotta (in particolare in questo momento di crisi economica), l'impatto e gli effetti che tali misure possono avere sui bambini, sugli adolescenti e sulle loro famiglie, in modo tale da riprogrammare, laddove necessario, gli interventi».

Benessere dell'infanzia, Italia in fondo alla classifica dei Paesi Ocse

Nella comparazione internazionale illustrata nel rapporto Unicef «Il benessere dei bambini nei Paesi ricchi. Un quadro comparativo» sulla disuguaglianza distributiva nel benessere infantile, l’Italia risulta agli ultimi posti della classifica dei Paesi Ocse in tutti gli indicatori di benessere dell’infanzia.
DATI NEGATIVI SU SALUTE E ISTRUZIONE. In particolare l'Italia è al 23esimo posto (su 29) nell'area Ocse per quanto riguarda il benessere materiale, al 17esimo per salute e sicurezza dei bambini, al 25esimo per l'istruzione e al 21esimo per le condizioni abitative e ambientali.
SECONDO PEGGIOR DATO PER IL TASSO DI NEET. Per l'Unicef «ancora più preoccupante è il dato che ci vede al secondo peggior posto - dopo la Spagna - per il tasso Neet, che misura la percentuale di giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione».
DIVARIO TRA NORD E SUD EUROPA. Secondo il rapporto i Paesi Bassi e quattro Paesi nordici (Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia) sono ai primi posti nella classifica sul benessere dei bambini, mentre quattro Paesi dell'Europa meridionale (Grecia, Italia, Portogallo e Spagna) si trovano nella metà inferiore della classifica.

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