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PREVIDENZA 5 Novembre Nov 2015 1710 05 novembre 2015

L'Inps propone un reddito minimo di 500 euro per gli over 55

Il piano di Boeri: «Tagli alle pensioni d'oro per trovare le risorse». Ma il governo frena. Il dossier.

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Il presidente dell'Inps Tito Boeri.

Non per cassa, ma per equità.
Parla chiaro il titolo del dossier Boeri, pubblicato il 5 novembre dall'Inps con l'obiettivo di abbattere la povertà e riformare le pensioni.
«Sono proposte», ha sottolineato il presidente dell'Istituto, «formulate non per esigenze di breve periodo come quelle perseguite da gran parte delle ripetute riforme previdenziali attuate in Italia dagli Anni 90 in poi, ma per ragioni di equità intra e intergenerazionale».
PIANO IN 16 ARTICOLI. Il piano è articolato in 16 articoli, che toccano a 360 gradi il sistema previdenziale e assistenziale, dal sostegno di inclusione attiva per gli over 55 che non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione al riordino delle prestazioni collegate al reddito, passando per il ricalcolo dei vitalizi. Inclusi gli interventi sull'uscita flessibile e le pensioni dei sindacalisti.
GELO DAL GOVERNO: «COSTI SOCIALI NON EQUI E NON INDIFFERENTI». Dal governo, tuttavia, non sembrano arrrivare segnali concilianti. La proposta è «un contributo utile al dibattito», hanno spiegato fonti del ministero del Lavoro, ma «al momento si è deciso di rinviare perché» contiene misure «che mettono le mani nel portafoglio a milioni di pensionati, con costi sociali non indifferenti e non equi». Le stesse fonti hanno sottolineato come come per evitare gli oneri «servono risorse» che ora non ci sono.
REDDITO MINIMO PER GLI OVER 55. Sul fronte della lotta alla povertà, l'Inps ha spiegato che la proposta «consiste nell’istituire un reddito minimo garantito pari a euro 500 euro (400 euro nel 2016 e nel 2017) al mese per una famiglia con almeno un componente oltre i 55 anni». Le persone povere disoccupate con più di 55 anni sono, infatti, più che triplicate nell’arco di sei anni. Un sostegno, però, vincolato alla sussistenza di alcuni requisiti definiti nel piano. A partire ovviamente dall'appartenenza a «nuclei familiari in condizione di forte disagio economico», cioè sotto la soglia di 500 euro mensili per una famiglia con un solo componente.
TAGLI A 250 MILA ASSEGNI D'ORO. Le coperture? «Tra i potenziali perdenti anche circa 250 mila percettori di pensioni elevate», ha chiarito l'Istituto. A cui si aggiungerebbero «più di 4 mila percettori di vitalizi per cariche elettive».
L'Inps propone un riordino delle prestazioni assistenziali, parlando di «una cattiva selettività degli strumenti esistenti». E spiega: «Ci sono costi limitati a carico di circa 230 mila famiglie ad alto reddito (appartenenti perlopiù al 10% della popolazione con redditi più alti)», che si vedrebbero «ridurre trasferimenti assistenziali loro destinati».
RICALCOLARE VITALIZI ELEVATI. Un capitolo è dedicato ai vitalizi per cariche elettive: viene avanzata l'ipotesi, con avvio da gennaio, di «procedere a un vero e proprio ricalcolo delle pensioni secondo il metodo contributivo oggi applicato a tutti i nuovi lavoratori». In altre parole, «ai titolari di vitalizi elevati viene chiesto di convergere al trattamento che avrebbero avuto applicando le regole del sistema contributivo ai versamenti per i loro vitalizi».
LIVELLARE LE PENSIONI DEI SINDACALISTI. È anche necessario «armonizzare le pensioni dei sindacalisti con distacco (o aspettativa) dal settore pubblico al trattamento riservato agli altri lavoratori». I dirigenti sindacali non potrebbero così più farsi versare contributi dall'organizzazione a «condizioni molto più vantaggiose di quelle riservate alla valorizzazione a fini pensionistici dei contributi versati dagli altri lavoratori».

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