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PAGELLA 5 Novembre Nov 2015 1600 05 novembre 2015

Ripresa, Italia promossa dall'Ue (con riserva)

Riviste in rialzo le stime sul deficit 2016. Ma su migranti e spending siamo rimandati.

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da Bruxelles

Matteo Renzi a Bruxelles.


A Bruxelles, nei corridoi di palazzo Berlaymont, si parla di «compatibilità» sostanziale tra le stime del deficit inserite nella legge di Stabilità del governo Renzi e le previsioni d'autunno presentate il 5 novembre dal commissario per gli Affari economici Pierre Moscovici.
FIDUCIA NELL'ITALIA. L'Unione europea ha lasciato invariate le stime sul deficit italiano nel 2015 (2,6%) e rivisto al rialzo quelle sul dato 2016 (2,3% invece del 2% previsto a maggio e del 2,2% inserito dall'esecutivo nel Def), «ma non è una grande differenza», dicono a Bruxelles, è un margine legato a valutazioni più prudenti sulle entrate fiscali dei giochi.
Insomma la crescita c'è.
RISCHIO EXPORT. L'unico rischio vero viene dalla domanda estera in calo, specie quella proveniente dai Paesi emergenti.
La Cina ha tremato e le conseguenze si ripercuotono su tutti.
«Le prospettive di crescita e commercio globali si sono deteriorate considerevolmente dalla primavera 2015 per il calo nelle economie emergenti come la Cina», scrive l'Ue nelle stime economiche, prevedendo una ripresa dal 2016.
L'Eurozona, «grazie al deprezzamento dell'euro, è stata risparmiata finora, ma l'export è destinato a rallentare nel 2016».
GOVERNO PROMOSSO. Per ora però l'Italia può stare serena, perché «le misure prese dal governo stanno guidando la ripresa interna», spiegano, «per il 2016 la crescita è trainata dalla domanda interna».
Il tutto grazie alle misure prese dal governo nei confronti delle imprese e a sostegno dei consumi.

1. Iva: se aumenta nel 2017 la crescita può frenare

La crescita interna nel 2017 potrebbe subire però un calo in caso di aumento dell'Iva, che è stato congelato solo per il 2016; per l'anno successivo «ci sarà aumento come misura automatica (clausola di salvaguardia) se l'Italia non riuscirà a trovare altre spese da tagliare».
ACCELERA L'INFLAZIONE. Nel 2015 l'inflazione in Italia si stabilizzerà a 0,2%, mentre salirà all'1% nel 2016, accelerando a 1,9% nel 2017 «anche grazie all'aumento dell'Iva previsto dalla legge di Stabilità per raggiungere gli obiettivi di bilancio per quell'anno, a meno che non si trovino misure compensative alternative», scrive la Commissione Ue nelle previsioni d'autunno.

2. Occupazione: migliora in termini di ore lavorate

C'è tempo quindi per tirare un sospiro di sollievo, soprattutto guardando i dati dell'occupazione, che, sottolinea la Commissione, migliora in termini di ore lavorate anziché di nuove assunzioni.
BUON IMPATTO DEL JOBS ACT. L'importante è comunque l'aumento stabile dell'1% «quindi buono», riconoscono alla Commissione, grazie al Jobs act e alla riduzione del credit crunch.
Sono infatti questi due gli elementi più positivi rilevati dai tecnici.

3. Disoccupazione: scende, ma in modo moderato

La disoccupazione è scesa, ma in modo moderato perché le assunzioni sono state fatte tutte quest'anno.
L'Ue ha rivisto quindi lievemente al ribasso le stime sulla disoccupazione italiana: 12,2% nel 2015 (contro 12,4% previsto a maggio) e 11,8% nel 2016.
TORNANO GLI SCORAGGIATI. «Scende solo gradualmente anche perché gli scoraggiati tornano nella forza lavoro», scrive Bruxelles.
Resta «limitata» la pressione sul costo del lavoro, grazie al taglio del cuneo.

4. Migranti: misura una tantum, ma servono interventi struttuali

Sulla clausola migranti inserita nella legge di Stabilità presentata dal governo italiano all'esecutivo europeo la commissione non si pronuncia negativamente.
Il 16 novembre l'esecutivo deve pubblicare i pareri sulle leggi di bilanci dei Paesi della zona euro.
Nell'attesa a Bruxelles rilevano solo un errore tecnico: il governo ha inserito la misura come una 'one off', spiegano, ovvero una tantum, ma a Berlaymont queste misure non sono tenute in considerazione.
«Noi guardiamo solo il bilancio strutturale», fanno sapere.
DA CONSOLIDARE FINO AL 2017. Ed è qui che andava inserita la misura soprattutto perché proprio quando si parla di emergenza immigrazione non si sa quanto possa durare.
Non può quindi essere una misura una tantum, ma dovrà essere considerata almeno dal 2015 al 2017, per tre anni.

5. Deficit: l'Ue storce il naso per la nostra spending dimezzata

Per il fatto poi che il governo italiano abbia dimezzato la spending review, a Bruxelles non si stappano bottiglie di champagne: «È una scelta coerente col deficit».
DATO SUL 2016 AL RIALZO. L'Unione europea, come detto, lascia invariate le stime sul deficit italiano nel 2015 (2,6%) e rivede al rialzo quelle sul dato 2016 (2,3% invece del 2% previsto a maggio e del 2,2% inserito nel Def).
Questo «nonostante le positive prospettive di crescita», scrive Bruxelles, che vede anche un «peggioramento del deficit strutturale di circa mezzo punto».

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