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STABILITÀ 6 Novembre Nov 2015 1502 06 novembre 2015

Canone Rai, emendamento Pd: due rate nel 2016

La tassa cambia forma ancora una volta. La misura annunciata dal capogruppo del Pd in commissione Bilancio al Senato, Giorgio Santini.

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Gli uffici della Rai in Viale Mazzini a Roma.

Il pagamento del canone Rai in bolletta si avvia a cambiare forma ancora una volta.
Il capogruppo del Partito democratico in commissione Bilancio al Senato, Giorgio Santini, ha illustrato infatti una misura che sarà contenuta nell'emendamento alla legge di Stabilità di prossima presentazione. Pagamento in due rate nel 2016, cifra spalmata in tranche più piccole negli anni successivi, su tutte le bollette dell'energia elettrica. Il termine per la presentazione degli emendamenti scade a mezzogiorno di sabato 7 novembre.
Un'altra modifica dovrebbe riguardare l'anticipo al 2016 dell'innalzamento della no tax area per i pensionati. Una disposizione già prevista dalla finanziaria, soltanto però a partire dal 2017.
LE RATE ERANO SPARITE. Nell'ultima bozza della legge di Stabilità, poi arrivata sul tavolo del persidente della Repubblica, erano sparite le sei rate da 16,66 euro previste inizialmente dalla riforma. Sostituite dal pagamento in un'unica soluzione con la prima bolletta del 2016, successiva alla normale scadenza del pagamento della tassa televisiva, attualmente fissata al 31 gennaio di ogni anno.
L’importo è stato ridotto a 100 euro dai 113 previsti finora, e sono state eliminate le multe maggiorate per gli evasori, paventate in un primo tempo.
LE POLEMICHE SULLA DESTINAZIONE DEL GETTITO. A far esplodere le polemiche era intervenuto poi l'Usigrai, il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico, che aveva denunciato il dirottamento del gettito recuperato grazie al pagamento del canone Rai in bolletta, stimato in circa 500 milioni di euro dal 2016 al 2018. Somma che, se il testo della legge di Stabilità non verrà modificato, rischia di non finire nelle casse di Viale Mazzini, ma in un fondo destinato ad abbattere la pressione fiscale. Insomma, una tassa per abbassare le tasse. Così almeno la pensano i critici della misura, contenuta nel testo attuale della finanziaria all'articolo 10, comma 8.
FRECCERO: «IL CANONE NON PUÒ ESSERE USATO PER ALTRI FINI». Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere Rai Carlo Freccero: «Per la trasformazione in media company della Rai c'è bisogno di risorse che siano garantite. Questo deve essere chiaro. Il governo non può usare le risorse del canone per altri fini, perché è un'imposta di scopo». Freccero lo ha dichiarato al termine della riunione del consiglio di amministrazione dell'azienda che ha approvato la creazione di una direzione creativa. Una figura che «rientra in quella che ho definito visual communication», ha spiegato il consigliere Freccero, con il compito di «vestire la Rai garantendo una coerenza complessiva, fondamentale per il futuro dell'azienda».

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