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QUI VIALE DELL'ASTRONOMIA 10 Novembre Nov 2015 0900 10 novembre 2015

E il Veneto si prepara a prendersi Confindustria

In gestazione un candidato unico per tutto il Nord Est in contrapposizione a Milano.

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Il premier Matteo Renzi con il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.

Fuoco sotto la cenere ma ancora nessuna fiammata nella corsa alla successione di Giorgio Squinzi alla Confindustria.
Soprattutto, imprenditori e territori non hanno avanzato altre candidature rispetto a quelle note, le quali stanno procedendo relativamente sotto traccia per mettere insieme il capitale di partenza, cioè i consensi iniziali per essere in grado di partecipare alla grande corsa.
Nemmeno il viaggio con il premier dell'ultima settimana di ottobre in Sud America ha portato elementi nuovi, visto che Matteo Renzi ha ascoltato qualche confidenza sull'argomento ma ha fatto il distratto fingendo di essere poco interessato alla cosa.
A NOVEMBRE LA NOMINA DEI SAGGI. E poi possiamo davvero pensare, per esempio, che Antonella Mansi, nostra attuale vicepresidente per l'organizzazione e toscana doc, andasse apposta tra Colombia, Cile e Cuba per parlare al premier e non potesse farlo più comodamente dalle parti di casa?
In realtà, le cose stanno avanzando: entro fine novembre il Comitato etico di Confindustria nominerà i saggi che, insieme agli ex presidenti dell'associazione Abete, Fossa, D'Amato, Montezemolo e Marcegaglia, si occuperanno di indicazioni programmatiche e di candidati.
UN RUOLO NON FACILE. Si tratta di una novità, introdotta dalla riforma Pesenti, che cala senza infingimenti la grande corsa nella vita reale di Confindustria: quasi tutti gli ex presidenti, anche se non tutti vantano una partecipazione attiva e puntuale agli appuntamenti associativi (storicamente, Luigi Abete è stato e rimane il più assiduo, a prescindere dalla propria vicinanza personale al presidente in carica), sono degli opinion leader, hanno avuto un sostegno più o meno ampio, conoscono benissimo uomini e strutture, influenzano il proprio territorio e non solo.
Non sarà dunque facile il ruolo che i saggi veri e propri, che dovrebbero essere tre, potranno avere in quel consesso, ma si può star certi che il livello del confronto sarà elevato, sia nel cercare di delineare lo spazio di Confindustria nel nuovo assetto politico, istituzionale ed economico del Paese in tempi di renzismo, sia nel cercare di far prevalere i candidati ritenuti da ciascuno più vicini o più adatti.

L'ipocrisia di chi dice che in Confindustria «non ci si candida»

Gianfelice Rocca.

Intanto, tra i candidati prevale ancora una certa ipocrita ritualità perché si continua a dire, lo ha fatto anche Marco Bonometti oltre al titolare del copyright Gianfelice Rocca, che in Confindustria si viene chiamati e non ci si candida.
I fatti vanno invece diversamente, e secondo molti dei colleghi con cui scambiamo opinioni tra una riunione e l'altra o durante le stesse riunioni di Consiglio generale o di Comitato di presidenza, sarebbe ora che qualche candidato con reali possibilità di farcela (e non solo Regina, tanto per non fare nomi) dichiarasse con trasparenza la sua volontà di candidarsi e alcune priorità del suo programma, mettendosi così davvero al servizio della nostra, un po' logorata ma sempre viva, casa comune.
LE AMBIZIONI DI ROCCA. Viva proprio perché ci siamo dati alcune regole semplici per garantire una buona rappresentanza: tra l'altro, mandato di quattro anni non replicabile come presidente e massimo due mandati di quattro anni come vicepresidente (entrambi con conferma biennale).
Ed ecco gli ultimi aggiornamenti: Gianfelice Rocca, valutazioni aziendali e familiari a parte, ha messo in scena una assemblea 2015 di Assolombarda in linea con le sue ambizioni e con ospiti governativi che in assemblea nazionale negli ultimi anni non si sono visti e sta mandando suoi emissari sul territorio a monitorare la situazione, segnali che certo alla grande corsa non ha rinunciato.
Così come Diana Bracco continua a consultare gli imprenditori cui è più legata in fatto di amicizia per decidere se fare il grande passo, come il suo allenamento degli ultimi anni le consiglierebbe per mantenere il ritmo pubblico e, se dovesse decidere per il sì, come prima cosa dovrebbe mettere in agenda un suo incontro con Rocca per non disperdere le forze di Milano.
REGINA MACINA INCONTRI. Vincenzo Boccia da Salerno ha unito l'utile al dilettevole festeggiando i 50 anni della sua azienda, lo ha fatto all'Expo con il presidente Mattarella.
Un modo elegante per dire che c'è anche lui, anche se non era quella la sede per capire se almeno la sua regione l'appoggia e se, forte della sua battaglia per la moratoria con le banche, ha consensi in altri territori.
Aurelio Regina da Roma macina incontri anche fuori dalle imprese e ogni tanto veniamo informati via segnali di fumo che qualche piccola territoriale sarebbe con lui: una di cui ci è giunta notizia sarebbe quella di Pordenone.
CANDIDATURA UNITARIA IN VENETO? Infine il Veneto: colleghi ben informati dei fatti ci dicono che sarebbe in gestazione una candidatura unitaria, anzi che su di essa sia già positivamente partito un percorso di confronto tra le associazioni territoriali e che esso potrebbe allargarsi a tutto il Nord Est.
Se così fosse, sarebbe una sfida che l'industria veneta raccoglierebbe su due fronti: il contributo alla ripresa del Paese in positiva contrapposizione alla Milano di Expo e, di conseguenza, una rappresentatività del territorio al vertice di Confindustria che non è mai stata raggiunta e persino mai tentata, poiché non si può ricordare come tale il velleitario eppur generoso tentativo di Tognana contro Montezemolo nel 2004.

* Dietro lo pseudonimo di Settimo Piano si cela un imprenditore ben inserito ai piani alti di Confindustria che racconta per Lettera43.it la corsa (già iniziata) al rinnovo della presidenza dell'Associazione, previsto per il maggio del 2016.

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