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MOTO & BUSINESS 10 Novembre Nov 2015 2015 10 novembre 2015

Rossi resta alleato di Marquez almeno negli affari?

La Vr46, azienda di merchandising del Dottore, mantiene i contratti con Marc. Per ora. Tazze, felpe, T-shirt: così lo spagnolo aiuta il fatturato da 13 milioni di Vale. Che dice, sibillino. «Secondo voi cosa capiterà?».

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Lo scontro tra Rossi e Marquez a Sepang

In 20 anni di corse, Valentino Rossi ha perso il sangue freddo una sola volta: e gli è costata il decimo titolo Mondiale.
Sarà anche per questo che, sul fronte del business, nonostante lo scontro con Marc Marquez e il campionato sfumato (anche) a causa dell’ostracismo dello spagnolo, il Dottore sembrava voler mantenere i nervi saldi e un numero bene in vista: quello del fatturato.
«SECONDO VOI COSA CAPITA?». A dispetto dei rumor, dei sussulti d’orgoglio e della rabbia a vagonate, infatti, la Vr46 racing apparel, l’azienda di merchandising del Dottore, non ha disdetto i contratti con Marquez.
Anche se Valentino, a precisa domanda sul futuro della relazione commerciale, ha risposto sibillino in conferenza stampa: «Secondo voi cosa capiterà?».
NIENTE DISDETTA, PER ORA. Uno strappo, forse. Dallo staff però commentano laconici ai molti che in questi giorni chiamano per chiedere se ci sono annunci: «Almeno per il momento nessuna novità».
Quindi Business is business. Almeno per il momento.
MARC VENDE, VALE INCASSA. D’altronde, anche chi volesse fare un dispetto a Valentino comprando un cappellino col numero 93 - quello con cui corre Marquez - persino in questi giorni amarissimi finirebbe per versare un tributo a Rossi: dalla tazza (12,95 euro) alla felpa (74,95 euro), passando per i cappellini (29,95 euro) alle infradito (18,95 euro), tutti gadget del pilota spagnolo vengono realizzati dall’azienda del pesarese.
Disegnati, prodotti, distribuiti, persino venduti online e sui circuiti.
I prezzi li fa Valentino. E più Marquez vende, più l’azienda del Dottore incassa.

Il Dottore aumenta il fatturato: 13,5 milioni nel 2015

Valentino Rossi e Marc Marquez.

Finora ha guadagnato molto bene, e in costante crescita.
Nel 2014, il fatturato è stato di circa 12,5 milioni di euro, con un incremento del 45% rispetto al 2013.
Nel 2015 la previsione è di salire fino a 13,5 milioni.
Non tutto ovviamente arriva da Marquez.
TRA I CLIENTI 23 PILOTI. L’azienda, fondata nel 2009, posseduta al 100% da Rossi e affidata ad Alberto Tebaldi - amico stretto di Valentino, di quelli che in questi giorni sono con lui a Valencia a pensare al futuro - produce gadget e abbigliamento marchiato con i nomi di 23 piloti.
Tra i big solo Lorenzo e Dovizioso non sono della “scuderia”.
ANCHE MARQUEZ JUNIOR. Da Tony Cairoli - re del motocross - a Kevin Schwantz, passando per Alex Marquez (fratello minore di Marc), Andrea Iannone e Dani Pedrosa, gli altri ci sono tutti.
Recentemente la Vr46 ha chiuso un accordo anche con la Juventus.
E, naturalmente, commercializza tutti i gadget del Dottore. Uno che da solo, al 20esimo anno di attività, guadagna ancora poco meno di 10 milioni di euro a stagione solo dalla Yamaha: tanto per dire quanto può tirare, non solo in sella alla motocicletta.

Marc concesse i diritti di produzione alla Vr46 nel 2012

Valentino Rossi e Marc Marquez, scaramucce verbali dopo il MotoGp in Malesia.

È lecito però pensare che la faccia sorridente di Marquez che ammicca da T-shirt e similia abbia qualcosa a che vedere con il trend in crescita del fatturato.
MAGLIETTE A RUBA. Stando alle ricostruzioni fatte dai media spagnoli, Marc ha ceduto i diritti di produzione alla Vr46 nel 2012, dopo aver vinto l’ultimo campionato del mondo in Moto2; all’esordio in MotoGp, l’anno successivo, ha polverizzato i record chiudendo primo la stagione: magliette e felpe devono essere andate a ruba.
Erano quelli gli anni, infatti, in cui a fine stagione Valentino commentava genuinamente di essere felice per le vittorie del piccolo Marc, che pareva un buon allievo su pista e un ottimo partner commerciale.
VERSATI I DIRITTI D'IMMAGINE. Il giornale spagnolo Diario Gol, nel 2014, scrisse che Valentino versava a Marquez 500 mila euro all’anno di diritti di immagine: sottinteso che tutto il resto restava in tasca a lui.
Ammesso che la cifra sia vera - e dal quartier generale del pesarese dicono chiaramente che non sono disposti a commentarla, men che mai di questi tempi - c’è da chiedersi se dopo i recenti avvenimenti sia sufficiente per mandare giù la rabbia e continuare come sempre.
La risposta, forse, sta in quell’«almeno per il momento».

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