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ECONOMIA 13 Novembre Nov 2015 1214 13 novembre 2015

Pil, rallenta la crescita dell'Italia

Eurostat: Pil Eurozona +0,3% nel terzo trimestre del 2015. In Italia +0,2%, al di sotto delle aspettative. L'economista Solari: «Dal Quantitative easing effetto cosmetico destinato a svanire».

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Eurostat, il Pil dell'Eurozona è cresciutop dello 0,3% nel terzo trimestre del 2015.

L'economia della zona euro, defibrillata da Quantitative easing che la Bce intende prolungare oltre la scadenza 'naturale' prevista a settembre 2016, dà deboli segnali di risveglio. La crescita del Pil nel terzo trimestre del 2015 è stata dello 0,3%, +1,6% rispetto allo stesso periodo del 2014, in calo però sul trimestre precedente.
Le nuove stime dell'Eurostat fanno il paio con i dati pubblicati venerdì 13 novembre dall'Istat, che registrano un parallelo rallentamento della crescita congiunturale italiana. Tra luglio e settembre il Pil nazionale è aumentato infatti dello 0,2%, dopo il +0,3% del secondo trimestre e il +0,4% del primo trimestre.
Il risultato è sotto le attese degli analisti, che si aspettavano un +0,3%.
La vera novità sembra essere tuttavia un'altra: è ancora presto per i dettagli, ma la crescita, in Italia come nel resto dell'Eurozona, appare trainata dalla domanda interna, con un contributo negativo dal commercio con l'estero.
RENZI: «BISOGNA FARE MOLTO DI PIÙ». Anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ammesso le sue speranze in un dato migliore: «Speravo in un +0,3%, ma è il terzo trimestre consecutivo con il segno più. Una striscia molto positiva, anche se certamente bisogna fare molto di più. Saremo felici quando il Pil sarà vicino a crescere del 2%».
IL DEBITO PUBBLICO SALE A 2.191,7 MILIARDI. Non è invece una sorpresa l'incremento del debito pubblico, che secondo Bankitalia a settembre è cresciuto di altri 7 miliardi, per un totale di 2.191,7 miliardi di euro.
L'aumento, determinato da un fabbisogno mensile dello Stato di 17,9 miliardi, è stato in parte compensato dalla diminuzione (-9,7 miliardi) delle disponibilità liquide del Tesoro.



RALLENTA LA LOCOMOTIVA TEDESCA. Anche l'economia tedesca ha rallentato il ritmo di crescita nel terzo trimestre 2015, penalizzata dalla frenata delle esportazioni. Secondo l'ufficio statistico di Berlino il Pil è cresciuto dello 0,3% su base trimestrale, dopo l'espansione dello 0,4% registrata nei tre mesi precedenti. Stesso incremento anche per i cugini francesi, la cui economia è cresciuta dello 0,3% nel terzo trimestre del 2015.
OBIETTIVI DEL GOVERNO ANCORA LONTANI. In Italia il rialzo su base annua è pari complessivamente allo 0,9%, il più alto dal secondo trimestre 2011, ovvero da oltre quattro anni.
Dal lato della domanda l'Istat sottolinea il «contributo positivo della componente nazionale al lordo delle scorte» e quello «negativo della componente estera netta». A influire nel confronto con il periodo precedente c'è anche il fatto che nei tre mesi considerati dalla rilevazione statistica ci sono state quattro giornate lavorative in più, una in più rispetto al terzo trimestre del 2014.
LA SCOMMESSA SUL QUARTO TRIMESTRE. La crescita congiunturale italiana, per quanto al di sotto delle attese, deriva da un aumento del valore aggiunto in tutti i principali settori dell'economia nazionale: agricoltura, industria e servizi.
Per centrare le previsioni di crescita annua del governo e della stessa Istat nell'ultimo trimestre del 2015 servirà in ogni caso una performance molto più robusta. L'asticella fissata dall'esecutivo, secondo gli analisti, richiede un balzo congiunturale del +0,8 o +0,9%. Un regalo che il Paese, e soprattutto l'esecutivo, rischia di non trovare sotto l'albero di Natale.
BARBIERI RASSICURA: «SIAMO SULLA BUONA STRADA». Dal ministero dell'Economia sono arrivate le prime rassicurazioni.
Riccardo Barbieri, direttore generale Analisi economica e Finanziaria del Mef, pur ammettendo che il dato del Pil diffuso dell'Istat è «un po' deludente», non ritiene compromessi gli obiettivi di crescita del Tesoro. «Crediamo che la prima stima sarà aumentata a +0,3%. Servirà un buon quarto trimestre, ma siamo on track (sulla strada) per raggiungere gli obiettivi annuali sui conti pubblici».
Secondo Barbieri ai dati diffusi dall'Istat mancherebbe ancora l'indagine sul fatturato dei servizi, che sarà disponibile solo a fine mese. In questo settore il Tesoro si aspetta «andamenti più dinamici», soprattutto dalle attività legate al turismo, ai trasporti e alle ricadute dell'Expo. Da qui la previsione di una correzione al rialzo del Pil, che dovrebbe raggiungere il previsto +0,3%.

L'economista Solari: «Il Quantitative easing? Efficacia cosmetica»

L'economista Luca Solari.

Per Luca Solari, economista dell'Università degli Studi di Milano, i nuovi dati sulla crescita economica in Italia e nella zona euro sono «fortemente condizionati dall'effetto del Quantitative easing». La cui efficacia, però, è «semplicemente cosmetica», puntualizza intervistato da Lettera43.it. «Il Qe sposta nel futuro il problema delle correzioni che dovremmo fare oggi. Un keynesiano non sarebbe d'accordo, ma io non sono keynesiano».
PROLUNGARE IL QE? «UN SEGNALE DI RISCHIO». Il fatto che la Banca centrale europea abbia annunciato di voler prolungare e addirittura incrementare l'acquisto di titoli di Stato, anche alla luce degli ultimi numeri diffusi dall'Eurostat e dall'Istat, viene letto da Solari come «un segnale di rischio. Non dobbiamo dimenticare che l'impatto marginale di una misura del genere tende a decrescere nel tempo, perché gli attori economici la inseriscono nelle loro funzioni di decisione».
Il quadro economico globale, del resto, mostra già segnali complessivi di raffreddamento: «Non solo l'economia italiana, anche quella americana ha rallentato rispetto alle previsioni. Le correzioni al ribasso delle stime di crescita sono legate alla maggiore incertezza del quadro economico globale. Anche la Cina ha dovuto rivederle. In questo contesto Europa e Italia, le 'malate' che si stavano riprendendo, accusano un piccolo rimbalzo. Sarebbe stato illusorio aspettarsi qualcosa di diverso».
«PROBABILE CHE IL GOVERNO MANCHI L'OBIETTIVO». È quindi «probabile» che a fine anno il +0,9% del Pil previsto dall'esecutivo «si possa non raggiungere, e questo richiederà qualche aggiustamento dal punto di vista della politica economica», prosegue il professore.
In ogni caso, per Solari, «l'elemento più interessante è l'ipotesi Ocse di una crescita italiana all'1,4% nel 2016. Permanendo tale ipotesi, la maggior parte degli interventi messi in cantiere dalla legge di Stabilità avrà la possibilità di scaricare i propri effetti».
Per quanto riguarda infine gli accenni di ripresa della domanda interna, secondo l'economista il dato è spiegabile da una parte con l'effetto inerziale del Quantitative easing, dall'altra con il miglioramento del clima-Paese: «L'outlook è certamente più positivo rispetto a qualche tempo fa. Il contributo alla crescita dato dalla domanda interna lo spiegherei essenzialmente in termini di un miglioramento delle aspettative».

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