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AMERICAN FLOP 15 Novembre Nov 2015 1200 15 novembre 2015

Obama, il sistema pensionistico Usa rischia il collasso

Padri ricchi e a casa prima dei 60 anni. Figli indebitati. Bolla da 2 mila miliardi. La previdenza americana fa crac. Barack vuole far lavorare di più i baby boomer.

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Il presidente americano Barack Obama.

A Roma Tito Boeri studia un sussidio di 500 euro per gli ultra 55enni espulsi dal mondo del lavoro.
Il Partito democratico, dal canto suo, rilancia e studia come anticipare il pensionamento a 62 anni.
Gradita anche una nuova salvaguardia per gli esodati.
Negli Stati Uniti, più semplicemente, si punta a far lavorare di più i baby boomer, i nati tra il 1945 e il 1964 che contribuirono al grande aumento demografico.
BISOGNA LAVORARE DI PIÙ. E non si può fare diversamente in un Paese che ha un sistema previdenziale ormai al collasso.
Bisogna lavorare di più.
E non soltanto perché Oltreoceano l’età media è cresciuta fino a 78 anni, mentre l’americano medio è portato a lasciare il lavoro prima dei 60 anni, ancora legato alla convinzione di potersi garantire una serena vecchiaia vendendo la propria casa (per comprarne una più piccola) o grazie ai remunerativi investimenti fatti nel corso della vita.
Questo pezzo di American dream ormai è scomparso.
BOLLA DA 2 MILA MILIARDI. Gli Stati Uniti sono stretti da una duplice emergenza generazionale.
Da un lato ci sono i baby boomer: oltre 78 milioni di persone che hanno sempre vissuto sopra i loro mezzi (e non vogliono smettere adesso) e possono, se vogliono, far scoppiare una bolla superiore ai 2 mila miliardi di dollari. Quella dei fondi pensione.
Il tutto mentre aziende sempre più high tech preferiscono puntare sull’esperienza e l’unica fascia di occupazione che cresce è quella degli over 55 anni.

Figli e nipoti indebitati fino al collo e ancora a casa

La bandiera degli Stati Uniti d'America.

Dall’altro lato ci sono i figli e i nipoti dei baby boomer: sono indebitati fino all’osso del collo per lauree e master in università prestigiose, ma hanno uno stipendio pari a un terzo dei loro genitori.
E vivono ancora a casa.
QUOTA INTEGRATIVA DEL 5%. In queste condizioni stato è difficile pagare i contributi in un sistema previdenziale dove l’assegno pubblico (quello legato al programma “Oasi”, che sta per “Old Age Survivor Insurance”) si calcola per lo più sull’ultimo stipendio e la quota di pensione integrativa è pari in media al 5% del salario. Circa 200 dollari ogni mese.
Così non deve sorprendere che il 60% dei lavoratori in attività abbia ridotto e versato in maniera non continuativa i contributi ai fondi pensioni.
CROLLO DEL MERCATO. In America gli strumenti integrativi sono l’unica fonte in grado di appesantire l’assegno sociale erogato dalla Social security.
Ma il crollo dei mercati e il ridimensionamento degli stipendi della working class (nelle case automobilistiche di Detroit si guadagna oggi un terzo rispetto soltanto a quanto s’incassava a inizio secolo) ha messo in ginocchio questo sistema.

Secondo Moody's mancano risorse per le pensioni future

L'agenzia di rating Moody's.

A fine del 2014 l’agenzia Moody’s calcolò che, nonostante i recenti aumenti degli investimenti, i fondi pensione americani non avevano risorse sufficienti per le pensioni attuali e future.
La divisione Moody's Investor Service aveva stimato che le perdite di capitalizzazioni sono triplicate nell’ultimo decennio, toccando quota 2 mila miliardi di dollari.
E parliamo di un settore dove soltanto i grossi, i primi 25 per investimenti, valgono 5.300 miliardi di dollari.
SALTEREBBERO I CONSUMI. Se i fondi pensioni smettessero di pagare, salterebbero anche i consumi della fascia più ricca (i soliti del boom di nascite) della Nazione, che da soli coprono il 40% della domanda interna.
Ma per la politica e per il mercato la soluzione è semplice: lavorare di più e guadagnare ancora meglio.
Senza rincorrere le facili rendite del passato.
Andy Sieg, responsabile Global wealth and retirement solutions della Bofa, ha suggerito strumenti per «ripagare in maniera più veloce i prestiti per i college» che opprimono i Millennials, cioè i figli dei baby boomer.
OBAMA HA RIDOTTO I PRIVILEGI. Ma Barack Obama ha fatto di più.
E pur di tenere la gente al lavoro ha ridotto i privilegi garantiti ai fondi pensione. Con il piano Myra ha tagliato le coperture statali sugli investimenti più speculativi, ha rivisto le aliquote fiscali e - soprattutto - ha messo un tetto all’accantonamento annuo dei conti pensionistici: da 9 a 3 milioni di euro.
Tutto per trasformare orde di pensionati che svernano in Florida in lavoratori senior, ancora in ufficio dalle 9 alle 17 nonostante i capelli bianchi. Ed è quello che sta avvenendo.

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