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CONTI PUBBLICI 17 Novembre Nov 2015 1246 17 novembre 2015

Stabilità, ok con riserva dall'Ue: la valutazione in 5 punti

Flessibilità solo dopo una verifica delle politiche di aggiustamento strutturale. Dombrovskis: «Il deficit devia in modo sostanziale. Doveva migliorare dello 0,1%, invece peggiora dello 0,5%». Padoan: «Bilancio coerente».

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Ok con riserva della Commissione europea alla finanziaria italiana, rimandata in primavera.

La legge finanziaria italiana, mentre il parlamento annuncia uno sconto del 25% sull'Imu per chi affitta a canone concordato, ha incassato il primo ok da parte della Commissione europea, che però si è riservata di valutare in primavera il rispetto delle regole contenute nel Patto di Stabilità.
La manovra, secondo Bruxelles, presenterebbe infatti un «rischio di non conformità» e una «deviazione significativa dal percorso di aggiustamento richiesto» per l'equilibrio di bilancio a medio termine nel 2016.
Per queste ragioni, il verdetto sulla flessibilità voluta dall’Italia per gli investimenti, le riforme e la gestione della crisi migratoria è destinato a slittare.
DOMBROVSKIS: «IL DEFICIT PEGGIORA». A chiarire la situazione è intervenuto il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, intervistato dal Sole24Ore. Il deficit strutturale italiano «devia in modo sostanziale dal cammino raccomandato», ha detto il politico lettone. «Avrebbe dovuto migliorare dello 0,1%, e invece peggiora dello 0,5%». Ecco perché la flessibilità, per ora, non può essere accordata. «Andrebbe in contraddizione» con il percorso di risanamento raccomandato dalle istituzioni europee.
La storia, insomma, si ripete. Anche nel 2014 la manovra italiana è stata considerata a rischio. La Commissione europea ha a disposizione quattro etichette, da applicare alle leggi finanziarie dopo averle esaminate: «conforme», «ampiamente conforme», «rischio di non conformità» e «non conforme».
L'esecutivo di Bruxelles, per ora, ha fatto sapere che continuerà a monitorare da vicino il nostro Paese, dedicando una «particolare attenzione» per accertare che la tanto desiderata deviazione dal percorso di aggiustamento strutturale venga effettivamente sfruttata per aumentare gli investimenti, attraverso «piani credibili».
LA REPLICA DI PADOAN: «BILANCIO IN REGOLA». A stretto giro è arrivata la risposta del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che ha dato un'interpretazione ottimistica del documento di valutazione, senza entrare in polemica con l'esecutivo Ue: «Il bilancio 2016 è stato costruito in modo coerente con il Patto di Stabilità, rispettando i requisiti fissati dalla Commissione per la richiesta dei margini di flessibilità consentiti». La Commissione europea «riconosce le riforme fatte», ha detto il titolare del Mef, secondo il quale «la comunicazione sulla flessibilità della Commissione ha lo scopo di incentivare gli investimenti e le riforme strutturali e l'Italia sta cogliendo questa opportunità per realizzare un programma di riforme strutturali senza precedenti insieme ad investimenti orientati a migliorare la capacità produttiva del Paese».

Il giudizio della Commissione europea in cinque punti

1. RAPPORTO DEFICIT PIL AL 2,3%. Nel giudizio della Commissione europea sulla manovra finanziaria italiana, è scritto che già per il 2015 si è riscontrata «qualche deviazione dal percorso di aggiustamento verso gli obiettivi a medio termine». Deviazione che nel 2016, in assenza di correttivi, diventerà «significativa». Per il 2016 l'obiettivo era di un deficit pari all'1,8% del Pil. Secondo la legge di Stabilità nella sua versione attuale, invece, sarà pari al 2,2% del Pil. Per la Commisione, infine, toccherà il 2,3%.

2. BILANCIO IN DEFICIT DELLO 0,5%. Anzichè essere in pareggio come stabilito inizialmente, il bilancio strutturale nel 2016 sarà in deficit dello 0,5%. Se questa deviazione sarà concessa oppure no nell'ambito della flessibilità prevista dai trattati e dalle norme europee, verrà deciso in un secondo momento.

3. QUALCHE PROGRESSO SUI CONTI PUBBLICI. Il documento di valutazione messo a punto da Bruxelles contiene anche delle note positive. L'Italia, secondo il giudizio della Commissione, «ha fatto qualche progresso per quanto riguarda la governance dei conti pubblici». L'esecutivo comunitario, tuttavia, invita «le autorità a fare ulteriori progressi».

4. MONITORAGGIO DELLE RIFORME. La Commissione deciderà se l'Italia ha diritto di utilizzare le clausole di flessibilità previste dal Patto di Stabilità in base al rispetto degli obblighi di bilancio. Uno «stretto monitoraggio» verrà messo in campo da parte di Bruxelles, per verificare che «la deviazione dal percorso di risanamento dei conti sia effettivamente dovuta a norme per aumentare gli investimenti», attraverso l'esistenza di «piani credibili per il rilancio del percorso di aggiustamento verso gli obiettivi di medio termine» e di «progressi dell'agenda di riforme strutturali», che tengano conto delle «raccomandazioni specifiche per ciascun Paese».

5. CLAUSOLA MIGRANTI, DECISIONE EX POST. La Commissione europea ha stabilito che la decisione sulla possibilità per l'Italia di usufruire della cosiddetta clausola migranti (flessibilità aggiuntiva nel rapporto deficit/Pil in relazione ai costi straordinari sostenuti per affrontare l'emergenza rifugiati) sarà presa solo ex post, cioè a consuntivo. «In alcuni casi (Austria, Belgio, Germania e Italia) le bozze di bilancio citano l'impatto sui conti dell'eccezionale flusso di migranti», è scritto nel documento di valutazione. Che prosegue così: «La flessibilità prevista dal Patto di Stabilità consente di considerare l'aumento da un anno all'altro della spesa eccezionale legata a eventi imprevedibili, come i costi extra dovuti all'aumento eccezionale dei flussi di migranti, sia sotto il braccio preventivo, sia sotto quello correttivo del Patto. La Commissione farà una valutazione finale, anche sulle somme che potranno essere considerate, sulla base dei dati forniti dagli Stati coinvolti, quando valuterà (ex post) le deviazioni temporanee rispetto alle richieste per il 2015 e 2016».

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