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CREDITO 21 Novembre Nov 2015 1415 21 novembre 2015

Bankitalia, il piano da 2 miliardi per salvare le banche

Servono 2 miliardi. E c'è poco tempo. Ecco il progetto di Palazzo Koch e Mef per Carife, Banca delle Marche, Banca Etruria e CariChieti.

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La sede della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio.

L'Italia ha quattro banche da salvare: Carife, Banca delle Marche, Banca Etruria e CariChieti. E per farlo servono 2 miliardi di euro. E c'è poco tempo.
Secondo fonti finanziarie, Banca d'Italia è pronta a far ricadere l''onere sul sistema bancario, anticipando i contributi dovuti da tutti al fondo di risoluzione della direttiva Ue sia per il 2015 che per i successivi 3 anni e attivando inoltre una linea di liquidità a carico solo degli istituti maggiori. Queste, secondo fonti finanziarie, le linee guida del piano di salvataggio delle 4 banche ancora da definire nei dettagli.
FONDO DI BANKITALIA, RISORSE DEL SISTEMA. Il fondo attivato da Palazzo Koch, con l'avallo del ministero dell'Economia, rileverebbe i quattro istuti, ma rimarebbero quattro banche ponte per salvaguardare la vita e l'operatività degli istituti di credito e altrettante bad bank dove far confluire gli attivi problematici. Il fondo di risoluzione di Bankitalia avrà così il controllo dei 4 istituti per poi procedere alla vendita di asset, ristrutturazione e rilancio oltre che possibile aggregazione.
LA UE DEVE DARE IL VIA LIBERA. Entro la mattina del 22 novembre è atteso il parere Ue sul piano di salvataggio. Il ricorso al fondo risoluzione, si sottolinea era l'unica strada dopo lo stop proprio della Ue all'intervento del fondo di tutela dei depositi e all'impossibilita della soluzione alternativa di una newco che replicasse il fondo depositi, ma con contributi volontari e senza la presenza del rappresentante di Bankitalia.
Sarebbe stato impossibile per le 210 banche italiane aderenti al fondo, infatti, produrre delibere giuridicamente difendibili di fronte agli azionisti e, in ogni caso, produrre nei tempi 210 pronunciamenti del Cda. Da qui il ricorso alla recente normativa della Brrd che, però, essendo applicata per la prima volta, pone di problemi tecnici e giuridici.

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