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RAPPORTO 25 Novembre Nov 2015 1634 25 novembre 2015

Energia elettrica, nel 2014 il 23% proviene dalle rinnovabili

In Italia la percentuale raggiunge il 40%, livello più alto dal 2011.

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Un parco eolico.

Cresce il peso specifico delle fonti rinnovabili per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica a livello mondiale: si stima che nel 2014 la produzione sia stata pari al 23% di quella totale.
Tra le fonti maggiormente utilizzate, secondo i dati contenuti nel Renewable energy report, studio a opera dell’Energy strategy group del Politecnico di Milano - il 73,6% è composto dall’idroelettrico, ma in costante crescita ci sono anche i pesi dell’eolico (oltre il 13%) e delle biomasse (8%).
L’incremento dell’incidenza delle rinnovabili (che nel 2014 tocca quota 1,7 Th da 1 Th del 2007) è dovuto principamente alla crescita del settore fotovoltaico.
INVESTIMENTI DA RECORD. Nel 2014 - secondo quanto emerge dall’Osservatorio per le energie rinnovabili realizzato dalla Fondazione Silvio Tronchetti Provera in collaborazione con Innovhub SSI - gli investimenti a livello globale per la realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili hanno toccato quota 235 miliardi di euro, tornando ai livelli record del 2011 e invertendo così il trend negativo registrato negli ultimi due anni.
PRIMATO PER L'ASIA. Ad aggiudicarsi il primato degli investimenti nel 2014 è l’Asia che - con i suoi 115 miliardi di euro investiti in energia rinnovabile - rappresenta quasi il 50% del mercato, seguita dall’America con il 24% e dall’Europa con il 23%. L’Africa, pur posizionandosi all’ultimo posto nel panorama mondiale, è invece l’area geografica che registra la crescita più significativa passando da 1 a 10 miliardi di euro investiti.
IN ITALIA DA RINNOVABILI IL 40%. In Italia, oltre il 40% dell’energia prodotta proviene da fonti rinnovabili: la crescita della produzione da rinnovabili è passata, infatti, dal 29% del totale nel 2011 al 45% nel 2014.
Tale risultato è influenzato in maniera significativa dalla componente delle rinnovabili non programmabili (fotovoltaico ed eolico), quasi raddoppiate dal 7,3% del totale alla fine del 2011 a circa il 14% alla fine del 2014.
CRESCITA PER BIOMASSE E IDROELETTRICO. Tra le fonti maggiormente programmabili - ovvero quelle che possono essere prodotte in base alla richiesta di energia - è raddoppiato (dal 3,8% al 7,6%) il peso delle biomasse ed è cresciuto del 35% il peso dell'idroelettrico, mentre è rimasto pressoché costante (in assenza di nuove installazioni) il geotermico. Escludendo l’incidenza dell’idroelettrico, la produzione di energia proveniente dalle cosidette 'nuove rinnovabili' è passata dal 13% del 2011 all’attuale 23,4%.
Gli importanti investimenti effettuati nel settore delle rinnovabili e le misure in materia di efficienza energetica hanno ridotto il livello di emissioni a 462 milioni di tonnellate di CO2 nel 2012 molto vicino
all’obiettivo al 2020 previsto a 454 milioni di tonnellate di CO2. L’Italia è quindi sulla strada giusta per dare un contributo ben superiore alle attese.

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