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FENOMENO 26 Novembre Nov 2015 1037 26 novembre 2015

#Truenumbers, la fuga dei cervelli è un falso mito

Gli italiani tra i 25 e i 30 anni partiti nel 2013 sono pari allo 0,52%. Percentuale cinque volte inferiore a quella degli spagnoli. E quattro volte più bassa rispetto a quella dei belgi.

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Gli italiani che nel 2013 sono andato a vivere all’estero sono stati circa 160 mila.
Di questi 17.037 avevano tra i 25 e i 29 anni: il 62% in più rispetto ai 10.744 che hanno fatto le valigie nel 2010.
Ma è davvero in atto quella che viene comunemente definita una «fuga di cervelli»?
#Truenumbers, la webserie giornalistica, ha cercato di capirlo.
Per farlo ha confrontato la percentuale di italiani tra i 25 e i 29 anni (ovvero i laureati e coloro che hanno fatto un master) sul totale dei loro coetanei della stessa età per poi raffrontare questo dato con quello medio degli altri Paesi europei.
I TEDESCHI SE NE VANNO DI PIÙ. I ragazzi tedeschi che hanno lasciato la Germania sono stati, nel 2013, lo 0,79% del totale, quelli svedesi l’1,38%, i belgi il 2,03%, gli spagnoli il 2,60%.
Gli italiani sono stati soltanto lo 0,52%, ovvero cinque volte meno degli spagnoli e quattro volte meno dei belgi.
Anche nella fascia di età tra i 30 e i 34 anni, quella delle persone che magari hanno già avuto una esperienza lavorativa, spesso precaria, i numeri non sembrano indicare un fenomeno di massa.
Nel 2013 appena lo 0,51% di italiani di quella classe di età ha scelto di partire contro lo 0,75% dei tedeschi, l'1,73% degli svedesi, il 2,4% dei belgi e l'1,31% degli spagnoli.

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