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Aziende 30 Novembre Nov 2015 0900 30 novembre 2015

Servizi Italia per crescere guarda all'estero

L'azienda leader nei servizi di lavanderia e sterilizzazione investe in Brasile India, Turchia e Albania. Ma tiene un occhio sull'Italia. 

 

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Il mercato nazionale del lavaggio e sterilizzazione di articoli sanitari si restringe. E anche il più grande player del settore, Servizi Italia, volge il suo sguardo verso nuovi lidi più profittevoli. L'azienda, nata nel 1986 e quotata sul segmento Star, si occupa di servizi di noleggio, lavanderia e sterilizzazione non solo di tessuti ma anche di strumentario chirurgico per conto di enti ospedalieri e strutture assistenziali. Un'evoluzione fatta di acquisizioni e ristrutturazioni, parallela allo sviluppo del mercato dei servizi legati al mondo della sanità.
INVESTIMENTI IN BRASILE E TURCHIA. «Abbiamo preso atto che il mercato italiano, come del resto quello europeo, è saturo: non ci sono più margini di ampliamento delle attività se non tramite lotte commerciali o acquisizioni», spiega l'amministratore delegato del gruppo, Enea Righi. Guardare all'estero è stata quindi una conseguenza naturale: «Ci siamo interessati a Paesi simili al nostro con aziende che hanno dato il via a processi di esternalizzazione dei servizi di sterilizzazione», prosegue Righi, «per questo motivo 4 anni fa ci siamo interessati al Brasile e, in seguito, alla Turchia, che ha in corso imponenti piani di investimento in project financing. Poi è stata la volta dell'India, dove la presenza della sanità privata è notevole. Ad accomunare queste realtà così diverse è il fatto che il sistema sanitario ha molti punti in comune con quello americano.
UNA START-UP A NEW DELHI. Nel 2010 la prima acquisizione nello Stato di San Paolo dove oggi sono i primi operatori, ora Servizi Italia aspetta i risultati della due diligence su altre due aziende entro il 31 dicembre. In Turchia, attraverso una partnership, il gruppo ha partecipato a un bando di gara per la sterilizzazione dei materiali chirurgici. Inoltre è entrato in due altre aziende con una partecipazione del 40% destinata ad aumentare fino al controllo completo. In India, nell'area di New Delhi, è stata creata una start-up a fine settembre che al momento ha raggiunto il 25% di capacità produttiva con una previsione di pieno regime a fine 2016.
L'ITALIA RIMANE TRA GLI INTERESSI DEL GRUPPO. Nuovi Paesi con prospettive di crescita alte quindi. Ma tra questi al momento non sembra esserci la Cina: «Il mercato cinese è difficile, al momento non abbiamo mai avuto sollecitazioni per entrarci», chiarisce Righi, «sollecitazioni che non sono mancate per altri due Paesi, l'Oman e l'Arabia Saudita, mondi complessi sui quali stiamo facendo qualche ragionamento ma ancora non c'è di nulla di concreto. In Albania invece abbiamo vinto un tender e stiamo valutando un impegno maggiore». Ma l'Italia non esce dagli interessi di SI: nei primi mesi del 2016 potrebbero esserci possibili operazioni di acquisizione, confermando la tendenza alla concentrazione del mercato nelle mani di pochi operatori. Insomma, il gruppo vive una fase di acquisizioni e consolidamenti dove esso è presente.
LA SPENDING REVIEW NON INCIDE SUI CONTI. La spending review non avrà impatto sul conto economico, visto che, come spiega l'amministratore delegato «la revisione della spesa comincia a operare dal quarto trimestre 2015. A fronte di uno sconto sui ricavi diventa di fatto possibile rinegoziare i servizi».

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