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TENSIONE 1 Dicembre Dic 2015 1609 01 dicembre 2015

Russia, tutte le sanzioni contro la Turchia

Mosca sospende l'import di prodotti alimentari da Ankara. Colpiti anche il settore turistico e Turkish Stream.

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Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin.

La crisi diplomatica tra Russia e Turchia, causata dall’abbattimento di un jet russo da parte di Ankara, è arrivata alla fase delle sanzioni.
Mosca ha deciso di bloccare dal primo gennaio 2016 l'importazione dalla Turchia di frutta e verdura, sale, pollame e altri prodotti.
Al bando pomodori, cipolle, cavolfiori e broccoli, cetriolini, arance, mandarini e clementine (ma non i limoni, che sfiorano il 90% di quelli importati), uva, mele, pere, albicocche, pesche, prugne, fragole e garofani freschi.
Mosca l'anno scorso ha importato prodotti alimentari dalla Turchia per un valore di 1,7 miliardi di dollari e l'ortofrutta rappresenta circa un quarto dell'export turco in Russia.
STOP ALL'EXPORT DI GRANO. Sono state interrotte anche le autorizzazioni doganali per le spedizioni di frumento dai porti del Mar d’Azov, dove viene gestita la maggior parte dell’esportazione di grano russo, che rappresenta uno dei più importanti scambi tra i due Paesi. La Turchia è infatti il secondo più grande acquirente di grano della Russia dopo l’Egitto.
Gli importatori turchi dovranno così pagare dai 30 ai 40 dollari in più per tonnellata di grano perché costretti ad acquistare dal Canada, dall’Australia o dagli Stati Uniti.
COLPITO IL SETTORE TURISTICO. Tra le sanzioni introdotte con un decreto presidenziale firmato dal presidente Vladimir Putin c'è il divieto per i datori di lavoro russi di assumere cittadini turchi a partire dal 2016. Sospesa anche la cooperazione culturale e gli scambi universitari.
Le sanzioni colpiscono pesantemente anche il settore turistico turco: è previsto lo stop ai voli charter tra i due Paesi dal primo dicembre 2015 e si ordina ad agenzie e operatori turistici russi di 'astenersi' dal vendere pacchetti di viaggi che hanno come destinazione la Turchia.
Un colpo durissimo per la Turchia, prima tappa turistica dei russi, con 3,3 milioni di arrivi nei primi nove mesi di quest’anno.
Viene poi ripristinato il regime dei visti tra Russia e Turchia a partire dal primo gennaio 2016.
BOICOTTAGGIO DEL TURKISH STREAM. Infine sono stati sospesi i negoziati per il gasdotto Turkish Stream, in virtù del decreto che blocca tutti lavori della commissione intergovernativa sulla cooperazione economico-commerciale. La Turchia è il secondo maggior consumatore di gas naturale russo.
SANZIONI DI DURATA INDETERMINATA. Nel 2014 il commercio tra Russia e Turchia ha raggiunto i 31,6 miliardi di dollari. Le sanzioni hanno una durata provvisoria ma indeterminata: entrano in vigore con la pubblicazione del decreto e restano valide finché non saranno cancellate dal governo russo.
NUOVE TENSIONI DOPO QUELLE CON L'UE. Per la Russia questa decisione apre un nuovo fronte di tensioni economiche dopo quello con l’Unione europea, che nel marzo 2014 ha adottato sanzioni contro Mosca a causa del conflitto in Ucraina. Sanzioni a cui la Russia ha risposto prendendo di mira soprattutto l’export europeo di prodotti alimentari.

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