Draghi Banca Centrale 130912163222
FRANCOFORTE 3 Dicembre Dic 2015 1541 03 dicembre 2015

Bce: Qe esteso fino al 2017, anche sui bond degli enti locali

Gli acquisti dell'Eurotower prolungati e ampliati. Pesa ancora la bassa inflazione.

  • ...

Mario draghi, presidente della Bce.

Draghi potenzia il quantitative easing. Ma delude i mercati.
La Banca centrale europea ha annunciato che l'acquisto dei titoli di Stato con cui l'Eurotower sta cercando di sostenere la ripresa europea proseguirà anche oltre il previsto, cioè settembre 2016, «fino a marzo 2017 o comunque finché necessario». Inoltre, ha detto il presidente Mario Draghi, la Bce comprerà anche titoli di debito emessi dagli enti locali.
ABBASSATI ANCORA I TASSI SUI DEPOSITI. Francoforte ha lasciato il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,05%. Il tasso sui prestiti marginali e quello sui depositi bancari restano rispettivamente allo 0,30% e - 0,20. Mentre i tassi dei depositi, pagati dalle banche per 'parcheggiare' i propri capitali presso la Bce, già in territorio negativo, sono stati tagliati ancora dal - 0,20% a -0,30%. Un modo per incentivare la messa in circolo della liquidità. Un altro rafforzamento del Qe arriva dalla decisione di reinvestire il rimborso dei bond comprati dalla Bce quando questi scadono.
TAGLIATE LE STIME SULL'INFLAZIONE. Sulle mosse di Draghi pesano le nuove stime sull'inflazione. Francoforte ha tagliato le sue previsioni di medio termine, portando la previsione per il 2016 a 1% da 1,1% di tre mesi fa e quella per il 2017 a 1,6% da 1,7%. Si allontana così, a politiche inalterate, il ritorno a un'inflazione prossima al 2% nel medio termine, cioè l'obiettivo della Banca centrale europea che ha nella stabilità dei prezzi il suo unico mandato. Consolazione, anche se magra, sono state alzate le stime di crescita. Secondo l'Eurotower nel 2015 l'Eurozona crescerà dell'1,5% invece che dell'1,4. E nel 2017 dell '1,9, rispetto all'1,8% previsto in precedenza.

Il debito della Grecia comparato a quello di alcuni enti locali europei (Fonte: Royal bank of Scotland)

Germania, Spagna e Italia: i grossi mercati del debito locale

La possibilità di estendere il quantitative easing ai bond emessi da enti locali, come grandi città o regioni, era stata anticipata dall'agenzia Reuters a novembre. Fonti ben informate, citate dalla Reuters, avevano descritto Spagna e Italia come «grossi mercati» del debito locale.
«QUALCUNO RIMBORSERÀ SEMPRE». L'agenzia aveva calcolato l'ammontare delle obbligazioni di città e Regioni in circolazione: 500 miliardi, di cui oltre 76 miliardi di bond venduti solo negli ultimi 12 mesi. «Alcune città in Spagna e in Italia sono al collasso, ma una città sarà sempre lì», aveva detto alla Reuters una delle fonti. «Qualcuno rimborserà sempre il debito. Hanno il supporto del governo e la capacità di alzare le imposte».
Ma dietro all'estensione del bazooka di Francoforte ci potrebbero essere almeno altre due ragioni. Come spiegava a fine novembre il Sole 24 Ore, la Bce compra titoli di Stato in proporzione al suo azionariato e, siccome la Germania è il 'socio di maggioranza' della banca centrale, sta acquistando soprattutto titoli tedeschi. Barclays ha calcolato che estendendo il programma di quantitative easing e continuando con questo ritmo, a giugno del 2017 i bond tedeschi sarebbero finiti.
IL DEBITO DELLE REGIONI TEDESCHE. Da qui, forse, la scelta di ampliare il programma anche ai titoli di debito delle amministrazioni locali. Che in Germania abbondano, in particolare a livello regionale. Secondo le stime della Royal bank of Scotland il debito dei lander tedeschi è di 266 miliardi, dieci volte maggiore di quello delle regioni spagnole e italiane, pari rispettivamente a 23 e 21 miliardi.

Weidmann ancora contro Draghi: «Potenziamento non necessario»

Jens Weidmann, numero uno della banca centrale tedesca.

Anche questa volta, il board della Banca centrale non ha votato all'unanimità, ma a larga maggioranza. Notoriamente il rappresentante della Bundeskbank, Jens Weidmann, è tra i più aspri critici della linea Draghi. E infatti in serata ha dichiarato che un potenziamento del Qe «non era necessario».
LE BORSE BRUCIANO 250 MILIARDI. Eppure i mercati erano pronti a scommettere su un ampliamento ancora maggiore. Le ipotesi ventilavano addirittura un passaggio dagli attuali 60 miliardi di intervento a 500 miliardi. Tanto che dopo gli annunci della Bce, le principali Borse europee hanno chiuso in rosso, bruciando 250 miliardi. E lo spread tra Btp Bund ha chiuso sopra i 97 punti (dai 91,6 punti della chiusura del 2 dicembre) con i rendimenti del decennale italiano saliti a 1,63%, venticinque punti sopra la chiusura del 2 dicembre (1,38%). L'euro è balzato del 3% come non accadeva dal 2009, arrivando a superare gli 1,09 dollari.

Correlati

Potresti esserti perso