Trump insiste, non mi pento su musulmani
GEOLINA 9 Dicembre Dic 2015 1454 09 dicembre 2015

L'arcaico populismo spegni Web di Mr Trump

Propone di chiudere la Rete per combattere il terrorismo. Un modo per tornare all'età della pietra. E far perdere alla aziende di internet miliardi e posti di lavoro.

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Numero uno, questo articolo non lo stareste leggendo qui. Il che significa che probabilmente non lo leggereste affatto, ché di carta per i divertissement – tanto più senza contributi pubblici – se ne investirebbe assai poca.
E no, non vale voltarsi e afferrare pavlovianamente l’iPhone per controllare di cosa diavolo stiamo parlando: l’Internet è stato chiuso, bellezza.
Come fosse un bar: sotto sequestro. Ce lo ha ordinato Donald Trump, l’uomo che costruiva palazzi e si innamorava di donne belle e appariscenti quanto il suo riporto, folgorato sulla via della Casa Bianca con la soluzione per fermare il terrorismo: spegnere la Rete.
Il telefono, dunque, nell’era del pensiero Trump, è alla vostra destra: bellissimo e vuoto. Un contenitore triste. Senza più funzioni: tanto design per nulla.
ADDIO A WHATSAPP, FACEBOOK, GOOGLE. Già, perché WhatsApp connette via Internet: bisogna allora dimenticarsene. E amen se 900 milioni di persone si parlino così ogni giorno e Mark Zuckerberg abbia speso 19 miliardi di dollari per comprarsi l’azienda: in ballo c’è il futuro, bellezza.
E Zuckerberg, comunque, ha altro a cui pensare. Grane su grane. Prendi Facebook: 12 miliardi e mezzo di fatturato scomparsi nel nulla. Insieme con i pensieri di 900 milioni di persone (state per dire che non li rimpiangete eh? Ma solo se non sono i vostri, o quelli dei vip che vi piacciono, o degli amici lontani) e i posti di lavoro di altre 12 mila.
Sembra crudele? È la lotta al terrorismo.
E se la Terra, almeno da 20 anni, gira sui protocolli http almeno quanto attorno al proprio asse, premere l’interruttore tira giù davvero tutto: i primi 10 titoli del Nasdaq, per dire. Qualche centinaia di miliardi di capitalizzazione, ma anche e soprattutto di ricavi che creano un sistema economico, con l’esempio figurato e vivente delle persone che a fine mese prendono la busta paga. A fare i conti spannometrici, con la stessa sensibilità del businessman aspirante presidente, e soltanto prendendo i giganti, circa 92 mila alla Apple, 53.600 a Google, 135 mila alla Oracle, 74 mila alla Cysco System, 31 mila alla Qualcomm.
COL METODO TRUMP A CASA 222.400 PERSONE. Alcuni nomi suonano nuovi, ma non c’è da stupirsene: è il mondo dietro allo schermo, quello che tiene tutto insieme. Reti, software, cavi, aziende, processi. Il mondo grazie al quale, nell’era pre-Trump presidente, il lettore che voleva capire da dove nascesse tanta propaganda poteva andare su Amazon e cercarsi un libro, comprarlo con due clic, contribuire a immettere nell’economia mondiale parte dei degli 89 miliardi circa di ricavi (nel 2014) e dare un lavoro – ancorché contestato e magari detestato – a 222.400 persone.
Non è chiarissimo, peraltro, dove dovrebbero andare tutti questi disoccupati forzati dell’Apocalisse internettiana, a cui andrebbero aggiunti giornalisti, video maker, fotografi, esperti del marketing e persino albergatori, tassisti, compagnie aeree. Nonché orde di cittadini inveleniti, in coda in posta, in banca, in giro in macchina con il Tutto Città, alle prese con missioni di arcaicità impossibile.
Provate voi a prenotare un albergo senza Internet: non solo senza Booking, ma senza atterrare comodamente sul sito di ciascuna struttura. Cercatevi una casa vacanza senza Airbnb e affini. Provate a inventarvi Uber senza la connettività, a spedire una foto digitale dalla Cambogia a New York, o magari a prenotare una biglietto aereo telefonando alla compagnia.
UN POPULISMO CHE SPAVENTA. Forse la soluzione per la prevedibile crisi di nervi di massa potrebbe essere un soggiorno coatto nei casino di mister Trump, a dimenticare il mondo in cui ci ha cacciati.
Ma anche quelli guadagnano grazie a internet, esattamente come sono stati costruiti con il lavoro di immigrati di ogni fede, certamente anche musulmani, che oggi Mr Ho-le-soluzioni vorrebbe non far più entrare negli Usa.
E non è che l’uomo d’affari più ricco d’America non lo sappia: è populista, mica scemo. Sa come si fanno i soldi, come si fanno fruttare e anche come sfruttare la gente e le paure.
Per fermarlo basta avere ancora più paura: del mondo che prospetta lui.

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