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RIFLESSIONE 10 Dicembre Dic 2015 0800 10 dicembre 2015

Stiglitz: «Europa verso un consumo etico e di qualità»

Americani legati alla quantità e all'accumulo di beni. «Mentre europei e cinesi cambiano modelli di acquisto». Il Nobel per l'economia Joseph Stiglitz a L43.

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Joseph Stiglitz, Nobel per l'economia nel 2001.

L’idea che gli attacchi terroristici possano cambiare le abitudini di consumo di noi occidentali è un tema che non sembra preoccupare Joseph Stiglitz, Nobel per l'economia nel 2001, saggista, teorico dell’informazione e autore del Rapporto intergovernativo per i cambiamenti climatici delle nazioni, documento che ha permesso al foro scientifico (Ipcc) che l'ha redatto di ricevere il premio Nobel per la pace nel 2007.
«Credo che la problematica dell’acquisto compulsivo, soprattutto a fronte di eventi drammatici come quelli che stiamo vivendo, sia una questione che interessa voi europei certamente di più di quanto accada con gli americani», ha raccontato a Lettera43.it nel corso della cena seguita alla sua conferenza al Lugano Forum Fund.
«RALLENTAMENTO CINESE». Stiglitz ha ridimensionato le aspettative dei banchieri invitati per il 2016 con uno speech che ha messo in mora ancora la Cina: «Il rallentamento del mercato cinese dovrebbe continuare, producendo effetti negativi a cascata specialmente nei Paesi esportatori di risorse naturali, la maggior parte dei quali non ha saputo sfruttare il boom del prezzo delle commodity per diversificare adeguatamente la propria economia».
«LA CRISI NON È SUPERATA». Ha dato poche speranze a un recupero stabile dell’Eurozona: «La crisi non è ancora superata e la politica dell’austerità ancora in atto è un pedaggio pesante».
E non ha entusiasmato nemmeno sugli Stati Uniti: «Continuerà una crescita contenuta».
BOCCIATA L'AUSTERITY. Soprattutto, ancora una volta, si è scagliato contro la politica del rigore: «Non c’è alcuna base statistica che dimostri la sua validità, così come non è provato che la riduzione del deficit fiscale porti a un recupero della fiducia e a un aumento degli investimenti. Al contrario, la disoccupazione che segue alle politiche di austerità mina la fiducia alla base».

L'Europa verso la qualità del consumo, l'America predilige la quantità

Per la vasta middle class americana l’accumulo di beni è ancora l’elemento determinante nell'acquisto.

Scarpe Mbt nere ai piedi, molto rilassato, pronto a un nuovo viaggio a Roma (è noto il suo legame con il premier Matteo Renzi, che considera «molto brillante»), Stiglitz ha parlato della differenza profonda del sentiment, cioè dell’attitudine dei consumatori americani rispetto a quelli europei.
PESA LA MIDDLE CLASS. Soprattutto nella fascia dei piccoli consumatori, la vasta middle class che popola i racconti e i film di Thanksgiving e di Natale, che vive lontano da New York e dal suo sofisticato interesse per il design e la moda.
Per quella parte della società «la quantità, l’accumulo di beni è ancora l’elemento determinante, e il possesso è la spinta maggiore all’acquisto. Anche se il mondo globalizzato va sempre di più verso una maggiore attenzione per la qualità, e per l’etica del consumo, siete voi europei a sentire maggiormente la questione della qualità».
«ANCHE PECHINO SI EVOLVE». Affiancati in parte anche da Pechino: «La Cina va evolvendosi da Paese basato sull’export a economia guidata dalla domanda interna».

L'aumento delle diseguaglianze è «preoccupante»

In Occidente crescono le diseguaglianze e manca una domanda aggregata globale.

Stiglitz vede aumentare con preoccupazione le diseguaglianze: «Chi ha un reddito maggiore consuma in percentuale meno rispetto a chi si trova alla base».
E ritiene un segno particolarmente significativo, in questo senso, «la mancanza di una domanda aggregata globale». Però valuta con favore la consapevolezza dei governi che «una minore diseguaglianza venga associata a una migliore performance economica generale».
SVILUPPO ARMONICO. Insomma, a poco a poco, sulla spinta della crisi che ancora attanaglia parte dell’Occidente, della necessità di far fronte ai flussi migratori per tutta l’Europa, e di una nuova sensibilità anche nei confronti del pianeta, potrebbero essere adottate le misure che ritiene centrali per imprimere una sviluppo economico globale armonico.
I PROBLEMI SOTTOTRACCIA. E cioè, ancora, ridurre il nodo centrale delle diseguaglianze: «Cura facile», ironizza: «Bisogna intervenire sui problemi in apparenza sottotraccia. Nei Paesi di economie avanzate, i guai chiave sono la salute, l’educazione, la cultura. In Cina sono l’ambiente, le diseguaglianze, l’urbanizzazione selvaggia e l’instabilità. Tutte questioni che richiedono l’intervento del governo».

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