Salva Banche 151211190506
FINANZA 11 Dicembre Dic 2015 1756 11 dicembre 2015

Salva-banche, come funziona il modello bad bank

Salva-banche, l'Ue apre all'arbitrato. Per accertare le truffe e rimborsare i clienti. Dal prefinanziamento fino alla restituzione dei soldi: ecco tutte le tappe dell'iter.

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da Bruxelles

L'arbitrato veloce è una very good idea: così a Bruxelles nel pomeriggio dell'11 dicembre fonti europee definiscono il percorso che l'Italia dovrebbe intraprendere per trovare una soluzione al complicato processo di salvataggio delle quattro banche italiane CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria che hanno messo in ginocchio i loro clienti.
Un arbitrato extra-giudiziario è il modo in cui il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan dovrebbe affrontare la questione dei quattro istituti salvati. E a spingere verso questa soluzione è prima di tutto la Commissione europea dopo due giorni di tensioni e accuse arrivate da Bankitalia e rigirate al mittente da Bruxelles, in un rimpallo delle responsabilità che ha toccato il culmine dopo il suicidio del pensionato di Civitavecchia.
L'APERTURA DELLA COMMISSIONE. Il giorno dopo la tempesta, si passa all'azione. «Sosteniamo le intenzioni del governo italiano di consentire ai risparmiatori di esigere compensazioni dalle banche per possibili vendite ingannevoli, inappropriate (misselling, ndr) di obbligazioni rifacendosi alle esperienze passate in altri paesi dell'Ue con simile situazioni», conferma un portavoce della Commissione Ue.

L'arbitrato in soccorso dei risparmiatori truffati

Valutare singolarmente i casi dei risparmiatori che hanno acquistato obbligazioni subordinate dalle quattro banche poi ristrutturate è un modus operandi già usato in altri casi in Europa e per Bruxelles sembra essere l'unica soluzione percorribile anche in questa situazione.
L'arbitrato dovrebbe stabilire se i risparmiatori siano stati convinti dagli stessi isitituti bancari a investire in quei prodotti definiti «unsuitable», ovvero inadeguati, dal commissario ai servizi finanziari Ue, Jonathan Hill.
Investitori che potrebbero essere stati quindi truffati perché non completamente informati del rischio riguardante i prodotti finanziari acquistati.
VITTIME DI MISSELLING. A fare giustizia dovrebbe essere un arbitrato extra-giudiziario sotto l'egida della Consob, come quello già sperimentato in Spagna durante la crisi bancaria di due anni fa, che alla Commissione europea seguirono passo passo e che oggi definiscono uno buon esempio.
Un modello che, ricordano fonti Ue, è stato usato anche in altri casi seppur minori rispetto a quello spagnolo, in Slovenia, Danimarca, Regno Unito e Paesi Bassi.
In pratica, se i risparmiatori riusciranno a dimostrare in sede di arbitrato di essere stati vittime del 'misselling' - ovvero ingannati o non sufficientemente informati dei rischi da parte degli intermediari finanziari, al momento dell'acquisto delle obbligazioni subordinate - potranno riavere i soldi investiti, rifacendosi sui fondi di liquidazione per i rimborsi ai creditori delle quattro banche.
LA DIRETTIVA EUROPEA MIFID. A dar loro ragione in questo caso ci sarebbe, ricorda la Commissione, la direttiva europea Mifid (Markets in Financial Instruments Directive) che richiede «alle imprese di investimento di fornire ai clienti tutte le informazioni sugli strumenti finanziari, compresi gli opportuni orientamenti e le avvertenze sui rischi in modo che siano in grado di comprendere la natura e i rischi del servizio di investimento e del tipo specifico di strumenti finanziari. Tutte le informazioni, indirizzate dalle imprese di investimento a clienti, devono essere corrette, chiare e non fuorvianti».
Se si dimostrasse che questo passaggio non c'è stato, in fase di arbitrato si potrebbe ottenere un risarcimento.
IL MODELLO SPAGNOLO. Ma seguire il modello spagnolo, come suggerito daBruxelles, non vuol dire recuperare tutti i soldi persi.
Due anni fa, infatti, la crisi bancaria spagnola (su una scala 30-40 volte maggiore rispetto all'attuale crisi italiana) aveva causato perdite per 15 miliardi di euro ai detentori di obbligazioni subordinate, ma a seguito della procedura di arbitrato solo il 10-15 % delle perdite sono poi state compensate agli investitori non professionali vittime comprovate del 'misselling'.
Alcune banche - quelle che dopo la ristrutturazione hanno continuato a operare sul mercato - hanno pagato direttamente i rimborsi; altre, quelle liquidate, lo hanno fatto attraverso i loro fondi di liquidazione.

L'ipotesi del prefinanziamento alle bad bank

Nel caso italiano il processo deve ancora iniziare, ma la Commissione non avrebbe niente da obiettare neanche se lo Stato anticipasse immediatamente i rimborsi per i risparmiatori aventi diritto, a seguito della procedura d'arbitrato, fanno sapere fonti europee, a condizione naturalmente di recuperare dai fondi di liquidazione delle banche la totalità dei finanziamenti anticipati.
In pratica, lo Stato potrebbe fare un prefinanziamento alle bad bank per rimborsare gli obbligazionisti. Saranno poi le bad bank, una volta attuata la proceduta di liquidazione, a restituire i soldi allo Stato.
NESSUN RIMBORSO DIRETTO. Quindi l'obbligazionista va dal liquidatore, incassa i soldi dal liquidatore che a sua volta è stato prefinanziato dallo Stato. E poi, quando le bad bank avranno ottenuto i soldi dalla vendita di altri asset, li restituiranno allo Stato.
Quello che non è possibile è invece che lo Stato rimborsi direttamente quelli che hanno avuto perdite, perché sarebbe una sospensione del regime bail-in (salvataggio interno delle banche) previsto dalle attuali regole Ue.
NO AGLI AIUTI UMANITARI. Infine, ricordano fonti comunitarie, per quanto ogni Stato membro sia libero di istituire un fondo per aiuti umanitari, quando si verifichi una catastrofe naturale come alluvioni, terremoti, rimborsare o presentare come evento imprevisto le perdite di un investitore, per esempio un appartamento, non rientra nella categoria.
Insomma, gli interventi di natura umanitaria non devono essere legati direttamente alle perdite subite a causa della liquidazione delle banche. Un'idea che il ministro Padoan aveva proposto e che non vedrà la luce.

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