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PERSONAGGIO 11 Dicembre Dic 2015 1538 11 dicembre 2015

Trump, l'Italia e un rapporto complicato

Donald dice di amare l'Italia. E di stimare il Cavaliere. Che lo ricorda da vicino. Ma da noi non ha mai chiuso un affare. Contatti o amici? Pochi, a parte Briatore.

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L'immagine pubblicata dal New York Times nell'articolo su Trump e Berlusconi.

Continua a ripetere che ama alla follia l'Italia. Anche se non gli ha mai fatto guadagnare un quattrino.
Ancora di più adesso che il nomignolo lanciato da Frank Bruni sul New York Times - Trumpusconi - è diventato un hashtag. O che il Washington Post si chiede se «Donald Trump is America's Silvio Berlusconi», mentre gli altri giornali d'Oltreoceano pubblicano articolesse per interrogarsi se gli Stati Uniti abbiano da imparare qualcosa dal recente passato del nostro Paese.
«ADORO L'ITALIA». Trump, il suo amore per l'Italia, l'ha ripetuto nei giorni scorsi anche a Mario Platero, storico corrispondente del Sole24Ore, che l'ha incrociato al centrale di Flushing Meadows: «Intanto saluto gli italiani, adoro l'Italia, adoro l'Italia».
E pensare che soltanto sei anni fa Trump aveva lanciato dal suo popolare blog una campagna per boicottare le imprese italiane, dopo che il tribunale di Perugia aveva condonnato Amanda Knox a 26 anni di carcere per aver ucciso Meredith Kercher.
Di più, chiese anche che in galera ci finissero giudici e pm.
«BERLUSCONI? UN UOMO PERBENE». Trump, sull'argomento Italia, ha sfidato anche nuovi possibili detrattori: «Berlusconi», ha scandito, «mi piace molto, è un uomo perbene».
Non è dato sapere se il Caimano italiano e lo Squalo americano si siano mai conosciuti. Pare di no, anche se i due personaggi sono alleati naturali: imprenditori, icone del rampantismo negli Anni 80, conservatori con velleità da statisti.

Il rappresentante di Trump in Italia è Proto

Il finanziere Alessandro Proto.

Certo è che l'Italia non è stata mai generosa con Trump: qui non ha mai chiuso un affare.
Alessandro Proto, finanziere che ha provato a scalare Rcs e che ha patteggiato tre anni e 10 mesi per aggiotaggio, il manager che sostiene di aver ispirato il Christian Grey di Cinquanta sfumature di grigio, è il rappresentante di Trump dal 2009.
L'AFFARE SALTATO COI DAMIANI. Racconta: «Abbiamo chiuso diverse operazioni immobiliari in giro per il mondo. In Italia avevamo iniziato a creare un fondo per le Pmi (si chiamava Ares e doveva anche organizzare una scuola per manager, ndr) che poi abbiamo accantonato per la troppa burocrazia».
Proto, che non si 'permette' di definirsi un amico di Trump, ammette che ancora oggi tanti bussano alla sua porta per fare business con Donald. Ma poi. quando poi c'è da chiudere, succede sempre qualcosa. Nel 2012 aveva messo gli occhi sul palazzo di famiglia dei Damiani per farne un hotel, in corso Magenta, a Milano. Ma la storica dinastia dei gioielli sparò troppo alto: 20 milioni di euro.
Un'altra volta s'innamorò della Sicilia, precisamente della parte orientale. «C'era il progetto di un campo da golf a Sciacca, ma poi decidemmo di lasciar perdere per i troppi intoppi burocratici».
IN TIVÙ CON BRIATORE. Per un uomo veloce come lui, l'Italia è il posto meno idoneo per fare business. Un mezzo rammarico per Proto: «Sì, all'estero facciamo più soldi, ma io avevo cercato di fargli investire un po' di soldi in Italia. Poi abbiamo dovuto desistere: c'è troppa burocrazia, non è un mercato adatto al suo modus operandi».
Anche per questo Trump non ha grandi contatti o amici nel nostro Paese.
Uno dei pochi italiani che si può vantare di aver conosciuto The Donald è Flavio Briatore. Ma più che il business ha potuto la tivù: il patron del Billionaire è stato scelto da Sky per condurre il reality show che da 15 anni blocca l'America, The Apprentice, proprio con Trump.
Resta agli annali uno spot - con entrambi i businessman - che tutto il mondo guarda. L'unica cosa di concreto che Trump ha lasciato in Italia.

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