Wall Street procede negativa, Dj -1,63%
FINANZA 13 Dicembre Dic 2015 1200 13 dicembre 2015

Borsa, così Chicago sta superando Wall Street

La Borsa dell'Illinois insidia quella di New York. E punta al primato mondiale. Guadagni elevati, tecnologie all'avanguardia, velocità: le ragioni del boom.

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Il Nyse è la piazza storica deputata ai raid sull'azionario e, di riflesso, l'arbitro ultimo dei flussi di denaro destinati all'innovazione tecnologica o alla ricerca scientifica.
Alla Cme, invece, si 'fa il prezzo' delle materie prime: quindi si incide sull'economia reale e si decide il destino dei governi della nazioni povere, ricche ed emergenti.
Si apre un nuovo capitolo nell'infinita sfida tra New York e Chicago per primeggiare quale principale mercato finanziario mondiale.
LE CRITICHE DI KRUGMAN. Le ultime tendenze - che spingono gli investitori sull'obbligazionario - potrebbero segnare la definiitiva vittoria della Borsa dell'Illinois.
Lo scorso anno, di questi tempi, il premio Nobel Paul Krugman si scagliò contro i lavori presso le Allegheny Mountains per scavare nuove gallerie e ospitare cavi in fibra ottica dedicati alle operazioni di trading.
Su quella rete avrebbero viaggiato gli ordini per l'acquisto di titoli tra New York e Chicago, facendo risparmiare ai trader tre millesecondi.
CHICAGO GUADAGNA TERRENO. L'economista denunciò che in questo modo s'incentivavano soltanto attività (come il “flash trade” o “High Frequency Trading”) che avevano acuito la speculazione e la crisi finanziaria.
Infatti chi è più veloce nell'emettere un ordine risparmia sul prezzo e vende a un prezzo migliore.
Ma proprio le tecniche e le strumentazioni che permettono di battere in velocità la concorrenza stanno aumentando il peso della city di Chicago su quella newyorkese.

Il Cme eccelle per la negoziazione finanziaria ad alta frequenza

La Borsa di Chicago.

Qui, come ha raccontato Bloomberg, si mobilitano Treasury Bond per un valore di 13 mila miliardi. Start up tecnologiche sono diventate colossi nella gestione finanziaria (nomi come Jump Trading, Citadel Securities, Teza Technologies, Xr Trading and Drw Trading Group) creando algoritmi per rendere il trading sempre più veloce e aggressivo.
La negoziazione finanziaria ad alta frequenza ha reso il Cme il più grande mercato dei futures del mondo.
Anche perché gli operatori locali hanno iniziato già negli Anni 90 a massimizzare i prodotti a reddito fisso, giocando sui prezzi in emissione e quelli sul secondo mercato. In quest'ottica hanno avuto bisogno di tecnologie per ridurre i tempi delle operazioni.
NEW YORK PUNTA SUI DERIVATI. A New York invece i trader hanno guardato a meccanismi d'investimento più complessi come i derivati, che permettono di ridurre il rischio e utilizzare con più facilità la leva finanziaria.
I quali, più che sulla tempistica, necessitano di mezzi per reperire liquidità per la copertura.
Anche per questo le aziende dell'Illinois che hanno brevettato tecnologie ad alta frequenza adesso controllano almeno il 63% di questo mercato. Mentre gli studenti di ingegneria fanno a gara a trasferirsi in Illinois, dove si può arrivare a guadagnare anche mezzo milione di dollari all'anno.
LE PREOCCUPAZIONI DEL TESORO. In quest'ottica il grosso delle transazioni sull'obbligazionario non passa più per le banche, ma si perde nei meandri delle meno trasparenti piattaforme di trading indipendenti.
E sul fenomeno ha già accesso un faro il ministero del Tesoro, preoccupato che operazioni sempre più rapide possano portare turbolenza in quello che era il settore più sicuro per gli investimenti.
Più cauta la Fed: da un lato studia regole più serrate, dall'altro non vuole neppure esaurire il flusso di denaro garantito dalle transazioni ad alta frequenza.
Il tutto per la gioia di Chicago, che già si sente la prima piazza finanziaria al mondo.

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