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Aziende 16 Dicembre Dic 2015 1904 16 dicembre 2015

Una piattaforma europea di banking nel futuro del Gruppo Be

La società attiva nel settore del business consulting vuole consolidarsi in Europa. E punta sulle professionalità per affermarsi sul mercato. 

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Supererà la soglia psicologica dei 100 milioni di euro di ricavi l'anno entro il 2015 e punta a rafforzarsi ulteriormente in Europa per crescere ancora. Il Gruppo Be Think, Solve, Execute, player nel settore del business consulting, ha bene in mente quello che sarà il suo futuro e la propria strategia di crescita.
L'azienda, una sorta di grande macchina per la consulenza a 360 gradi prevalentemente nell'ambito bancario e assicurativo, è focalizzata per il 75% nel consulting (compliance, dati, marketing, …). Be nasce per affiancare banche, specie quelle grandi e con radicamento all'estero.
UNA PIATTAFORMA EUROPEA DI BANKING. «La nostra mission è creare una piattaforma europea di banking», spiega l'amministratore delegato Stefano Achermann, «puntiamo a una sistema integrato fatto di persone, competenze e professionalità». Insomma, il gruppo vuol dar vita a una «piattaforma verticalizzata sul banking composta da professionisti, tutti con le loro peculiarità, che dialogano al fine di garantire il miglior servizio al cliente», aggiunge il Ceo.
UNA REALTÀ SNELLA E COMPETITIVA. Be opera in Italia con otto sedi e oltre mille professionisti. Una realtà snella che, rispetto ai grandi player, ha la possibilità di essere più competitiva «in termini di pricing pur garantendo la massima attenzione ai clienti», sottolinea Achermann.
UN CAMMINO DI TRASFORMAZIONE. Un cammino lungo e nel segno del cambiamento quello di Be, che negli anni ha visto un forte turnover del personale e del management. Del 2013 l'uscita dalla black list seguita dall'ingresso nell'indice Star a riprova del livello di trasparenza raggiunta. Nel futuro sono in vista nuove acquisizioni. «In questi anni abbiamo cercato aziende affini e specializzate nel business consulting», aggiunge Acherman, «c'è stata una consistente crescita in Germania e Regno Unito, ora abbiamo individuato nuovi target e siamo prossimi all'acquisto». Si profila così un portafoglio addizionale che secondo l'Ad si aggira attorno «ai 10-15 milioni di euro».
UN OCCHIO VERSO L'ESTERO. Intanto l'azienda continua a svilupparsi anche in termini di nuovi ingressi. Negli ultimi due anni 350 giovani, ma non solo, sono stati assunti nel gruppo. La strategia è chiara: «Vogliamo rafforzare le nostre basi prima di pensare a estenderci fuori dall'Europa». Non mancano però primi abboccamenti con altre realtà: «Abbiamo basi negli Usa e a Singapore ma», sottolinea l'amministratore delegato, «non c'è e non ci sarà, perlomeno nel breve termine, un organico stabile per sviluppare un business strutturato».

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