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SOCIETÀ 28 Dicembre Dic 2015 1250 28 dicembre 2015

Stranieri in Italia, raddoppia il tasso di disoccupazione

Dal 2008 il numero di migranti in Italia è aumentato del 58,8%. Ma il loro tasso di occupazione è sceso di 6,3 punti. Su oltre 5 milioni di persone, i lavoratori sono 2,3 milioni.

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Stranieri, più di uno su due arriva in Italia alla ricerca di un lavoro.

La Grande crisi che dal 2008 al 2014 ha duramente colpito l'economia italiana ha colpito ancora più duramente gli stranieri residenti nel nostro Paese.
Gli ultimi dati pubblicati dall'Istat, in un approfondimento dedicato all'integrazione dei migranti nel mercato del lavoro aggiornato al secondo trimestre 2014, lo dimostrano con certezza matematica.
Nei sei anni cosiderati, infatti, il tasso di occupazione degli stranieri si è ridotto di 6,3 punti percentuali. Un calo molto più accentuato rispetto a quello degli stranieri naturalizzati e dei cittadini italiani per nascita, pari rispettivamente a -3 e -3,3 punti percentuali. Per converso, il tasso di disoccupazione degli stranieri è quasi raddoppiato se paragonato ai sei anni precedenti, con un balzo di 7,1 punti percentuali rispetto ai 5,2 punti in più fatti segnare dagli italiani.
IN ITALIA SOPRATTUTTO PER CERCARE LAVORO. La ricerca di un lavoro è il motivo della migrazione in Italia per il 57% degli stranieri nati all’estero e per un terzo dei naturalizzati. Seguono, con il 39%, i ricongiungimenti e le ragioni legate alle famiglia (39%), che rappresentano la spinta principale per le donne. Gli stranieri costituiscono l’8,6% della popolazione residente in Italia d'età compresa tra 15 e 74 anni, i naturalizzati italiani l’1,3%.
Rispetto al report precedente dell'istituto di statistica, che risale al secondo trimestre del 2008 e dunque a prima dell'inizio della crisi, il loro numero è aumentato del 58,8%.
Se complessivamente la popolazione nata all'estero «è stimata in 5 milioni e 169 mila individui», gli occupati tra 15 e 74 anni sono però poco più di due milioni: per l'esattezza, 2 milioni e 310 mila persone.
IL RUOLO DEI LEGAMI AMICALI E DI PARENTELA. Le modalità con cui gli stranieri trovano lavoro in Italia poggiano sostanzialmente su due pilastri princiapali: il sostegno dei parenti e quello delle reti amicali.
Nel secondo trimestre 2014 quasi il 60% degli stranieri ha trovato un'occupazione grazie a questi legami informali di solidarietà, cui ha fatto ricorso il 38,1% dei naturalizzati e il 25% degli italiani).
L'OSTACOLO DELLA NAZIONALITÀ. Un altro nodo riguarda la mancata corrispondenza tra lavoro svolto e titolo di studio posseduto dagli stranieri. Il 29,9% degli occupati ha dichiarato all'Istat di svolgere un lavoro meno qualificato, percentuale che scende al 23,6% tra i naturalizzati e all’11,5% tra gli italiani. Il problema riguarda le donne più degli uomini. Alcune nazionalità (polacche, ucraine, filippine, peruviane, moldave e romene) risultano maggiormente penalizzate da questo punto di vista. Non essere italiano dalla nascita è un ostacolo per trovare lavoro, o un lavoro adeguato, per il 36,2% degli stranieri e il 22% dei naturalizzati. La scarsa conoscenza della lingua italiana (33,8%), il mancato riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero (22,3%) e i motivi socio-culturali (21,1%) sono i tre fattori maggiormente ricorrenti dal campione intervistato.

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