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BANCHE 5 Gennaio Gen 2016 2235 05 gennaio 2016

Banche, i nodi del decreto sui risarcimenti

Chi può sperare di ottenerli sulla base delle linee guida del Fondo di solidarietà. In attesa dei parametri su cui stanno lavorando il Mef, la Banca d'Italia e l'Autorità nazionale anticorruzione.

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Un momento della protesta dei risparmiatori davanti alla sede di Banca Etruria ad Arezzo.

Da un lato c'è il desiderio di spegnere al più presto l'incendio mediatico e politico e riportare la fiducia fra i risparmiatori. Dall'altro la cautela, necessaria per scrivere norme che non abbiano al loro interno elementi di debolezza o, peggio, di incertezza giuridica. E che potrebbero dare spazio a migliaia di ricorsi e contenziosi. I decreti per definire i criteri con cui saranno rimborsati alcuni degli obbligazionisti delle quattro banche (Banca Marche, Etruria, Carichieti e Cassa Ferrara) 'salvate' per decreto dal governo dovrebbero essere emanati entro il mese di gennaio 2016, dopo la pausa nataliza. Ma la questione appare decisamente delicata.
IPOTESI, SMENTITE E POCHE CERTEZZE. Non a caso si rincorrono le ipotesi, le possibili opzioni, le anticipazioni ufficiose e le smentite ufficiali. Le certezze, per ora, sono poche, fissate dalle linee guida del provvedimento che a novembre 2015 ha istituito il Fondo di solidarietà, con una dotazione fino a 100 milioni di euro. Per i parametri veri e propri servono però ulteriori decreti, su cui stanno lavorando il Mef, la Banca d'Italia e l'Autorità nazionale anticorruzione, che dovrà esaminare le richieste di risarcimento caso per caso. Nel farlo, terrà conto della percentuale investita in obbligazioni subordinate rispetto al totale dei risparmi, del tetto massimo concesso e del profilo di rischio del cliente. Ovviamente, al netto delle truffe o dei vizi formali nella sottoscrizione dei prodotti finanziari che dovessero essere accertati.
I RISPARMIATORI CON MAGGIORI SPERANZE. I risparmiatori con le maggiori speranze di ristoro sono i 1.010 detentori di risparmi limitati (sotto i 100 mila euro), che però hanno investito nei bond subordinati azzerati oltre la metà del loro patrimonio. Le loro obbligazioni valgono 27 milioni di euro. Avranno priorità sugli altri, ma le singole situazioni saranno comunque valutate caso per caso.
I CASI INTERMEDI: 1.484 PERSONE. Ci sono poi i casi intermedi, che riguardano 1.484 clienti per un controvalore di 93 milioni di euro.
Si tratta di soggetti che hanno investito fra il 30 e il 50% dei loro risparmi, ma che se venissero tutti rimborsati esaurirebbero le disponibilità del Fondo di solidarietà.
LA PLATEA TOTALE: 12.500 CLIENTI. I clienti retail che hanno sottoscritto azioni subordinate sono in tutto 12.500, per un controvalore di 431 milioni di euro sul totale. Fra loro, più di 10 mila sono clienti delle quattro banche salvate.
LE POSSIBILI RISORSE AGGIUNTIVE. Risorse aggiuntive per i ristori potrebbero arrivare dall'esito delle azioni di risarcimento che le 'nuove' banche, le cosiddette 'good banks', hanno intentato nei confronti degli ex vertici e, secondo alcune indiscrezioni, anche nei confronti dei revisori. Difficile però che venga recuperata una cifra sufficiente a coprire tutti gli investitori, così come appare incerto il destino delle richieste di risarcimento mosse contro le autorità di controllo. Resta tutta da verificare, poi, la validità delle azioni legali contro quelle banche che non rientrano tra le quattro salvate dall'esecutivo, ma che hanno ceduto bond subordinati ai propri clienti. L'ultima possibilità è che le eventuali plusvalenze derivanti dalla cessione delle sofferenze, il cui valore è stato bruscamente tagliato, possano andare ai risparmiatori. Per ora, però, è stabilito che andranno al Fondo di solidarietà.

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