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NOMINA 8 Gennaio Gen 2016 1423 08 gennaio 2016

Alitalia, Alessio Vinci alla comunicazione

L'ex inviato di guerra della Cnn vola dalla compagnia aerea dopo un periodo sabbatico. La sua carriera dai primi servizi per la all news a stelle e striscie all'esperienza in Mediaset. Fino alla (dis)avventura di Agon Channel.

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Alessio Vinci.

Nuova vita professionale per il giornalista Alessio Vinci.
Alitalia lo ha assunto nella comunicazione, affidandogli il ruolo di Senior vice president corporate communications.
Vinci deve riportare direttamente al presidente e amministratore delegato ad interim Luca Cordero di Montezemolo.
Rispondono a lui le Media relations affidate a Clemente Senni, la comunicazione interna e le attività di relazioni pubbliche nazionali e internazionali, corporate social responsibility e la gestione di eventi corporate.
Vinci diventa anche direttore editoriale del magazine Ulisse, la rivista distribuita a bordo degli aerei della compagnia.
FIGLIO DI UN DIPLOMATICO UE. Classe 1968, Vinci è nato in Lussemburgo dove ha vissuto fino ai 18 anni.
Il padre, Enrico, era funzionario al parlamento europeo.
Si iscrisse a Scienze politiche all'Università statale di Milano, senza però portare a termine gli studi.
NEL 1988 L'APPRODO ALLA CNN. Nell'estate del 1988 si trasferì negli Stati Uniti, ad Atlanta, per fare uno stage alla Cnn.
Come prima mansione, ha ricordato lui stesso, fu messo a fare fotocopie.
L'anno successivo la svolta: gli fu chiesto di preparare i primi servizi sull'Europa.
SEGNI PARTICOLARI: POLIGLOTTA. Nel suo lavoro Vinci è stato avvantaggiato dalla conoscenza di diverse lingue: durante l'infanzia ha avuto modo di apprendere oltre a inglese, francese e italiano, anche il russo e il tedesco.
Gira voce che all'epoca i vertici dell'emittente gli avessero chiesto di mantere una leggera inflessione italiana nella pronuncia.
PER ANNI GIORNALISTA DI GUERRA. Corrispondente da Mosca tra il 1991 e il 1996, ha avuto modo di raccontare la fine dell'Urss e la nascita della Russia moderna.
In seguito si è occupato della prima guerra cecena. Fra il 1999 e il 2001 è stato corrispondente da Belgrado documentando la caduta di Slobodan Milošević, vincendo per questo l'Edward Murrow Award.
Quindi è stato corrispondente da Berlino, ma ha continuato a occuparsi di Russia, Balcani, Africa, Europa centrale e orientale.
Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 ha trascorso un periodo a New York per poi raccontare sul campo la missione Usa in Afghanistan.
Da quell'anno è stato corrispondente da Roma.
DAL 2009 NUOVA VITA: MEDIASET. Il 16 febbraio 2009 l'addio alla all news per un nuovo lido professionale: Mediaset.
Messa in naftalina la divisa da inviato di guerra, ha ricoperto per tre anni su Canale 5 il ruolo di conduttore del programma di approfondimento serale Matrix che fu di Enrico Mentana.
In quell'epoca fu soprannominato ''un marziano a Roma'', a sottolineare la distanza dei suoi modi rispetto alla realtà professionale italiana.
LO SCIVOLONE DI DOMENICA LIVE. Poi il primo scivolone professionale: il domenicale dell'ammiraglia Mediaset.
Appena quattro puntate di Domenica live, dal 7 al 28 ottobre 2012, e, a causa bassi ascolti, Vinci, assieme alla compagna di 'sventura', la giornalista Sabrina Scampini, è sostituito da Barbara d'Urso.
È stata allora la volta del Tg5, ma si è trattato di un passaggio momentaneo.
Il rapporto tra l'anchorman e l'azienda era probabilmente ormai logoro, tanto che appena sei mesi dopo, nel gennaio 2013, Vinci si dimise da vice direttore di Videonews e lasciò ogni incarico.
AGON CHANNEL, TRA NEWS E REALITY. Nell'agosto 2013 è stata la volta di Agon Channel, la sfortunata rete televisiva albanese, della quale è stato direttore editoriale nonché conduttore del programma Veni, vidi, Vinci.
Nel corso dell'esperienza è stato anche conduttore del talent per aspiranti giornalisti Americano - il primo sulla notizia.
A luglio 2014 anche l'esperienza in quel di Tirana ebbe termine. Alla fine di quell'anno l'annuncio di voler prendere un periodo sabbatico in Giordania, ad Amman, per seguire un progetto per i campi profughi.

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