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DOSSIER 9 Gennaio Gen 2016 0900 09 gennaio 2016

Banche fallite, slittano ancora i rimborsi

Renzi non convince l’Europa. E così azionisti e obbligazionisti truffati nei crac devono aspettare per rivedere i loro soldi. Il governo teme un effetto boomerang.

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Matteo Renzi e Maria Elena Boschi.

L’unica certezza è che azionisti e obbligazionisti devono aspettare prima di rivedere i loro soldi.
Il governo non riesce a convincere l’Europa che rimborsare chi è stato truffato non può essere considerato aiuto di Stato.
Le nuove banche sorte dalle ceneri dei fallimenti di Etruria, BancheMarche, Carichieti e Carife litigano con il Tesoro, perché non vogliono partecipare ai risarcimenti per gli obbligazionisti truffati.
RISCHIO CONFUSIONE. Nello scontro tra le autorità (Banca d’Italia, Consob e Anti corruzione di Raffaele Cantone) si è inserito anche il ministero della Giustizia, che vede una pericolosa confusione tra i giudizi in sede civile e gli arbitrati davanti all’organismo guidato dal magistrato napoletano.
Per tutto questo Matteo Renzi è costretto a prendere tempo.
Voleva che già all’inizio del 2016 fossero già pronti i decreti che stabilissero modi, tempi e condizioni per risarcire chi è stato truffato nel crac.
RINVIO DI ALMENO UN MESE. Ma, di fronte a tante difficoltà e agli scontri sempre più plateali tra le parti in causa, il premier deve rinviare di almeno un mese la chiusura del dossier.
E la cosa potrebbe anche tramutarsi in un boomerang, visto che il coinvolgimento (per ora indiretto) del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e la vicinanza tra quel pezzo di sistema bancario e il 'Giglio magico' stanno facendo perdere non pochi punti nei sondaggi al Partito democratico.

Rimborsi con titoli delle newco? Richiesta respinta

Un momento della protesta dei risparmiatori davanti alla sede di Banca Etruria ad Arezzo.

Il tema è sempre al centro delle cronache.
Nella mattinata dell’8 gennaio i finanzieri del nucleo di polizia valutaria di Arezzo, su mandato della procura, hanno eseguito una serie di perquisizioni nella sede di Banca Etruria e in quelle di 14 società che hanno ricevuto finanziamenti dall’istituto.
Alla base dei controlli i rapporti tra queste aziende e l'ex presidente, Lorenzo Rosi, e l'ex consigliere, Luciano Nataloni.
FUMATA NERA. Nelle ore successive si sono per la prima volta incontrati i manager che guidano le newco sorte sulle ceneri delle quattro banche fallite e i comitati degli ex clienti delle stesse banche.
Il vertice è stato a dirne bene interlocutorio: gli ex azionisti e obbligazionisti hanno proposto anche di essere risarciti con titoli delle newco, la controparte ha respinto la richiesta.
MURO CONTRO MURO. Ma il muro contro muro è forte anche sul versante istituzionale.
Il governo punta a una partecipazione delle banche risanate nel risarcimento ai clienti truffati, visto che le risorse presenti nel meccanismo di garanzia sono insufficienti (100 milioni) e l’Europa impedisce di usare altri strumenti pubblici.
UNA MINA SULLE CAUSE. Se non bastasse, c’è in prospettiva una mina molto forte sulle future cause.
Nelle prime bozze dei due decreti è scritto che gli arbitrati davanti all’Anac godranno di una “corsia preferenziale” rispetto a un parallelo eventuale procedimento civile.
Il giudice, se dovesse essere in corso l’arbitrato, potrebbe infatti rimandare il procedimento al termine del percorso della camera dell’autorità.
Il che potrebbe essere l’appiglio per ricorrere contro un possibile conflitto di competenza.

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