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L'ULTIMO MARXIANO 19 Gennaio Gen 2016 1223 19 gennaio 2016

Il Pd, un partito di destra ormai servo del padrone

Continua a distruggere i diritti delle masse. Ora abolisce l’obbligo del registro infortuni.

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Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il premier Matteo Renzi e il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

Nel mondo della disinformazione di massa e dell’opera di capillare manipolazione delle coscienze non stupisce che vi siano notizie che occupano il “davanti della scena” per mesi, pur essendo, non di rado, del tutto irrilevanti; e che, invece, le notizie di rilievo, quelle che aiutano a capire la falsificazione integrale della vita sociale in cui ci troviamo, vengano artatamente nascoste, di modo che non abbiano alcuna circolazione.
Ecco, allora, un esempio del secondo tipo di notizie, di quelle, per intenderci, di cui nessuno ha parlato. Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 151/2015, dallo scorso 23 dicembre è abolito l’obbligo a carico dei datori di lavoro della tenuta del registro infortuni, in una logica di semplificazione degli adempimenti complessivi.
NUOVA OFFENSIVA AL MONDO DEL LAVORO. La misura è contenuta nel Decreto Legislativo del 14 settembre 2015, concernente Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro, attuativo del Jobs Act. «Razionalizzazione e semplificazione»: un binomio ad alto tasso ideologico, che ricorda le parole-chiave con cui la Thatcher promuoveva l’abbattimento del pubblico in favore della “razionalità” e dell’“efficienza” del privato.
Insomma, una nuova offensiva al mondo del lavoro, tanto per cambiare; un ulteriore attacco – se vogliamo dirla con Hegel – del Signore ai danni del Servo.
Il nostro è, a ben vedere, il tempo della «ribellione delle èlites» (Christopher Lasch): la lotta di classe non è sparita, come sempre si ripete; semplicemente si è riconfigurata come massacro di classe gestito dalle èlites contro le masse, dal Signore contro il Servo. Esauritosi il comunismo storico novecentesco, passate le sinistre dalla lotta contro il capitale alla lotta per il capitale, le èlites hanno pensato bene di riprendersi tutto, in primis i diritti che il Servo era riuscito a ottenere mediante scontri e rivendicazioni.
LE UNIONI CIVILI? ARMA DI DISTRAZIONE. La rimozione dell’articolo 18 è un esempio tra i tanti. L’abolizione dell’obbligo a carico dei datori di lavoro della tenuta del registro infortuni un altro. E questi attacchi diretti e sfacciati contro il lavoro vengono ipocritamente presentati come “riforme”, secondo l’usuale neolingua che chiama le cose invertendo i nomi.
Momento dissolutivo del serpentone metamorfico Pci-Pds-Ds, il Pd rivela ancora una volta di stare dalla parte del Signore e delle èlites contro le masse precarizzate e contro il Servo: avvalora ciò che una volta, con lungimiranza, asserì Giovanni Agnelli, quando disse che per fare riforme di destra occorreva ora rivolgersi alla sinistra.
Ognuno tragga, allora, le sue conseguenze, se non è distratto dalle manifestazioni arcobaleno per i diritti civili dell’individuo sovrano, che in astratto può tutto e in concreto, privato com’è dei più elementari diritti sociali, non può alcunché.

Twitter @DiegoFusaro

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