Giuseppe Zollino Riccardo 160119153629
STRAPPO 19 Gennaio Gen 2016 1531 19 gennaio 2016

Sogin, Padoan dà il benservito a Casale: l'azienda nel caos

Il governo molla l'amministratore delegato (la lettera). Che dopo aver annunciato le dimissioni potrebbe ora rimanere in sella. Nonostante le polemiche col Cda e le ruggini con Zollino.

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Giuseppe Zollino e Riccardo Casale.

Due mesi e mezzo per un sì.
È il tempo impiegato dal governo per accettare le dimissioni di Riccardo Casale, l’amministratore delegato di Sogin - la società di Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi - che alla fine dello scorso ottobre aveva rimesso nelle mani dell’esecutivo il suo mandato.
LA LETTERA DI PADOAN A CASALE. In una lettera datata 12 gennaio 2016 (leggi il documento), indirizzata allo stesso Casale e per conoscenza al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, il ministro dell’Economia e della Finanze Pier Carlo Padoan scrive: «In considerazione dell’importanza strategica della società e della necessità, quindi, di assicurare la piena operatività della stessa, nel ringraziarla per i lavoro svolto, d’accordo con la Presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministero dello Sviluppo economico, si prende atto della disponibilità a rimettere il suo mandato manifestata dalla S.V. con la nota di riferimento».
L'AD ORA È A UN BIVIO. La lettera ha colto di sorpresa Casale che, secondo quanto riferito da fonti interne, in questi mesi ha continuato a lavorare come se nulla fosse. Forte anche del prolungato silenzio del governo.
Una coincidenza di fattori che ha bloccato ogni attività della Sogin. In primis, la pubblicazione della Cnapi, la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito unico di rifiuti nucleari.
Ora, di fronte alla decisa presa di posizione del governo, le ipotesi per Casale sembrerebbero essere due: rimanere anche a dispetto di un Cda che era pronto a sfiduciarlo negli stessi giorni in cui l’amministratore delegato scriveva la lettera al ministro Padoan oppure lasciare Sogin al suo destino.
L'ATTACCO AL CDA DI SOGIN. La nota a cui faceva riferimento Padoan è la lettera scritta da Casale a ottobre al ministro stesso. Una missiva dai toni durissimi, soprattutto verso il presidente di Sogin Giuseppe Zollino e l’intero Cda: «Sfiancato da interminabili e sterili polemiche instillate irresponsabilmente da chi lo presiede, si attarda sempre più su questioni di micro-management mentre manca di visione e non è più in grado di deliberare con la necessaria serenità».
Un attacco lanciato prima nella lettera al ministro e poi attraverso le colonne del quotidiano Repubblica. Ma mai comunicata all’organo collegiale che, nelle stesse ore in cui la notizia diventava di dominio pubblico, si riuniva d’urgenza decidendo il ritiro di due deleghe operative, quelle relative alla struttura organizzativa della società e alla gestione del personale.
IL DUELLO CON ZOLLINO. Nelle stesse ore, inoltre, fonti interne facevano chiarezza sull’immobilismo del Cda, irritato dai silenzi dello stesso Casale circa le spiegazioni richieste su spese messe a budget.
Nella lettera, inoltre, il ministro Padoan sottolinea un aspetto che certo non farà piacere a Casale, ossia che «la criticità di governance in cui versa la società è stata, da ultimo, ribadita dal Presidente del Collegio sindacale».
Una sottolineatura non da poco che, nel duello andato in scena in Sogin tra Casale e Zollino, sembra far pendere l’ago della bilancia a favore di quest’ultimo.

Twitter @VinceMul

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