RAPPORTI 25 Gennaio Gen 2016 1115 25 gennaio 2016

Iran nuova meta del turismo 2016: guida al boom

Rohani in visita a Roma. Per promuovere il suo Paese. Che ha superato Israele tra le mete più scelte. E da qui al 2025 vuole attirare 20 milioni di persone l'anno.

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Matteo Renzi e Hassan Rohani.

Lusso, archeologia, deserto e stazioni sciistiche.
Non ci sono soltanto energia e infrastrutture nell’agenda dell'incontro tra governo italiano e il presidente iraniano Hassan Rohani.
Roma è la prima tappa del viaggio in Europa ed è un inizio simbolico nei confronti di un Paese ritenuto amico e con solidi rapporti economici.
ACCORDI DA 5,7 MILIARDI. Per l'occasione il gruppo Danieli ha firmato accordi per un valore di circa 5,7 miliardi di euro.
Intese relative a una joint-venture e a ordini per la fornitura di macchine e impianti che verranno installati nel territorio iraniano.
ITALIA, BOOM DI EXPORT. L’Italia, dopo la Germania, è la seconda economia dell’Unione europea per volumi di esportazioni verso la Repubblica islamica (fonte Eurostat) e tra i settori in espansione c’è il turismo.
L’Iran è una delle nuove destinazioni 2016.
A dirlo sono i dati e il trend di continua crescita.
VERSO NUOVE APERTURE. Si attendono solo le maggiori aperture (norme per i visti e pagamenti elettronici) che dovrebbero arrivare dal restringimento delle sanzioni, per aumentare ulteriormente i flussi.
Già ora è sufficiente pensare ai lussuosi e storici hotel di Teheran, una volta riservati a pochi uomini di affari stranieri e adesso brulicanti di tedeschi, francesi e italiani.

Economia: in parte è controllata dalle Guardie della rivoluzione

Tohid tunnel, il terzo tunnel più lungo del Medio Oriente, scorre sotto Teheran.

Masoud Soltanifar, responsabile dell’Organizzazione per il turismo e la cultura dell'Iran, ha detto: «Il presidente Rohani è fortemente determinato a promuovere questo settore».
E anche l’ambasciatore italiano a Teheran, Mauro Conciatori, nel corso di un incontro ufficiale, in vista del viaggio di Rohani in Italia, ha dichiarato: «Entrambi i governi non risparmieremo sforzi per ampliare le relazioni e la cooperazione. L’esecutivo italiano è disposto a sviluppare l’industria, il commercio, l’agricoltura e il turismo».
In sintonia con il suo omologo a Roma, l’ambasciatore Jahanbakhsh Mozaffari, secondo cui «occorre far conoscere l'Iran agli italiani e l'Italia agli iraniani».
MIGLIAIA DI NORME. Nonostante i buoni propositi c'è però da lavorare per coniugare gli interessi degli investitori stranieri e degli operatori locali: a oggi esistono migliaia di norme che regolano i vari settori del mercato iraniano.
Inoltre una parte dell’economia di Teheran, a forte direzione pubblica, è controllata, nonostante le smentite, dalle Guardie della rivoluzione islamica, anche nel turismo.
Dove operano pure le Bonyad, ovvero le fondazioni religiose.
PASDARAN ECONOMY. Nate dopo la rivoluzione, hanno in mano i comparti ospedalieri e di assistenza sociale, le cooperative agricole e i settori dell'industria leggera e pesante.
Situazione che si è guadagnata l’appellativo di pasdaran economy.

Flussi: nel 2014 circa 5,9 milioni di presenze

Una donna iraniana prova un rossetto a Teheran.

L’appeal dell’Iran nei confronti degli italiani si nota nei visti turistici: sono stati 3 mila nel 2011 e 14 mila appena tre anni dopo.
Secondo l’ambasciata d’Italia a Teheran, in un rapporto stilato a metà 2015 per la diplomazia economica, «il settore del turismo e alberghiero è in forte espansione. I flussi provenienti in particolare dall’Europa o dai limitrofi Paesi di religione sciita (turismo religioso) sono in crescita. Il Paese necessita di ammodernare quanto prima le proprie strutture per l’accoglienza di tali flussi».
PRIMO BOOM NEL 2013. Il primo boom si è registrato nel 2013, periodo in cui fu eletto Rohani.
Secondo le rilevazioni della Banca mondiale, in quell’anno sono arrivati 4,7 milioni di turisti dall’estero (tra cui 1.743 statunitensi).
Cinque anni prima, nel 2008, erano 2 milioni.
Per fare un paragone, Israele nel 2013 contava 2,9 milioni e nel 2008 erano 2,5.
META TRA LE TOP 50. Un trend stabile per gli israeliani, contro una vera impennata nella repubblica islamica, inserita dall’Organizzazione mondiale per il turismo (Unwto) tra le top 50 destinazioni al mondo.
I dati dell’ente turistico iraniano per il 2014 parlano di circa 5,9 milioni di presenze, in aumento, da qui al 2025, fino a 20 milioni.

Restrizioni: non può entrare chi è stato in Israele

Religiosi iraniani calpestano le bandiere statunitense e israeliana, durante una manifestazione.

Per entrare nel Paese occorre ovviamente il passaporto, con validità residua di almeno sei mesi al momento dell'ingresso in Iran, ma chi è stato in Israele si scordi la Persia: non viene concesso il visto a chi sul passaporto ha il timbro israeliano.
OCCHIO AI GIORNALISTI. Chi si trova in Iran con visto turistico non può svolgere attività giornalistica, per la quale è necessaria un’apposita autorizzazione prima della partenza.
Occhio anche alle norme di comportamento.
Le ricorda Viaggiare sicuri, fonte della Farnesina: «È importante che il visitatore si adegui alle norme di comportamento islamiche, in particolare per quanto riguarda la sfera sessuale e l’abbigliamento».
VIGILANZA MORALE. I compiti di vigilanza della morale islamica «sono svolti anche da personale non in uniforme, talvolta di giovane età, che ha comunque l’obbligo di farsi riconoscere».

Costi: per 10 giorni si spende tra i 2.500 e i 3 mila euro

Hassan Rohani, presidente dell'Iran.

Un viaggio in Iran non è proprio economico.
Per un tour di 10 giorni con voli, spostamenti e alloggi, si può anche spendere tra i 2.500 e i 3 mila euro.
TEHERAN OBBLIGATORIA. Mete obbligatorie sono Teheran, la città di Bam - nota in Italia per la rappresentazione della “Fortezza Bastiani” nel film tratto dal romanzo Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati -, la moschea dello Scià a Ishafan con la piazza Naqsh-e jahàn, la moschea rosa di Shiraz, i palazzi di Dario, di Serse, la porta delle Nazioni a Persepoli e i caravanserragli della Via della seta.
DIZIN TAPPA SCIISTICA. E se non fosse sufficiente la bellezza archeologica c’è anche la possibilità di una settimana bianca a Dizin, a Nord della capitale, con piste innevate per diversi mesi.

Iraniani in Italia: 17 mila visti turistici nel 2015

L'albero della vita di Expo.

Secondo i dati disponibili, elaborati nel 2015 dal ministero degli Affari esteri e dall’Agenzia nazionale del turismo, sono 17 mila i visti turistici rilasciati dall’Iran per viaggi in Italia.
Per il rapporto congiunto realizzato dalle ambasciate italiana e iraniana, l’Italia è, con la Francia, ai primi posti tra le destinazioni turistiche europee, seguita dalla Spagna e dalla Grecia.
AUMENTO CON EXPO. Tra i dati disponibili si sottolinea che le agenzie di viaggio iraniane, dopo aver assorbito una riduzione complessiva dei flussi verso l’estero nel corso del 2013, hanno registrato una domanda crescente verso l’Italia (di circa il 10-15%) sia nel 2014 sia nel 2015, anche in relazione all'Expo di Milano.

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