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L'ULTIMO MARXIANO 26 Gennaio Gen 2016 0800 26 gennaio 2016

Il perverso dio mercato cannibalizza i suoi adepti

Il panico in Borsa destabilizza i Paesi fedeli al capitalismo. Le prime vittime? I lavoratori della classe media.

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Trader a Wall Street.

E infine è arrivato, incontenibile, il panico nelle Borse.
Non si parla di altro in questi giorni. Quel dio minaccioso e imperscrutabile che è il mercato ha improvvisamente iniziato a destabilizzare e a far tremare i suoi stessi adepti più fedeli: rivelando come, di fatto, il capitalismo finanziario, nella sua insaziabile sete di profitti, finisca per cannibalizzare se stesso e per distruggere tutto ciò con cui entra in contatto.
Come una sorta di re Mida perverso e minaccioso.
LA GUERRA TRA CAPITALE E LAVORO. I segnali del crollo imminente si riscontrano ovunque sotto il cielo: il crollo del prezzo del petrolio, anzitutto, che alcuni paesi come gli alleati di sempre degli Usa, i “moderatissimi” sceicchi sauditi che tagliano gole a destra e a manca hanno usato come arma di destabilizzazione contro altri produttori (Russia e Iran in primis).
Ma poi ci sono le nuove guerre valutarie in cui l’Europa si riduce a fare la guerra delle monete con i paesi emergenti; e, ancora, le ottuse politiche di austerità e il feticismo del rapporto debito/Pil imposto dall’Ue.
Un mondo centrato sul capitalismo finanziario e sul mito della crescita infinita non può che generare guerre sociali ed economiche tra capitale finanziario e lavoro, tra l’alto e il basso della piramide, tra il Signore neofeudale e il Servo precarizzato.
Ciò rivela, ancora una volta, come il capitalismo finanziario sia violenza economica allo stato puro: che usa il “fiscal compact” in luogo dei carri armati e lo “spread” in luogo delle bombe.
LA TRUFFA LEGALIZZATA DEL BAIL-IN. Altro che “ordine spontaneo” e “mano invisibile”. Anarchia finanziaria e visibilissima mano della violenza economica esercitata per il tramite della dittatura bancaria, invece.
Intanto, tornando alla sventurata Italia, la scaltra idea di mandare a gambe all’aria migliaia di risparmiatori salvando qualche amico amministratore ha distrutto la già traballante fiducia dei cittadini nelle istituzioni che essi pensavano sicure, le banche: se si distrugge la fiducia nel sistema bancario, esso muore insieme al risparmio.
Per non parlare della esiziale legge sul bail-in – vera e propria truffa legalizzata –, che rende i risparmiatori soci delle proprie banche solo quando si tratta di socializzare le perdite.
Non vi è oggi bilancio pubblico, stretto nelle regole di Bruxelles, che possa far fronte all’eventualità di un tracollo: il governo rischia quindi oggi di essere l’“Angelo della Morte” di un’eutanasia finanziaria destinata a dare il colpo di grazia all’Italia e al suo popolo.
L'OFFENSIVA AI DANNI DELLA CLASSE MEDIA. Diciamolo senza infingimenti, allora: il sistema finanziario sta conducendo una vera e propria offensiva ai danni della classe lavoratrice e della classe media, nella forma della “rivolta delle èlite”, ossia della rivoluzione finanziaria con cui le oligarchie si stanno prendendo tutto, derubando senza ritegno lavoratori, risparmiatori e classi medie.
È questa la cifra delle rapine legalizzate – “bail in”, prelievi forzosi, ecc. – con cui, nell’arena globale, le èlite finanziarie derubano a norma di legge le classi medie e quelle lavoratrici, sempre più unite nell’essere parti della nuova plebe precarizzata.
Ma è anche l’essenza dei continui aiuti che gli Stati sono costretti a prestare ai nuovi feudatari globalisti, postmoderni, postborghesi e postproletari.
Lo Stato, ove ancora esista, è chiamato a fare opera di welfare e di assistenza solo in favore delle banche e dell’oligarchia neofeudale, negando invece ogni forma di sostegno all’immensa plebe precaria, soggetta alle sacre norme della competitività e al nuovo bellum omnium contra omnes dell’economia mondializzata.

Twitter @DiegoFusaro

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