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TRASPORTI 2 Febbraio Feb 2016 1830 02 febbraio 2016

Ryanair: «Rotte chiuse ad Alghero, Pescara e Crotone»

La compagnia in rivolta contro l'aumento di 2,5 euro a passeggero delle tasse municipali: «Serve a finanziare la cassa integrazione dei piloti Alitalia».

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Low cost: un aereo della compagnia Ryanair.

La decisione di Ryanair è «al momento definitiva». Un ossimoro che fa capire come ci sia ancora spazio per trovare un accordo, con il governo italiano e forse chissà, con i concorrenti di Alitalia-Etihad. Un'intesa in grado di scongiurare la chiusura delle basi Ryanair di Alghero e Pescara e la cancellazione di tutti i voli in partenza da Crotone a partire da ottobre 2016.
«I canali di dialogo», fanno sapere fonti vicine all'azienda a Lettera43.it, «solitamente non vengono mai interrotti». Al momento, però, la notizia è la seguente, ed è contenuta in un comunicato molto duro diffuso martedì 2 febbraio dalla compagnia irlandese: Ryanair sarà «costretta a chiudere le sue basi di Alghero e Pescara, a tagliare alcune rotte e a chiudere tutti i voli di Crotone a seguito dell’illogica decisione del governo italiano di aumentare ancora le tasse municipali, danneggiando il turismo, il traffico e i posti di lavoro».
«AUMENTI PER FINANZIARE ALITALIA». L'accusa, per niente velata, è di aver alzato le tasse di circa il 40% «per sussidiare la cassa integrazione degli ex piloti Alitalia». Dal 1 gennaio 2016, lamenta l'azienda, il balzello è passato «da 6,5 a 9 euro» per ciascun passeggero. Un aumento che non lascerebbe altra scelta alla low cost irlandese, se non quella di procedere a tagli dolorosi, spostando aeromobili e posti di lavoro «fuori dall’Italia verso altre basi Ryanair in Spagna, Grecia e Portogallo (dove non vengono addebitate tali tasse per passeggero)». Gli appelli più volte rivolti all'esecutivo, affinché eliminasse questa «tassazione dannosa come hanno fatto i governi di Belgio, Irlanda e Paesi Bassi», sarebbero finora caduti nel vuoto.
I TAGLI PREVISTI DALLA LOW COST. Nello specifico la decisione di Ryanair prevede per Alghero la chiusura della base, il taglio di 8 rotte (60%) e la perdita di 300 mila passeggeri e 225 posti di lavoro. Per Pescara la chiusura della base, il taglio di 5 rotte (70%), la perdita di 250 mila clienti e 188 posti di lavoro. Per Crotone la chiusura dell'aeroporto, il taglio di tutte e tre le rotte (100%), la perdita di 250 mila clienti e 188 posti di lavoro.
«COSTI AGGIUNTIVI PER 165 MILIONI DI EURO». L'aumento di 2,5 euro, secondo il direttore commerciale di Ryanair David O'Brien, costerà complessivamente 165 milioni di euro ai passeggeri italiani. E l'Italia perderebbe «un'occasione per crescere, mentre la Spagna se la ride». O'Brien ha definito l'aumento «uno scandalo», perché i passeggeri italiani pagherebbero di più per finanziare la cassa integrazione di una compagnia «comprata da Etihad», competitor definito velenosamente «molto influente sulla politica dei trasporti del governo italiano».
«PAGHI ABU DHABI». Insomma, Ryanair non ci sta e minaccia di volare via dai tre aeroporti regionali: «Non dovremmo essere noi a finanziare Alitalia-Etihad, dovrebbe essere qualcuno ad Abu Dhabi», ha attaccato O'Brien, secondo il quale «il piano di Alitalia-Etihad per distruggere gli aeroporti regionali sta funzionando». O'Brien, nel corso di un incontro con la stampa a Milano, ha commentato anche la possibilità che Qatar Airways compri il 49% della compagnia aerea sarda Meridiana, ipotesi allo studio del ministero dello Sviluppo economico. Secondo il manager di Ryanair, l'attenzione del governo sarebbe «la prova che la politica italiana dei trasporti è ad ispirazione mediorientale». Un'altra operazione che sarebbe stata «suggerita» ai decisori pubblici dalla lobby di Etihad, dopo quella di alzare la tassa aeroportuale di 2,5 euro a passeggero.
AD ALITALIA PIÙ MITI CONSIGLI. Dopo l'attacco a testa bassa, O'Brien stesso ha lasciato intravedere qualche spiraglio: «Quello che Alitalia può fare è cambiare strategia. Una migliore strategia per Alitalia sarebbe quella di lavorare insieme a Ryanair, anziché contro. Noi siamo l'unica compagnia che può vantare capillarità e potremmo fare da feederaggio su Roma», da dove poi potrebbe partire il traffico aereo a lungo raggio. Invece, Alitalia farebbe «feederaggio su Abu Dhabi, partendo da lì per il lungo raggio. Abbiamo già fatto questa proposta ad Alitalia nel 2014. Probabilmente non accetteranno, ma è un errore». Oggetto del contendere sembrano quindi essere i cosiddetti voli feeder, ossia quelli effettuati da aeroporti di periferia verso i grandi hub, allo scopo di concentrarvi i passeggeri. I piccoli aeroporti nutrono (feed) di passeggeri quelli più grandi. Normalmente, sono le piccole compagnie che fanno feederaggio per quelle più grandi, che operano su scala intercontinentale.

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