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OBBLIGAZIONI 2 Febbraio Feb 2016 1723 02 febbraio 2016

Tango Bond, l'Argentina paga i risparmiatori italiani

Buenos Aires ha accettato di versare in contanti il 150% del capitale. Per un controvalore di 1,35 miliardi di dollari. Si chiude così una vicenda iniziata quasi 15 anni fa.

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L'accordo sui Tango Bond deve essere approvato dal parlamento argentino.

Pace fatta, dopo quasi 15 anni dal default, tra l'Argentina e gli oltre 50 mila risparmiatori italiani che avevano investito nei cosiddetti Tango Bond, ovvero i titoli di Stato argentini, e che non avevano accettato le due successive ristrutturazioni del 2005 e del 2010.
CONTROVALORE DI 1,35 MLD DI DOLLARI. Con un accordo preliminare con la Tfa, l'associazione per la difesa degli investitori in titoli argentini, Buenos Aires ha accettato di pagare in contanti il 150% del capitale per un controvalore di 1,35 miliardi di dollari contro i 2,5 richiesti in origine.
Ora si attende l'ok da parte del parlamento argentino il primo marzo.
CHIUSO L'ARBITRATO DEL 2006. Con l'intesa si chiude di fatto anche l'arbitrato avviato nel 2006 presso il Tribunale della Banca mondiale che aveva per oggetto il risarcimento dei danni per circa 50 mila obbligazionisti privati italiani che detenevano 900 milioni di bond argentini.
La maggior parte dei risparmiatori italiani, circa 450 mila persone, aveva preferito accettare il cambio con i nuovi bond argentini, un’operazione che aveva comportato una forte perdita.
PARI AL RENDIMENTO ANNUO DEL 2,74. L'Argentina rifonde i risparmiatori che hanno investito in obbligazioni prima del default del dicembre 2001 con una cifra che equivale a un rendimento lordo medio annuo del 2,74%.
Se si considera che nel periodo 2001-2015 l'inflazione media in Italia è stata dell'1,9% circa, l'intesa garantisce un rendimento netto annuo dello 0,82% agli interessati.
SERVE IL VIA LIBERA DEL CONGRESSO. «Spero che, dopo il via libera del Congresso argentino e la definizione delle questioni legali, si possa ragionevolmente arrivare a un pagamento ai nostri risparmiatori verso maggio-giugno», ha dichiarato il presidente della Tfa Nicola Stock, «è importante che sia in contanti perché molti obbligazionisti sono anziani e hanno atteso molti anni».
Ora vanno chiarite alcune questioni in Italia visto che «non è un'offerta di scambio ma un settlement (accordo) e per questo ora devo incontrare sia la Consob che il ministro dell'economia Padoan per definire gli aspetti normativi e fiscali». Il presidente della Tfa chiederà inoltre ai 50mila risparmiatori rappresentati l'assenso all'accordo raggiunto.

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