Salva Banche Protesta 160202130504
REBUS 3 Febbraio Feb 2016 0800 03 febbraio 2016

Salva-banche, può allargarsi la platea per i rimborsi

Secondo il ministero del Tesoro, possono aumentare i risparmiatori da risarcire. Ma il governo non vuole stanziare altri soldi. Oltre ai 100 milioni di euro stabiliti.

  • ...

Salva-banche, la protesta di una risparmiatrice.

Matteo Renzi vorrebbe chiudere la pratica entro il consiglio dei ministri di venerdì prossimo, assieme al decreto sulla bad bank e a quello per velocizzare il recupero dei crediti deteriorati.
Ma dal Tesoro i funzionari che stanno facendo tutte le simulazioni del caso, chiedono più tempo.
L’unica certezza sul decreto per i risarcimenti agli obbligazionisti è che il governo non può e non vuole aumentare la dotazione sul fondo destinato a rimborsare chi è stato truffato dai dipendenti di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti.
UN OCCHIO A BRUXELLES. C’è chi all’interno dell’esecutivo (come il neo viceministro all’Economia, Enrico Zanetti) spinge per approfittare del via libera alla bad bank italiana versione light, così da recuperare risorse per gli obbligazionisti dei quattro piccoli istituti, attraverso la vendita dei crediti deteriorati che nella good bank hanno subito rettifiche pari all’83%.
Ma l’ipotesi – sulla quale fa resistenze anche Roberto Nicastro, il presidente della nuova realtà sorta sulle ceneri delle piccole banche – non è percorribile secondo il Tesoro: in via XX settembre temono di incorrere nelle ire di Bruxelles, dopo aver trattato per settimane pur di dimostrare che la garanzia pubblica su Npl non sarebbe stato un aiuto di Stato.
Questi sono i paletti principali nella scrittura dei decreti: uno destinato a definire i requisiti per chi ha diritto al rimborso, l’altro per stabilire tempi e modi dei contenziosi davanti all’Anticorruzione.
BASTA RINVII. Dopo le critiche da parte dell’opposizione e la richiesta di sfiducia al ministro Maria Elena Boschi, Renzi però non può permettersi altri rinvii sulla questione né di lesinare risorse sui risarcimenti.
In quest’ottica i tecnici del Tesoro stanno facendo simulazioni sulle più ampie fattispecie per allargare, quanto è possibile, la platea degli obbligazionisti da rimborsare.
È certo che avranno giustizia soltanto quelli che hanno sottoscritto prodotti subordinati, ma rispetto alle prime ipotesi non saranno seguiti come criteri soltanti quelli relativi al reddito o alla proporzione dell’investimento rispetto all’investimento complessivo.
Nei cosiddetti indici sintomatici i funzionari di via XX settembre stanno facendo rientrare anche l’anzianità e il rendimento dell’investimento, il profilo di rischio o il tipo di contratto.
LA PLATEA PUÒ ALLARGARSI. Tutto questo serve a distinguere i piccoli risparmiatori dai grandi investitori. Ma al ministero sono convinti che la platea possa allargarsi oltre modo, tanto da dover ampliare il fondo intergovernativo.
Non sono esclusi tetti per ripartire al meglio i 100 milioni. Al riguardo, e sempre per evitare problemi con la Ue, verrà messo nero su bianco che il fondo non ha valenza assistenziale.
Sempre il decreto fa chiarezza anche sui contenziosi da aprire davanti all’Anac di Raffaele Cantone.
Potrà ricorrere chiunque si senta stato defraudato: basterà firmare un modulo scaricato da internet e non ci vorrà l’assistenza di un legale.
Per superare i dubbi e i paletti del ministero della Giustizia è stato deciso che il loro l’iter non si sovrapporrà ai provvedimenti civili in corso per decidere i risarcimenti.
10 COLLEGI ARBITRALI. Rimodulato anche il ruolo dell’organismo: la camera arbitrale dell’autorità istituirà 10 collegi arbitrali (per lo più saranno costituiti nei grandi centri), che saranno presieduti da magistrati da poco andati in pensione e saranno composti dai soggetti che in passato hanno svolto funzioni arbitrali.
Sempre la camera arbitrale dell’Anac fisserà i criteri generali ai quali si atterranno le commissioni per garantire organicità di giudizio.

Twitter @FrrrrrPacifico

Correlati

Potresti esserti perso