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CALCIO&FINANZA 4 Febbraio Feb 2016 1340 04 febbraio 2016

Juventus, gli affari col chiacchierato fondo Doyen

L'ultimo è Rogerio. Ma anche Morata e il costosissimo Alex Sandro (26 milioni). I bianconeri trattano col fondo maltese. Diretto da Nelio Lucas.

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Nelio Lucas, il portoghese a capo del fondo Doyen.

Si chiama Rogerio, è un esterno brasiliano classe 1998, ed è l’ultimo giocatore di una corposa serie che entra a far parte dell’alleanza fra Juventus e Sassuolo.
Proveniente dall’Internacional Porto Alegre, il ragazzo è stato acquistato per 1,5 milioni con destinazione Sassuolo e prospettiva di un futuro juventino.
VECCHIO SODALIZIO. Un’operazione che in apparenza ricalca altre già condotte in sodalizio fra i due club, dalle quali si scatena un vortice di compravendite sulla cui logica nessuno è mai stato in grado di dare una spiegazione.
Ma in questo caso c’è un ulteriore attore in campo: il fondo Doyen Sports Investments, intermediario per la compravendita dei calciatori.
RAPPORTI CON IL MILAN. Un chiacchieratissimo soggetto diventato noto al pubblico italiano quando a giugno del 2015 ne venne annunciato il ruolo di consulenza in favore del broker thailandese Bee Taechaubol, nell’affare che avrebbe dovuto portare quest’ultimo all’acquisto del 48% del Milan.
Versione di comodo, quella che vedeva Doyen come consulente di mister Bee.
Perché in realtà agli analisti più attenti era chiaro che il fondo con sede legale a Malta, diretto dal portoghese Nelio Lucas, dovesse prendere nel Milan un ruolo tutto suo, grazie ai solidi rapporti con Adriano Galliani.
IL RIFIUTO DI BERLUSCONI. Come (non) siano andate le cose in quell’affare è noto.
E altrettanto noto è che Doyen uscì immediatamente da quel grande circo su esplicita richiesta di Silvio Berlusconi.
Nel frattempo due trattative di calciomercato condotte dall’allegra banda Galliani-Lucas si erano concluse con rovesci umilianti per il Milan.
Grazie alle manovre del super agente portoghese Jorge Mendes, vero boss del calciomercato globale nonché recente nemico di Doyen, il club rossonero rimediò due tranvate nel tentativo di prendere Jackson Martinez dal Porto e Geoffrey Kondogbia dal Monaco, poi andati rispettivamente all’Atletico Madrid e all’Inter.
DAI ROSSONERI ALLA JUVE... E intanto che nel clamore si celebrava la rapidissima fine di una partnership col club rossonero, passava nel generale silenzio il fatto che Doyen andasse a stringere un patto di ferro con un altro club italiano: la Juventus.
Di questo patto, l’approdo di Rogerio in Italia è l’ultimo passaggio in ordine di tempo.

Una relazione col club di Torino nata nel 2014 sull'acquisto di Morata

Alex Sandro e Alvaro Morata della Juventus.

La relazione fra il club bianconero e Doyen ha preso avvio nell’estate del 2014, con l’arrivo dal Real Madrid di Alvaro Morata, nel quadro di un affare costruito sul meccanismo del prestito con diritti di 'compra e recompra” che costituisce una recente e misteriosa prassi del calciomercato.
BOZZO, L'UOMO IN ITALIA. Dell’attaccante spagnolo Doyen gestisce i diritti d’immagine, e i suoi agenti sono Juanma Lopez e l’avvocato Giuseppe Bozzo.
Il primo è il principale rappresentante di Doyen per la Spagna, il secondo nell’estate del 2013 veniva accreditato come la sola persona che in Italia potesse parlare a nome del fondo.
Quello che ha portato Morata a Torino è il primo affare di una serie che ha un’impennata durante l’estate del 2015.
È partito infatti un giro di movimenti di mercato che ha visto la società bianconera attiva con club molto vicini al fondo maltese: Porto, Siviglia e Marsiglia.
SANDRO, CIFRE ESORBITANTI. C’è stato Alex Sandro, esterno sinistro brasiliano che già aveva alle spalle un passaggio opaco, essendo arrivato nel 2011 in Portogallo dal Deportivo Maldonado, discusso club della serie B uruguayana.
Ad agosto del 2015 il direttore generale juventino Beppe Marotta lo ha preso spendendo 26 milioni.
Una cifra che sarebbe stata esagerata di per sé, ma resa ancora più esorbitante dal fatto che il 30 giugno 2016 il calciatore sarebbe stato libero a zero euro.
Un bel regalo al Porto, con Doyen dietro le quinte a manovrare.

Anche dietro le cessioni di Llorente, Isla e De Ceglie c'era il fondo

Isla (a sinistra) e De Ceglie passati nell'estate del 2015 dalla Juventus al Marsiglia.

Si è proseguito poi col giro d’affari sull’asse Siviglia-Marsiglia.
La Juventus ha ceduto agli andalusi il centravanti Fernando Llorente.
Anzi, per dirla più correttamente, glielo ha regalato nonostante il calciatore fosse vincolato ancora per due anni.
STRANA RESCISSIONE. Allo spagnolo è stata concessa la rescissione del contratto, e i giornalisti compiacenti hanno trovato il modo di dipingere l’affare in modo positivo per la Juventus, sostenendo che il club bianconero avesse così risparmiato sul pesante ingaggio di Llorente.
Ma allora sai che affarone se concedessero la rescissione pure a Buffon o a Pogba.
A Marsiglia sono andati invece i terzini Mauricio Isla e Paolo De Ceglie, mentre dalla Francia è arrivato in bianconero il giovane centrocampista Lemina.
SIVIGLIA E MARSIGLIA NELLA GALASSIA. Per chi non lo sapesse, il Siviglia è uno dei club che da Doyen vengono indicati come esempi “virtuosi” di rapporto coi fondi d’investimento, mentre il Marsiglia viene insistentemente dato dalla stampa francese sotto la sfera d’influenza del fondo maltese.
Sulla panchina del club francese siede Michel, ex calciatore del Real Madrid e della nazionale spagnola.
L’agente di Michel è Mariano Aguilar, personaggio molto vicino a Doyen.

Operazioni finanziarie che la Fifa ha già messo nel mirino

Beppe Marotta.

Che i rapporti fra il club bianconero e il fondo maltese siano molto serrati è stato confermato da un’intervista concessa a novembre 2015 da Nelio Lucas al quotidiano francese Libération.
E a ulteriore conferma sono giunte le nuove trattative condotte sul mercato brasiliano nel calciomercato invernale.
Quella (sfumata) per il portiere Alisson, e quella che porterebbe in bianconero il già citato Rogerio.
Che secondo diverse fonti stampa sarebbe anche proprietà di Doyen.
FORMULE MESSE AL BANDO. Si tratta di un caso di Third party ownership (Tpo) o di Third party investment (Tpi)?
Dalle frammentarie notizie disponibili non è dato sapere, così come non si sa se Doyen abbia acquisito i diritti economici su Rogerio prima dell’entrata in vigore del bando Fifa contro Tpo e Tpi, il primo maggio 2015.
ALTRI CLUB GIÀ PUNITI. Si sa però che a causa dei rapporti promiscui col fondo in materia di controllo dei calciatori sono già stati puniti due club: il Seraing, serie B belga, che dalla Fifa si è visto imporre l’interdizione per quattro sessioni di calciomercato (non potrà acquistare nuovi calciatori fino a gennaio 2018); e il Twente, massima serie olandese, che dalla sua federazione nazionale è stato interdetto per tre stagioni dalle coppe europee.
Un ammonimento per tutti, anche per i grandi club: chi commercia in diritti economici sui calciatori con soggetti come Doyen rischia sanzioni pesantissime.


Twitter @pippoevai

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