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MERCATI 11 Febbraio Feb 2016 2003 11 febbraio 2016

Le Borse affondano ancora, l'Europa brucia 242 miliardi

Milano maglia nera: -5,6%. Raffica di vendite sui bancari. Giù il petrolio.

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Una seduta di Borsa.

Il rimbalzo del giorno prima è stato solo un miraggio per i mercati finanziari mondiali, frenati l'11 febbraio dal crollo delle banche, dal nuovo scivolone del greggio e dalla spia rossa accesa dal Fondo Monetario Internazionale che ha denunciato una crescita globale «moderata, modesta, con rischi di ribasso» dovuti alla Cina, agli 'emergenti' ed al rafforzamento del dollaro. La scintilla è scoccata di mattina in Asia, a ranghi ridotti per le festività cinesi e giapponesi, con Hong Kong (-3,85%) in affanno.
MILANO MAGLIA NERA. In Europa si è capito subito che il temporale non era isolato, così gli indici di Borsa hanno imboccato senza esitazione la via del ribasso, con Milano (Ftse Mib -5,63% in chiusura) maglia nera. Da sola Piazza Affari ha bruciato oltre 23,4 miliardi di euro, vale a dire quasi un decimo di quanto è andato in fumo in Europa (242 miliardi). CROLLANO BANCHE E PETROLIO. Protagoniste dell'ecatombe ancora una volta le banche. Dopo aver guidato i rialzi di ieri, oggi sono state la zavorra dei listini, insieme ai titoli petroliferi, dopo l'ennesimo scivolone del greggio, che a New York è sceso a 26,6 dollari al barile.
LO SPETTRO DEL 2008 SI AVVICINA. Lunedì il presidente della Bce Mario Draghi parlerà davanti al Parlamento Ue, ma i mercati, come commenta un gestore di fondi da Lucerna che vede «avvicinarsi lo spettro del 2008», appaiono «molto disorientati», poiché, con i tassi d'interesse «quasi a zero», la percezione diffusa - spiega - è che «le Banche centrali non hanno altri strumenti di intervento e quindi il mercato si sente alla deriva».
RAFFICA DI VENDITE. Proprio le banche vengono ora scambiate in Borsa con uno sconto di circa il 40% rispetto ai normali prezzi di mercato. L'11 febbraio sono crollate SocGen (-12,57%), dopo dati inferiori alle stime degli analisti, Credit Suisse (-8,41%), che li ha delusi la settimana scorsa, Ubi Banca (-12,11%) dopo i conti e Deutsche Bank (-6,14%), i cui Cds, i titoli-polizza sul rischio di insolvenza, sono balzati a 292 punti base, contro i 103 dello scorso 4 febbraio.
SPREAD A QUOTA 160 PUNTI. La tempesta si è riversata anche sui titoli di stato, con i Btp triennali italiani andati all'asta che hanno visto salire il rendimento allo 0,11%, contro lo 0,2% precedente. Lo spread con i Bund tedeschi per i titoli decennali è salito a 152,4 punti, dopo essere volato fino a 160 dai 139,5 della chiusura precedente. Manca poco ormai ai 158,8 punti dei Bonos spagnoli.
CROLLA IL RUBLO. Sul fronte delle valute è crollato il rublo, legato all'andamento del greggio, mentre il biglietto verde è sceso sia nei confronti dell'euro che dello yen, creando le condizioni ideali per il rialzo dell'oro salito del 5,8% ai massimi degli ultimi 12 mesi.

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