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INDISCREZIONE 11 Febbraio Feb 2016 1500 11 febbraio 2016

Poste, l'ad Caio ha in ballo la vendita di PosteMobile

Tra i possibili acquirenti della controllata circola il nome di Vodafone.

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Francesco Caio, amministratore delegato di Poste Italiane.

Poste Italiane sta pensando di vendere PosteMobile: la voce circola sempre più insistente tra gli addetti ai lavori delle telecomunicazioni italiane da quando, ai primi di gennaio 2016, Poste ha deciso di scorporare dalla sua controllata PosteMobile la ricca dotazione di rete fissa in fibra ottica che aveva nel patrimonio.
Con un’operazione di scissione parziale, insomma, l’azienda guidata da Francesco Caio sfila l’asset più prezioso dalla pancia del loro pur dinamico ma ancora piccolo operatore telefonico virtuale (3 milioni di clienti basso-spendenti) prendendosela direttamente in carico.
Una mossa che sarebbe il preludio per una “valorizzazione” della “sfibrata” PosteMobile, ovvero la sua vendita.
FINE DEL ''PRIVILEGIO''. Fin qui niente di male, né di strano: PosteMobile non solo rende poco di suo (come peraltro dev’essere, per questi business da hard-discount della telefonia), ma soprattutto non potrà più neanche godere, in futuro, del privilegio di essere distribuita in esclusiva dalla fortissima rete degli sportelli postali, perché l’Antitrust ha accolto un ricorso promosso dai concorrenti, imponendo a Poste di vendere anche le sim di tutti gli operatori mobili.
Fine del privilegio, fine della sinergia commerciale con la controllata.
CAIO NON DEVE CERCARE MOLTO... Ma a chi potrebbero vendere, le Poste, la loro non più strategica PosteMobile?
Qui l’indiscrezione si fa ghiotta, perché nella community delle tlc si sussurra che in realtà Caio non dovrà cercare molto, perché un compratore l’avrebbe già trovato.
Complice il suo vecchio rapporto con Vittorio Colao, il numero uno mondiale di Vodafone che fu anche l’ex capo dell’attuale amministratore delegato di Poste in Omnitel, un'intesa con il colosso mondiale sarebbe già stata trovata.
A suggellarla manca solo la formalizzazione, che sarebbe questione di qualche settimana.
E gli interessati cosa dicono? Nega Poste, per la quale non sarebbe vera nemmeno la prospettiva della vendita, derubricata alla mera eventualità tra tante ipotesi possibili.
Silenzio in Vodafone, dove per policy aziendale non sono abituati a commentare le voci di mercato.

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