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QUI VIALE DELL'ASTRONOMIA 13 Febbraio Feb 2016 1430 13 febbraio 2016

Confindustria, Bonometti è il quarto candidato

Capo delle Officine meccaniche rezzatesi. Imprenditore dai modi schietti. È l'uomo di Marchionne. Nella guerra di potere con Montezemolo.

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Marco Bonometti, candidato alla presidenza di Confindustria.

Tra sabato 13 febbraio e lunedì 15 la comunicazione ufficiale ai saggi: Marco Bonometti è il quarto uomo a candidarsi alla presidenza di Confindustria, incoraggiato come spinta iniziale dalla Lombardia che non segue l'Assolombarda di Rocca, da Sergio Marchionne (sia pure da esterno a Confindustria ma con tutto il suo peso), da Antonio D'Amato (oggi presidente dei Cavalieri del Lavoro, e con quasi intatta presa nella generazione di imprenditori che lo portò molto giovane alla presidenza degli imprenditori nel 2000), dai meccanici piemontesi e da quanti cercavano un'alternativa a Vincenzo Boccia, Aurelio Regina e Alberto Vacchi, i candidati già in campo.
NESSUNO OLTRE IL 50%. E ora che la griglia di partenza è completa con il numero di quattro candidati che avevamo ipotizzato alla fine di gennaio, ciascuno con il suo 20% di voti, la domanda che ci facciamo è una sola: chi saranno i primi due al ballottaggio, visto che tutti riteniamo difficile che un candidato ottenga subito i 100 voti su 199 necessari per essere designati alla presidenza dal nostro Consiglio Generale?
Tutto dipende ovviamente dalle alleanze, dagli intrecci tra territori e candidati, dalla corsa alle vicepresidenze o alla presidenza del Sole.
IL RUOLO DECISIVO DEGLI EX PRESIDENTI. E qui per capirci qualcosa è importante fare un salto ai piani superiori dove stanno di casa gli ex presidenti Abete, D'Amato, Fossa, Marcegaglia e Montezemolo che, con impegno più o meno costante a seconda del carattere di ciascuno, curano la regia della corsa.
Bonometti è stato spinto in campo, oltre che (come gli altri candidati) dalla sua voglia di mettersi alla prova nella leadership, anche da Marchionne che certo non vede di buon occhio il candidato di Montezemolo, Vacchi, o di Abete, Regina. Quindi, le alleanze eventuali tra i quattro candidati vanno viste anche e soprattutto alla luce degli sponsor veri o presunti che essi hanno.

Regina il più debole del lotto

Marco Bonometti, candidato alla presidenza di Confindustria, con il presidente uscente Giorgio Squinzi.

Se Regina appare il più debole poiché ha alcune associazioni di categoria che lo seguono ma pochi territori oltre al Lazio, Vacchi rischia di essere messo fuori gioco non solo dalla querelle Marchionne-Montezemolo ma anche e soprattutto dalle teorie attribuite a Gianfelice Rocca, e non smentite, su di una fusione Corriere/Sole 24 Ore, che appare industrialmente improbabile ma soprattutto sbagliata per noi soci di Confindustria, non solo perché ci priverebbe del nostro asset più importante ma perché darebbe vita a una concentrazione nella stampa (oltretutto, su quale linea politica rispetto al governo per esempio?) quando invece in Italia oggi c'è bisogno come il pane di pluralismo e indipendenza, quest'ultima magari come obiettivo a cui tendere. Aggiungo un'altra cosa: non va sottovalutata la questone sindacale.Nella recente proposta dei sindacati c'è l'obbligo dell'iscrizione ad una associazione per la sottoscrizione ad un contratto Nazionale e Marchionne, che non crede che passi il testo anacronistisco presentato da un un'insolita unità sindacale più interessata a salvare se stessa che gli interessi dei lavoratori, comunque non vuole stare fuori dalla partita anche se non gioca più in campo ma detta le regole dalla tribuna.
Bonometti, il cavaliere bresciano, è uno spaventa Camusso anche nella sua dialettica ruvida ma apprezzata dai metalmeccanici allergici alla Fiom, in netto contrasto con l'emiliano Vacchi, già benedetto nientemeno che da Landini per il suo atteggiamento di progressista dialogante a capo di un gruppo di successo che macina utili e cresce a doppia cifra, quando invece le aziende Italiane soffrono di una mancata competitività tutta italica e compressi da una situazione di caduta libera della redditività che, anche volendo, non dà spazio a distribuire un valore aggiunto che non c'è più.

POSSIBILE BALLOTATTGGIO BOCCIA-BONOMETTI. Allora il ballottaggio sarà tra Boccia e Bonometti? Può essere, se il primo sa mantenere vivo l'imprimatur che gli è venuto dalla Piccola industria di Confindustria al Consiglio centrale governato da Alberto Baban.
La squadra del nuovo presidente verrà presentata e votata dopo, e questo lascia aperte sino all'ultimo secondo utile tutte le possibili alleanze. Ma quel che nessuno di noi vorrebbe vedere è proprio questo: uno o più candidati cooptati tra i vicepresidenti di chi la spunterà.
BONOMETTI EX STELLA DEL NUOTO BRESCIANO. Intanto Bonometti, capo delle Officine meccaniche rezzatesi (3 mila dipendenti che producono componenti per auto), imprenditore dai modi schietti, già primo bresciano a scendere sotto il minuto nei 100 metri stile libero, appassionato di calcio, si gode il weekend più 'facile' della sua nuova vita associativa, quello dell'annuncio della candidatura.

* Dietro lo pseudonimo di Settimo Piano si cela un imprenditore ben inserito ai piani alti di Confindustria che racconta per Lettera43.it la corsa (già iniziata) al rinnovo della presidenza dell'Associazione, previsto per il maggio del 2016.

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