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AZIENDE 10 Marzo Mar 2016 1113 10 marzo 2016

Lavazza acquisisce Carte Noire

Accordo dal valore di 700 milioni per comprare l'azienda leader del caffè in Francia. Il gruppo torinese: «Vogliamo continuare a investire nella crescita». Esclusa al momento l'opzione Borsa. 

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Shopping francese per Lavazza. Il big italiano del caffè acquista Carte Noire, leader del settore in Francia. Il closing dell'operazione, annunciato giovedì 10 marzo a Parigi, è stato firmato il 29 febbraio dopo l'ok dell'autorità francese della concorrenza e della Commissione europea. L'azienda torinese acquisisce i marchi e le attività di Carte Noire all'interno dell'area economica europea.
ACCORDO DA 700 MILIONI DI EURO. Il valore dell'accordo è di 700 milioni di euro. Di questi, 400 milioni sono stati finanziati da quattro banche: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bpn Paribas e Rabobank. A rendere note le cifre l'amministratore delegato dell'azienda torinese, Antonio Baravalle. «Puntiamo a un fatturato di 2 miliardi, con un contributo dei mercati esteri superiore al 70%», ha spiegato l'ad, sul cui tavolo al momento non ci sono dossier relativi ad altre acquisizioni. Anche se, precisa, «guardiamo con attenzione a quello che succede».
PER IL 2016 FATTURATO STIMATO A 1,7 MILIARDI. Nel 2015 il fatturato del gruppo Lavazza è cresciuto dell'8,1% superando 1,4 miliardi. Per il 2016 prevede di raggiungere quota 1,7 miliardi.
Per il gruppo torinese la Francia diventa il secondo Paese dopo l'Italia. «Vogliamo continuare a investire nella crescita», spiega ancora Baravalle, che ha sottolineato «il profondo rinnovamento dei nostri siti industriali e i significativi investimenti in marketing, comunicazione e innovazione». Altrettanto importante «la realizzazione del nuovo centro direzionale a Torino. L'impegno complessivo dell'azienda torinese, conclude, «ha superato il miliardo di euro».
NON SI PREVEDE LO SBARCO IN BORSA. Nel futuro dell'azienda torinese non sembra comunque profilarsi uno sbarco in Piazza Affari: «La borsa è uno strumento tecnico, ha vantaggi e svantaggi. Può essere grande risorsa finanziaria, che aumenta il valore aggiunto, ma può penalizzare strategie sul medio termine. È un'opzione, ma in questo momento non la stiamo prendendo in considerazione. Siamo in grado di generare cassa», ha tenuto a sottolineare il vicepresidente Giuseppe Lavazza.
«Abbiamo ancora possibilità di crescita interna. Dobbiamo crescere anche come governance. Poi decideremo se accendere questa luce o no», ha aggiunto Baravalle.

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