Frederic Heems Amministratore 160314110636
VISTI DA VICINISSIMO 14 Marzo Mar 2016 1050 14 marzo 2016

Veolia, francesi alle prese con la grana Siram

L'azienda di servizi energetici è ormai al capolinea. E può minare la stabilità finanziaria del colosso transalpino. Che dovrebbe disfarsene.

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Frederic Van Heems, amministratore delegato di Siram.

Francesi che vanno, francesi che vengono.
Mentre tutti guardano quel che si vede, e cioè l’avanzata di Vivendi in Telecom fino a un millimetro dalla soglia dell’opa obbligatoria e la nomina al vertice di Generali di Philippe Donnet, manager con un passato in Axa e da anni nel cuore di Vincent Bollorè, penetrazioni francesi in terra italiana parzialmente compensate dalla conquista di Carte Noire da parte di Lavazza e in qualche misura dai ripetuti inciampi che si è autoprocurata la Lactalis della Besnier nella gestione di Parmalat, i miei occhi (di lince) sono caduti – è proprio il caso di dirlo – su Siram.
La società, che opera nella gestione dei servizi di energetici e del facility management, soprattutto per la pubblica amministrazione, è controllata dal gigante transalpino Veolia attraverso Dalkia International.
RESPINTI GLI APPELLI. Che è successo? In un solo colpo tre sentenze rischiano di farla cadere dalla padella - in cui era finita per cattiva gestione - alla brace ardente.
Si tratta delle pronunce 811, 812 e 813 del 29 febbraio 2016 relativamente alla gara Consip SIE3 (lotti 2, 3 e 10) con cui il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli di Siram e, in due casi, ha confermato «l’inefficacia della convenzione stipulata da Consip con Siram», facendo saltare di fatto incarichi fino a circa 850 milioni di euro.
Una botta esiziale, considerato che la società italo-francese aveva già perso 316 milioni solo tra il 2011 e il 2013, segno di un prolungato declino industriale segnalato anche da otto cambi di management in 10 anni, e che ora la tegola giudiziaria mette a rischio 3 miliardi di contratti con la pubblica amministrazione. (Ma l'azienda smentisce: clicca qui per leggere la richiesta di rettifica).
LA CADUTA NON SI ARRESTA. Nel settembre 2014 Veolia-Dalkia ha mandato il francese Frederic Van Heems a rimettere in ordine le cose dopo che Giuseppe Gotti, uomo vicino a Paolo Scaroni, dopo soli sei mesi di incarico come amministratore delegato aveva clamorosamente abbandonato.
E tra le ultime teste a saltare con l’arrivo del francese c’è stata quella di potentissimo direttore generale Giovanni Pontrelli, deus ex machina della gestione Siram e delle scelte strategiche degli ultimi anni, ora alle prese anche con guai giudiziari che hanno segnato il momento più basso della storia dell'azienda, trascinata nella vicenda sui finanziamenti illeciti alla Lega Nord di cui fu protagonista Belsito.
Ma nonostante con l’arrivo del francese Siram abbia praticato offerte aggressive o addirittura in dumping, con sconti fino al 50% che hanno portato anche a interrogazioni parlamentari, la caduta verticale non si ferma.

Le ripercussioni sul gigante transalpino Veolia

Siram fa parte del gruppo Dalkia.

Al centro dell’ultima bastonata di tipo giudiziario c’è la perdita dei requisiti Soa (necessari per partecipare a molte gare, in particolare quelle Consip nel settore del facility management, dei lavori edili e di impiantistica), derivante dalla vendita del ramo d’azienda “Gestione Integrata” nel dicembre 2012 (operazione anche questa gestita per intero da Pontrelli).
Come sancito proprio dal Consiglio di Stato nel 2014, infatti, la cessione ha implicato «il trasferimento di titoli, referenze, requisiti specifici relativi al ramo ceduto e alle attestazioni Soa».
Nonostante questa chiara sentenza, Siram sta continuando a partecipare a gare pubbliche. Così, adesso sono potenzialmente a rischio tutte le gare e i contratti in essere: solo per quelli Consip si stima un valore di 3 miliardi di euro.
STABILITÀ FINANZIARIA A RISCHIO. In ogni caso, il danno per la società è assai elevato, come mostrano le recenti sentenze perché vanno considerate le cauzioni, le cause che le stazioni appaltanti e le società escluse per la presenza di Siram attiveranno, nonché le eventuali richieste di danni da parte di altre aziende associate presenti nei contratti acquisiti.
A rischio ci sono migliaia di dipendenti, ma anche la stabilità finanziaria del gruppo di riferimento: Siram è la prima società di Dalkia International (pesando intorno al 15%) e di Veolia, che è quotata a New York e all’Euronext di Parigi, in termini di fatturato rappresenta circa il 3%.
AI FRANCESI CONVIENE DISFARSENE. Insomma, a quanto sembra Siram è arrivata al capolinea. Che faranno ora i francesi? L’uscita repentina di Gotti a suo tempo aveva fatto cadere l’ipotesi che Scaroni potesse porsi a capo di una cordata interessata a rilevare la società.
Ora può tonare in pista quell’ipotesi? In fondo, a Veolia converrebbe persino regalare una dote – magari sotto forma di cancellazione dei debiti infra-gruppo – pur di togliersi definitivamente questa maledetta grana.
Se Telecom e Generali rappresentano due punti pesanti a favore della Francia, lo stesso non si può dire per Carte Noire-Lavazza, Lactalis-Parmalat e Veolia-Siram.

(*) Con questo “nome de plume” scrive su Lettera43.it un protagonista e osservatore delle più importanti partite del potere politico ed economico-finanziario italiano.

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